Prima parte: il testo narrativo

E’ riportato qui sotto il testo di alcune diapositive che riguardano le strutture del testo ed elementi fondamentali di narratologia

Il testo narrativo 1

*Espone i fatti accaduti ad uno o più personaggi che ricoprono nella storia i ruoli fondamentali dello schema attanziale di Greimas (attanti): il soggetto o protagonista con i suoi aiutanti che cerca di ottenere l’oggetto di una ricerca, mentre l’oppositore con i suoi aiutanti fa il possibile per contrastarlo; possono esistere anche un destinatore cioè un personaggio che incarica il soggetto della ricerca e un destinatario, cioè un personaggio a vantaggio del quale andrà l’oggetto della ricerca. In un testo narrativo un singolo personaggio può ricoprire ruoli attanziali diversi; tali ruoli possono cambiare nel corso della storia.                                                                                                               Esempio: L’Innominato

*Presenta un’evoluzione dei fatti da una situazione iniziale nella quale interviene un mutamento che determina una serie di azioni e situazioni vissute dai personaggi (peripezie) che conducono ad una  situazione finale

Il testo narrativo 2

*E’ importante tenere presente la suddivisione tra fabula e intreccio: la fabula è la successione cronologica dei fatti secondo i rapporti di causa ed effetto, l’intreccio è la successione dei fatti come compare nel testo.                           Esempio: l’infanzia della monaca di Monza, all’epoca dei fatti del romanzo, è conclusa, ma ci viene raccontata dopo il loro inizio:

* fabula: infanzia di Marianna, passeggiata di don Abbondio, fuga dei giovani, arrivo di Lucia a Monza

*intreccio: passeggiata di don Abbondio, fuga dei giovani, arrivo di Lucia a Monza, rievocazione dell’infanzia di Marianna

*E’ possibile evidenziare per ogni narrazione un modello narrativo, cioè la composizione di una serie di azioni astratte (a differenza dell’intreccio, che è composto dal succedersi di fatti specifici), definite  funzioni dallo studioso russo Vladimir Propp in un celebre studio sulle caratteristiche delle fiabe russe (Morfologia della fiaba), applicabile a qualunque situazione narrativa.

*Tali funzioni sono ad esempio: imposizione di un divieto, infrazione di un divieto, punizione, allontanamento e altre ancora

Il testo narrativo

*A livello di intreccio possiamo distinguere alcuni fatti fondamentali (nuclei) da altri fatti, che spiegano meglio il significato dei primi, ma che potrebbero essere soppressi senza togliere senso alla storia (satelliti).

*E’ evidente che in un testo come I Promessi Sposi la minaccia a don Abbondio, la fuga degli sposi, il rapimento di Lucia, l’esilio di Renzo, il ravvedimento dell’Innominato e il trasferimento di Lucia a Milano, la peste, la malattia di don Rodrigo, il ricongiungimento dei promessi sposi non potrebbero essere soppressi senza togliere senso alla storia. Al contrario la digressione su Gertrude, (ovvero Marianna de Leyva, ovvero suor Virginia Maria), la digressione sulla peste, la fuga di Renzo sul carro dei monatti, le peripezie che seguono il matrimonio e moltissimi altri fatti e personaggi che rendono interessante il racconto non sono essenziali per il suo significato complessivo

Il testo narrativo 3: il discorso

*Altrettanto importante della struttura del testo, se non più importante ancora, è la voce narrante o narratore. Si tratta di un problema complesso, perché non sempre il narratore coincide con l’autore e spesso i romanzieri più evoluti cercano intenzionalmente di “confondere” il lettore evocando più narratori o comunque nascondendo la loro voce dietro a quella di uno o più personaggi. Pensiamo ad esempio a Verga (es. Rosso Malpelo) Italo Svevo (La coscienza di Zeno). Altre volte il narratore è chiaramente l’autore ( I Promessi Sposi) o esiste un personaggio con cui l’autore si identifica o che, nei racconti autobiografici, è lui stesso (Primo Levi). Esistono poi numerose varianti: il “racconto nel racconto” (Decameron); la presenza dell’alter ego (l’Anonimo dei Promessi sposi) e altre ancora. Ogni caso deve essere quindi analizzato singolarmente.

