Forti e deboli attraverso la storia e la geografia

 LA DOMINAZIONE DEI FORTI SUI DEBOLI

SAGGIO BREVE DI STORIA E GEOGRAFIA

FRANCESCO FRAGOLINO II^ D
a.s. 2015/2016

(ancora da finire)

Le disparità tra forti e deboli sono sempre state molto evidenti, sin
dalle civiltà antiche.A Roma c’è sempre stata una grossa divisione: c’erano i patrizi,
discendenti dei fondatori della città, ed i plebei, il popolo, che

detenevano pochissimo potere.

Infine si trovavano gli schiavi, considerati merce, da vendere o comprare.

I patrizi stabilivano le leggi e le imponevano al popolo, e si

consideravano esseri superiori, che avevano molti più diritti degli

altri.

Il malcontento dei plebei è cresciuto parecchio nel tempo, fino a

culminare con la secessione sul Monte Sacro, cioè tutto il popolo si è

rifugiato sull’Aventino, facendo capire ai nobili che loro erano

fondamentali nel popolo.

Grazie a ciò ebbero numerosi vantaggi, per esempio poter nominare

rappresentanti del popolo, dei tribuni della plebe, che potevano

anch’essi fare leggi, erano sacri e inviolabili e potevano bloccare le leggi contrarie agli interessi della plebe.

Il potere del popolo è aumentato parecchio nel tempo, fino a quando

ci furono addirittura plebei nominati consoli. A partecipare al potere furono però essenzialmente i plebei ricchi (cavalieri), che riuscirono a sottrarre parte del potere ai patrizi.

Gli schiavi, invece, rimasero sempre sottomessi a chiunque altro senza

diritti; infatti molto spesso si ribellavano; questo è il caso del gladiatore

Spartaco, che era un prigioniero di guerra fatto servo che, come molti altri prigionieri di guerra,  venne

comprato da un lanista di Capua (Lentulo Baziato) per essere addestrato  nella sua scuola per gladiatori (Ludo Gladiatorio), per poi esibirsi e combattere nei suoi spettacoli, pagati da potenti uomini politici per

ottenere consensi e voti del popolo.

Spartaco era molto abile a combattere, infatti aveva vinto molti scontri.

Un giorno si ribellò e decise di evadere dalla caserma con altri

gladiatori, provocando un’insurrezione generale di schiavi anche non gladiatori che si unirono a lui.

Creò un piccolo esercito formato da persone che non accettavano

la loro posizione sociale, quindi anche servi e donne.

Incredibilmente inflisse parecchie sconfitte all’esercito romano, e fuggì

verso nord, scelta vincente per la salvezza.

Però, arrivati sulle Alpi, si fece convincere dai suoi collaboratori a tornare indietro per

attaccare Roma.

Arrivati sul posto si resero conto dell’errore commesso e fuggirono

verso sud, in Calabria, fino allo stretto di Messina, dove chiesero

addirittura a dei pirati un aiuto.

Purtroppo però Spartaco e i suoi furono accerchiati dall’esercito del

condottiero Crasso, e vennero uccisi in battaglia (Spartaco) e

crocefissi sulla via Appia.

Questo è solo un piccolo esempio di tutti i casi di ribellione ai potenti.

Ai giorni nostri le disparità sono ancora parecchio elevate: infatti i

ricchi ed i magnati hanno notevole potere e i poveri hanno condizioni

molto difficili.

Esistono notevoli esempi di disparità: i ricchi (20%) possiedono l’80%

della ricchezza totale, mentre i più poveri possiedono lo 0,5%.

Per esempio le condizioni di vita in Africa sono difficili: molti abitanti

lavorano molte ore al giorno compiendo anche lavori pericolosi per

ottenere un piccolo salario.

In Africa, come in parecchie altre parti del mondo, si soffre la fame,

e parecchie persone fanno fatica a vivere.

Una delle cause di questo  squilibrio tra forti e deboli,  è sicuramente il

colonialismo, sviluppatosi tra fine Ottocento e metà Novecento, alcuni stati come Francia, Inghilterra e anche Italia hanno costruito un

vero e proprio impero su territorio lontani, in altri continenti.

Dopo la seconda guerra mondiale molti stati si liberarono, alcuni più

pacificamente (India, grazie a Gandhi), altri molto sanguinosamente

(Algeria, dalla Francia).

Le colonie erano un ottimo modo per avere soldi facili con

manodopera sottopagata; infatti erano tante le industrie che si avvantaggiavano lavorando materie prime comperate a bassissimo prezzo da  quei paesi.

Ora si stanno constatando alcune ripercussioni del colonialismo, tra le quali la difficoltà di integrare persone immigrate dalle ex colonie. La Francia ad esempio sta avendo parecchi problemi di terrorismo (Charlie Hébdo, attentati di Parigi a novembre)
non solo nel proprio stato, ma anche nelle sue ex colonie, tipo il Mali, occupato dagli integralisti islamici di Boko Haram tre anni fa e poi liberato da un intervento militare francese (anche per difendere i giacimenti di uranio).

……

 

Francesco Fragolino