Dalla diaspora alla liberazione di Auschwitz

BREVE STORIA DEL POPOLO EBRAICO
DALLA DIASPORA ALLA LIBERAZIONE DI AUSCHWITZ

RIDUZIONE E RIELABORAZIONE DI TESTI DAI SEGUENTI SITI, CHE SI RINGRAZIANO E SI SEGNALANO PER LA LORO VALENZA DIDATTICA:

Sito del prof. Giancarlo Restelli
Primo Levi
Testimonianze – Se questo è un uomo (VIDEO SU YOUTUBE)
http://ripassofacile.blogspot.it/2014/04/lolocausto-breve-sintesi.html
http://www.sapere.it/enciclopedia/pogrom.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto#Estensione_dell.27Olocausto
http://www.treccani.it/enciclopedia/ebrei_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/

RIDUZIONE DEL TESTO  di Elena Loewenthal

Ebrei, giudei, israeliti, israeliani Gli Ebrei sono detti dalla Bibbia anche figli d’Israele, o Israeliti: Israele è infatti il nome che prende Giacobbe, nipote di Abramo (perché figlio di Isacco suo figlio), dopo aver udito anch’egli la chiamata divina. Giacobbe è il capostipite delle dodici tribù (o grandi famiglie) che compongono il popolo ebraico….

Gli Ebrei, o figli d’Israele, sono anche chiamati Giudei, da Giuda, che è uno dei figli di Giacobbe: questo Giuda non ha nulla a che vedere con l’apostolo che tradì Gesù nell’ultima cena, consegnandolo ai Romani. È invece il capostipite di una delle tribù che, con il suo piccolo territorio, riuscì più a lungo a rimanere indipendente nell’antichità, prima di cadere nelle mani dei diversi imperi che conquistarono la nazione ebraica nell’epoca antica: gli Assiro-Babilonesi, i Greci, i Romani. E tanti altri a seguire, nel Medioevo e nell’era moderna, come gli Arabi, i crociati europei, i Turchi.

Gli Israeliani, infine, sono i cittadini dello Stato di Israele, rinato alla fine della Seconda guerra mondiale dopo quasi duemila anni. Lo Stato di Israele sin dalla sua nascita è al centro di un lungo conflitto con i paesi arabi circostanti, originato dal rifiuto della decisione dell’ONU del 1947 di creare due Stati: uno ebraico e uno arabo. In Israele abitano dunque i cittadini israeliani, che sono in maggioranza Ebrei, cioè membri del popolo ebraico e seguaci dell’ebraismo inteso come fede e tradizioni. Ma qui vive anche una minoranza di cittadini israeliani che non sono Ebrei e che è composta da arabi musulmani, cristiani e membri di etnie diverse……..

La predicazione di Gesù e la conquista romana
Una prima svolta importante fu la predicazione di Gesù: un ebreo vissuto nella Palestina di allora che ha cambiato il volto del mondo. … (I cristiani l’hanno riconosciuto come Messia figlio di Dio; per gli ebrei è uno dei tanti profeti ma non il Messia; da questa circostanza è nato uno storico conflitto n.d.w.).  I primi cristiani, seguaci del messaggio di Gesù, furono Ebrei che vivevano all’epoca in quella terra e in altre regioni del Mediterraneo.

L’altro evento fu la conquista della regione da parte dei Romani, (primo secolo avanti Cristo) …..  Conquistata la terra d’Israele, i Romani si trovarono di fronte a una situazione molto delicata e a un popolo ‒ quello ebraico ‒ piccolo ma estremamente difficile da domare. E soprattutto ben deciso a non prestare culto alle divinità pagane: furono anni di lotte, rivolte, disordini, finché nel 70 d.C. l’imperatore Tito (Prima guerra giudaica) decise di risolvere drasticamente la situazione, distruggendo il Tempio di Gerusalemme, l’unico luogo di culto in cui gli Ebrei offrivano sacrifici e preghiere al loro Dio, mettendo a fuoco tutta la città e cacciando il popolo ebraico dalla sua terra. In questa data precisa inizia dunque la seconda diaspora, (confermata dall’ imperatore Adriano, secondo secolo d. C., a seguito della Seconda guerra giudaica) che è esilio e dispersione al tempo stesso: cacciati dalla loro terra, gli Ebrei si sparpagliarono per il mondo, incominciando dalle città dell’Impero Romano.