*Un testo ha poi, necessariamente, un narratario, cioè un pubblico al quale esso è destinato, che può essere sia un personaggio del testo (Lorenzo Alderani nelle “Ultime Lettere di Jacopo Ortis”) o i giovani del Decameron, ma , ovviamente, è anche un pubblico reale, al quale spesso l’autore è consapevole di rivolgersi (la borghesia istruita per Manzoni)

Il testo narrativo 4: il discorso

*Possiamo così proporre il seguente schema:

*AUTORE REALE       ( Narratore     Narratario)      PUBBLICO REALE

*Narratori omodiegetici ed eterodiegetici

*Si definisce omodiegetico un narratore che appartiene alla storia stessa (Adso da Melk in “Il Nome della Rosa”) oppure Mattia Pascal (“Il fu Mattia Pascal” Luigi Pirandello), o Zeno Cosini (“La coscienza di Zeno”, Italo Svevo) col quale l’autore può identificarsi totalmente o parzialmente. Esiste poi, come già detto, il narratore autodiegetico, che è anche personaggio della storia inventata (Dante Alighieri) o vera (Primo Levi).

*Si definisce eterodiegetico il narratore estraneo alla storia, voce fuori campo, come quella di Manzoni nei Promessi Sposi

Il testo narrativo 5: il narratore e la prospettiva

*Il narratore onnisciente è un narratore che per convenzione, come una sorta di divinità sa tutto della sua storia e dei suoi personaggi, ne conosce anche i sentimenti e spesso interviene nella storia con commenti personali.

*Nei “Promessi Sposi” e in altri testi, si tratta di un narratore attendibile, cioè di un narratore che, sempre per convenzione, conosce la verità e la dice. In altri testi, più complessi anche se più difficili da capire, il narratore è inattendibile, basti pensare alla novella Rosso Malpelo, cioè è una persona che esprime un punto di vista distorto o inesatto; anche “La coscienza di Zeno” rientra, per alcuni aspetti, in questa categoria.

*La prospettiva può essere definita come il punto di vista di chi guarda la scena e non è affatto detto che questi occhi siano quelli del narratore, meno ancora dell’autore. Può essere paragonata all’inquadratura soggettiva dei film, che mostra ciò che vede il personaggio, non necessariamente ciò che piace al regista. Nella narrazione esistono due prospettive possibili: quella del narratore e quella dei personaggi che, solitamente, si alternano, ma in alcuni testi una delle due è prevalente.

Il testo narrativo 6: il narratore e la prospettiva

*Si parla dunque di racconto a focalizzazione zero se il punto di vista è prevalentemente quello del narratore (Promessi Sposi) oppure di

*racconto focalizzato su uno dei personaggi, se prevale il punto di vista del o dei personaggi (La coscienza di Zeno).

*Nel racconto autodiegetico il problema è più complesso di quanto non sembrerebbe infatti, sia che si tratti di una vicenda reale, sia che si tratti di una vicenda immaginaria, tra l’io-narratore e l’io-personaggio c’è differenza.

*Consideriamo il caso di Dante Alighieri: egli scrive la sua storia alla luce di una serenità e di una maturità che non aveva all’epoca in cui è ambientata la visione, esiste cioè tra io-narratore e io-personaggio una profonda diversità psicologica. Di norma la narrazione è condotta dal punto di vista di Dante-narratore, ma talvolta il campo visivo si restringe a quello di Dante-personaggio (sbalordito di fronte al ramo che sanguina…di fronte all’aquila degli spiriti giusti o alla comparsa delle schiere dei beati.

*Un discorso simile si può fare per Primo Levi, anzi, la differenza è ancora più marcata perché l’io-personaggio era un uomo affamato, sul quale incombeva la morte, che non conosceva molti fatti e circostanze sulle quali l’io-narratore, a distanza di tempo ha poi avuto modo di riflettere senza  il terrore della morte imminente. Questo purtroppo non è bastato a salvargli la vita.

Il testo narrativo 7 : il tempo

*Distinguiamo il tempo della storia e il tempo del discorso. Il primo è quello dei fatti raccontati, che si può calcolare. Ad esempio la vicenda dei Promessi Sposi occupa circa due anni + un epilogo indeterminato, comunque a nozze celebrate (novembre 1628 – agosto 1630 + tempo necessario per la celebrazione delle nozze).