Diaspora e persecuzioni

Nella diaspora gli Ebrei hanno costituito delle piccole comunità….La comunità è detta in ebraico qehillah ed è come una piccola società con le sue regole, all’interno della società più grande che detiene il potere.

Quando infatti il cristianesimo comprese che per diffondersi fra le genti era necessario penetrare nella civiltà romana, abbandonando il fronte dei vinti ‒ gli Ebrei sconfitti e privati della propria nazione ‒ per quello dei vincitori, rinnegò le proprie origini e iniziò a diffondere il disprezzo per la radice ebraica.

Furono secoli di cosiddetto antigiudaismo. Per un verso questo popolo doveva sopravvivere perché era il testimone della passione di Gesù Cristo; per l’altro era considerato colpevole di un delitto imperdonabile: la morte di Dio in croce, della quale erano invece storicamente responsabili i Romani che allora dominavano il paese. In questo modo gli Ebrei avevano rifiutato la rivelazione.

La diaspora, la dispersione del popolo ebraico, divenne così il marchio infamante, la dimostrazione della loro dannazione. La teologia e la politica, la letteratura e la fede contribuirono a diffondere questa immagine negativa degli Ebrei. Fra i tanti eventi di questa storia si possono ricordare le Crociate, che nel Medioevo fecero molte vittime innocenti: i combattenti diretti a liberare la terra santa dagli infedeli islamici che all’epoca la governavano, passando per l’Europa uccisero moltissimi Ebrei e incendiarono e distrussero le loro case.

Dai ghetti all’emancipazione

Nel 1492 gli Ebrei di Spagna, una comunità molto numerosa e fiorente, furono posti di fronte all’alternativa tra la conversione e l’esilio. ((Più o meno a quell’epoca si definì la distinzione fra Ebrei vissuti nelle aree del Mediterraneo e dell’Oriente, detti sefarditi (in ebraico Sefarad significa “Spagna”), e quelli che abitavano nell’Europa del Nord, detti ashkenaziti (Ashkenaz significa “Germania”), cui si deve la creazione di una lingua con la sua grande letteratura, l’yiddish. Gli Ebrei spagnoli parlavano invece il ladino, un miscuglio di antico spagnolo ed ebraico)).

Pochi anni dopo la cacciata dalla Spagna nacque in Italia il primo ghetto, a Venezia. Da molti secoli, peraltro, gli Ebrei erano costretti ad abitare in determinati quartieri e non in altri (ghetti), non potevano possedere case né terreni, avevano un’ assai limitata libertà di movimento.

In molte città dell’Europa agli Ebrei era concesso di abitare solo a patto che svolgessero una attività professionale all’epoca proibita dalla Chiesa. Si trattava del prestito, su pegno o a interesse, esercitato dagli Ebrei attraverso i banchi (gli antenati delle banche). Questa attività a cui furono per lo più costretti è alla radice della diceria secondo cui gli Ebrei sono avari, attaccati al denaro: ma non avevano altra scelta!

Furono anche soggetti ad attacchi violenti e alla periodica distruzione dei ghetti, con uccisioni e rapine, soprattutto in occasione di fatti tragici come le pestilenze, delle quali si dava in modo falso e strumentale la colpa agli ebrei. POGROM sm. russo (propr., devastazione). E’ un termine con cui si designa un violento moto popolare, culminante in distruzioni e massacri, contro comunità ebraiche. Il nome entrò nei linguaggi occidentali tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento quando l’impero degli zar fu scosso da sanguinosi sollevamenti antisemiti. Occorre dire tuttavia che moti popolari, più o meno spontanei, contro gli Ebrei si ebbero in Europa sin dai primi secoli dell’era cristiana…

Così vissero dunque per molti secoli, finché fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento iniziò il lungo cammino per l’emancipazione (cioè la liberazione) degli Ebrei. Un cammino fatto anche di passi indietro e difficoltà, che si completò solo nel 20° secolo. Finalmente accolti nella società degli altri, molti di loro si gettarono a capofitto in questa nuova esperienza, liberandosi di un passato travagliato. Questo spiega anche la conseguente affermazione di molti Ebrei nelle scienze, nelle arti, nella letteratura, nell’impresa e nella finanza: è lo slancio di entusiasmo da parte di un popolo sempre rifiutato, che ora vuole dimostrare a sé stesso e agli altri le proprie capacità e la propria riconoscenza per essere stato finalmente affrancato e accettato.