*Il tempo del discorso è la durata della narrazione ed è, ovviamente, soggettiva: un’idea può essere data dal numero di pagine del romanzo.

*Le diversità tra fabula e intreccio si giocano essenzialmente sulla manipolazione del tempo: si tratta di anacronie, cioè rottura della linearità cronologica. Ad esempio un personaggio racconta cose accadute prima, oppure il narratore può accennare a fatti che avverranno dopo ecc…

*Durata del racconto: distinguiamo diversi casi

*TS > TD narrazione veloce: molti fatti sintetizzati in pochi paragrafi;TD = 0 si omette di raccontare alcuni fatti ritenuti non fondamentali; TS=TD si ha la scena cioè coincidenza tra ciò che avviene nella storia e tempo impiegato per  raccontarlo (compare spesso il discorso diretto es. don Abbondio e i bravi); TS<TD racconto lento, in cui vengono descritte situazionie personaggi, i loro sentimenti, prolungati i dialoghi (incontro di Gertrude con Lucia e Agnese);TS = 0 L’autore si concede una pausa nella storia e propone riflessioni sue (le grida contro i bravi).

Il testo narrativo 8: il tempo

*Frequenza:

*- il racconto narra una volta ciò che è accaduto una volta (la malattia di don Rodrigo);

*-      “             “      una volta ciò che è accaduto n volte (Malpelo e Ranocchio di fronte al corpo dell’asino grigio; le visite di Malpelo a Ranocchio…)

*-      “             “       n volte ciò che è avvenuto n volte (le anime si meravigliano che Dante è vivo)

*-      “             “       n volte ciò che è avvenuto una volta sola (Dante racconta più volte che Beatrice ha mandato Virgilio a salvarlo).

*Tempo e voce

*Il tempo del racconto e la frequenza dipendono, ovviamente, dal narratore e quindi dall’autore, mentre il tempo della lettura dipende dal lettore e non può essere definito a priori.

Narrazione scritta e cinema

*Espone i fatti accaduti ad uno o più personaggi che ricoprono nella storia i ruoli fondamentali dello schema attanziale di Greimas (attanti): il soggetto o protagonista con i suoi aiutanti che cerca di ottenere l’oggetto di una ricerca, mentre l’oppositore con i suoi aiutanti fa il possibile per contrastarlo; possono esistere anche un destinatore cioè un personaggio che incarica il soggetto della ricerca e un destinatario, cioè un personaggio a vantaggio del quale andrà l’oggetto della ricerca. In un testo narrativo un singolo personaggio può ricoprire ruoli attanziali diversi; tali ruoli possono cambiare nel corso della storia.                                                                                                               Esempio: L’Innominato

*Presenta un’evoluzione dei fatti da una situazione iniziale nella quale interviene un mutamento che determina una serie di azioni e situazioni vissute dai personaggi (peripezie) che conducono ad una  situazione finale

  • •Da questo punto di vista tra narrazione scritta e cinematografica non c’è differenza.
  • •Lo schema attanziale vale allo stesso modo, così come l’evoluzione dei fatti    Esempio
  • •Suor Ellen (soggetto) è solita dedicarsi alla gestione di una parrocchia in un quartiere povero (situazione iniziale)
  • •Le viene proposto da una consorella (destinatore) di iniziare una corrispondenza con un detenuto del braccio della morte per ottenerne il pentimento (oggetto della ricerca) (mutamento)
  • •Questo ruolo le procurerà dei nemici (oppositori): i suoi parrocchiani, il cappellano del carcere, i genitori delle vittime dell’omicidio che ha determinato la condanna
  • •Avrà anche dei sostenitori (aiutanti): un anziano avvocato che presenta ricorso per ottenere una moratoria, sua madre, alcune consorelle.
  • •Le peripezie saranno date dall’incontro/scontro con questi personaggi.
  • •Ovviamente il governatore respinge il ricorso, ma prima dell’esecuzione il condannato ammette la sua colpa e se ne pente; il padre di una delle vittime, che inizialmente la odiava, le mostra stima e apprezzamento (raggiungimento dell’oggetto / situazione finale)