La Shoah e la nascita di Israele

Eccoci all’epoca contemporanea, e in particolare a quel 20° secolo carico di due eventi fondamentali nella storia ebraica: la Shoah, cioè lo sterminio di sei milioni di Ebrei a opera dei nazisti, e la rinascita dello Stato di Israele, nel 1948. (VEDI SOTTO)…. Lo Stato di Israele, peraltro, non rinacque solo dalle ceneri dello sterminio: il movimento sionista (sionismo) era sorto già alla fine del secolo precedente, e aveva riportato molti Ebrei alla loro terra d’origine, allora sotto dominazione ottomana.

Oggi gli Ebrei sono nel mondo circa 13 milioni: abitano soprattutto nello Stato di Israele e negli Stati Uniti. In Italia (dove gli Ebrei non sono mai scomparsi del tutto) esiste una comunità molto piccola: oggi vivono qui circa 29.000 Ebrei. Molti di loro abitano in Italia da almeno cinquecento anni e hanno qui radici profonde: si sentono Ebrei non meno che Italiani, perché l’identità ‒ per tutti, non solo per loro ‒ non è mai un fatto esclusivo…..

Antigiudaismo, antisemitismo

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L’OLOCAUSTO – BREVE SINTESI

Con il termine Olocausto, che deriva dalla lingua greca e significa “tutto(olos) bruciato(kaustos)”, si intende lo sterminio, sistematico e programmato, di alcuni milioni* di persone ritenute indesiderabili perchè giudicate “razzialmente” e socialmente  inferiori o politicamente sgradite, portato avanti dal regime nazista tra gli anni ’30 e gli anni ’40.
In questo senso il termine va distinto dalla parola Shoah, che si riferisce specificatamente al genocidio ebraico durante il quale morirono circa 6 milioni di ebrei europei, di ogni sesso ed età, appartenenti a qualunque classe sociale.
Durante il nazismo, quindi, non vennero perseguitati soltanto gli ebrei, ma anche altre persone o gruppi etnici “non ariani”, quindi ritenuti inferiori, inutili e indesiderabili. Rientrano infatti nel genocidio nazista gli zingari (Rom e Sinti), i polacchi, alcune popolazioni slave, i disabili, malati mentali,  i testimoni di Geova, gli omosessuali, gli oppositori politici e tutti coloro che rappresentavano una minaccia per la purezza della razza ariana.

Le leggi razziali
Con le leggi di Norimberga (1935) con cui gli ebrei tedeschi furono esclusi da ogni aspetto della vita sociale: vennero licenziati dagli impieghi statali, cacciati via dalle scuole, furono costretti a cedere le loro attività economiche e non poterono più praticare la professione medica, l’avvocatura, etc.

Nel 1938 Mussolini fece approvare leggi simili in Italia

Dal Manifesto della razza” (luglio ’38)

“Le razze umane esistono / Esistono grandi razze e piccole razze / Il concetto di razza è puramente biologico / Esiste oramai una pura razza italiana / E’ tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti / Gli ebrei non appartengono alla razza italiana”

Oltre a quanto detto sopra, gli ebrei  subirono anche, tra le altre,  queste assurde discriminazioni:

– fu loro proibito di possedere apparecchi radiofonici, di avere il proprio nome sugli elenchi telefonici, di recarsi nelle località di villeggiatura, di praticare quasi tutti i mestieri, di frequentare biblioteche, associazioni sportive o culturali e tante altre angherie assurde.

– fu proibita l’iscrizione alle società per la protezione degli animali, l’attività di commerciante ambulante, fotografo, cartolaio; fu perfino proibito l’allevamento dei piccioni viaggiatori

– con l’entrata in guerra dell’Italia furono licenziati dalle industrie di interesse nazionale (es. Fiat)

– divieto di pubblicazione e rimozione dei libri di autore ebreo dalle biblioteche

La notte dei cristalli
In Germania,  il culmine di questa iniziale politica antisemita si ebbe nella famosa “notte dei cristalli”, avvenuta fra il 9 e 10 novembre del 1938, durante la quale vennero bruciate moltissime sinagoghe, distrutti più di 800 negozi ebraici (per questo si chiama la notte dei cristalli, per le vetrine mandate in frantumi) e furono incendiate numerose abitazioni. In quella notte trovarono la morte molti cittadini ebrei e moltissimi altri, circa 20 mila, furono immediatamente deportati nei campi di lavoro.
Sembrava un pogrom, come quelli accaduti nel Medioevo e nell’Ottocento, ma era l’inizio di una persecuzione sistematica, non occasionale, che sarebbe sfociata nel tentativo di sterminio.

La vetrina di un negozio ebraico,
infranta durante la Notte dei Cristalli

…..

Deportazione e ghettizzazione
Dopo l’invasione della Polonia, il programma di sterminio subì una svolta crudele: i dirigenti nazisti avviarono il loro piano di sterminio di massa e, per prima cosa, crearono dei nuovi ghetti, cioè dei quartieri o delle zone cittadine in cui gli ebrei venivano rinchiusi – fisicamente rinchiusi attraverso l’innalzamento di mura o recinzioni– e totalmente isolati dal resto della città, in modo da poter essere facilmente controllati dagli ufficiali nazisti. I ghetti esistevano in molte città europee fin dal Medioevo, ma verso la fine del XIX secolo, in Italia, gli ebrei non avevano più l’obbligo di risiedervi. La vita nei ghetti divenne ben presto difficilissima: a causa del sovraffollamento, della fame, delle malattie e delle violenze operate dai nazisti il tasso di mortalità fu altissimo.
Dal ghetto si passò poi alle deportazioni di massa: iniziate nel 1939, subirono un arresto a causa di problemi logistici (difficoltà nei trasporti, territori non disponibili alla creazione di campi di concentramento), ma questo non impedì al regime di uccidere migliaia di ebrei polacchi in esecuzioni sommarie di indicibile crudeltà.

La Soluzione Finale
Nel 1941 fu deciso che tutte le persone di razza ebraica dovevano essere contrassegnate da una stella gialla (la stella di David) appuntata sul petto, in modo che fossero immediatamente riconoscibili dalla Gestapo, la polizia nazista. Nell’autunno del 1941 iniziarono i rastrellamenti e le gassazioni di massa nel campo di Chelmo (in Polonia) che proseguirono poi nei vari campi di Belzec, Sobibor e Treblinka.
Nel frattempo venivano costruiti nuovi campi, appositamente studiati per portare a termine il genocidio di massa. Il più famigerato fu Auschwitz, dove per la prima volta avvennero gassazioni su larga scala e dove venne messo a punto lo Zyklon-B, un gas micidiale che, immesso in camere apposite, poteva uccidere anche 650 persone alla volta.

Auschwitz
Nel giugno del 1942 iniziarono i rastrellamenti e le deportazioni da paesi come Francia, Belgio, Olanda, verso il campo di sterminio di Auschwitz.

Una camera a gas di un lager nazista (non Auschwitz)

In tutta Europa gli ebrei venivano rastrellati anche se non avevano commesso alcun reato. In Italia venivano condotti in carcere, poi raccolti nel campo di Fossoli, vicino a Modena, successivamente ammassati su treni-bestiame senza finestrini, rinchiusi per giorni senza acqua, cibo nè servizi igienici  e trasportati  ad Auschwitz. Quelli che non morivano durante il viaggio, una volta giunti al campo, venivano separati in base al sesso e selezionati dai nazisti.  Coloro che potevano essere utili al Reich venivano tatuati e quindi impiegati in lavori durissimi, che ne provocavano la morte per sfinimento entro pochi mesi a meno che non si ricoprissero incarichi particolari.  Chi non poteva lavorare o perché troppo giovane o troppo anziano, i deboli, i malati, le donne incinte etc., venivano immediatamente avviati verso le camere a gas, che si trovavano nella zona del campo chiamata Birkenau. Qui, con la scusa di fare la doccia, venivano fatti spogliare, chiusi in uno stanzone che poteva contenere anche 2000 persone, ma al posto dell’acqua dall’alto scendeva lo Zyklon B, composto del cianuro che provocava la morte per avvelenamento. I cadaveri venivano poi privati di qualunque oggetto d’oro, compresi i denti e a quelli delle donne si tagliavano i capelli, usati come materiale isolante in edilizia; successivamente venivano bruciati in forni che sono arrivati a cremarne fino a 18-20-000 al giorno. Addetti a questo compito erano i membri del Sonderkommando, scelti tra i più robusti dei nuovi arrivati senza dire loro quale lavoro avrebbero dovuto fare e periodicamente eliminati, affinchè non testimoniassero contro gli oppressori.
Nel tentativo di cancellare le tracce di questi crimini, i crematori e la camera a gas di Auschwitz sono state distrutti con la dinamite dalle SS poco prima dell’arrivo dei russi che hanno liberato il campo il 27 gennaio 1945.
I sopravvissuti venivano comunque periodicamente selezionati ed, eventualmente, mandati a morte, mentre altri restavano a disposizione dei medici e dei biologi presenti ad Auschwitz per i loro esperimenti medici (DOTT. MENGELE).
Dopo lo sterminio pressoché totale degli ebrei polacchi e tedeschi, i nazisti procedettero con altre comunità ebraiche presenti in Europa: ebrei ungheresi, francesi, belgi, greci, italiani, etc. I numeri di questo genocidio palano chiaro: solo ad Auschwitz vennero uccisi quasi un milione e mezzo di ebrei.*****

La liberazione
L’ avanzata sovietica sul fronte orientale costrinse i nazisti a radere al suolo molti campi di concentramento per evitare la liberazione dei prigionieri. I detenuti, se in grado di camminare ed affrontare uno spostamento, vennero costretti alle famigerate “marce della morte“: lunghi e terribili viaggi verso altri campi di sterminio situati più a ovest; i deboli e i malati, invece, venivano uccisi in esecuzioni sommarie o abbandonati a se’ stessi. Molti, tra questi, non riuscirono a sopravvivere fino alla liberazione da parte dei sovietici.

Il campo profughi di Hasenhecke nella
Germania centro-occidentale

Il dopo Olocausto
Le marce della morte continuarono fino al 7 maggio del 1945 quando l’esercito tedesco si arrese incondizionatamente agli Alleati.
Dopo l’Olocausto molti dei sopravvissuti vennero trasferiti nei campi profughi gestiti dalle forze alleate. Da qui vennero organizzati i trasferimenti verso altri paesi o verso la terra di origine. Moltissimi, per amara ironia della sorte, morirono dopo la liberazione, addirittura perchè, potendo finalmente mangiare, si saziarono, ma il loro stomaco era troppo debole per digerire anche solo una quantità normale di cibo.
Tra il 1948 e il 1951 circa 700 mila ebrei emigrarono in Israele, altri negli Stati Uniti o in altre nazioni del mondo.
L’ultimo campo profughi chiuse nel 1957.

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Senza addentrarci nelle discussioni sui numeri esatti, citiamo questa pagina:
https://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto#Estensione_dell.27Olocausto

Il numero esatto di persone uccise dal regime nazista è ancora soggetto a ulteriori ricerche.

Categoria Numero di vittime Fonte del dato
Ebrei 5,9 milioni [193][194]
Prigionieri di guerra sovietici 2–3 milioni [195]
Polacchi non Ebrei 1,8–2 milioni [196]
Rom e Sinti 220.000-500.000 [197]
Disabili e Pentecostali 200.000–250.000 [198]
Massoni 80.000–200.000 [199]
Omosessuali 5.000–15.000 [200]
Testimoni di Geova 2.500–5.000 [201]
Dissidenti politici 1-1,5 milioni [senza fonte]
Slavi 1-2,5 milioni [193][202][203][204]
Totale 12,25 – 17,37 milioni