Il Rinascimento

Contesto storico del Cinquecento

v      Espansionismo dei grandi stati nazionali e loro sviluppo economico

Consolidato il loro assetto interno,Francia e Inghilterra si sviluppano economicamente

Spagna e Francia si contendono il dominio sulla penisola italiana

Il Portogallo è una grande potenza marittima

Scontro fra Carlo V di Spagna edElisabetta I di Inghilterra (a favore dell’Inghilterra )

v      Conquista delle Americhe

Inflazione provocata dall’oro

Si sposta l’asse economico dal Mediteraneo all’Atlantico

v      Riforma protestante (diffusione del luteranesimo e calvinismo nell’Europa centro-settentrionale e dell’anglicanesimo in Inghilterra)

Controriforma Cattolica, Concilio di Trento, drastica riduzione della libertà anche di espressione artistica

v      Situazione italiana debole perché la penisola è divisa; dal 1494, anno della discesa di Carlo VIII al 1559 (pace di Cateau-Cambrésis), teatro di guerra tra Francia e Spagna. L’influenza spagnola investe quasi tutta la penisola direttamente o indirettamente; conserva l’indipendenza Venezia. Declino economico anche conseguente all’atlantizzazione.

Contesto culturale del Cinquecento

  • Dalla fine del XIV secolo la cultura umanistico rinascimentale si diffonde dall’Italia al resto di Europa (Shakespeare, Cervantes, Ronsard)
  • Fioriscono le arti figurative e l’architettura
  • Con la diffusione della Controriforma, il clima di libertà viene meno e le arti decadono

Caratteristiche della letteratura italiana

Il secolo è caratterizzato dal classicismo, che ispira la maggior parte delle opere, anche se ne esistono alcune significative che si collocano al di fuori del suo contesto.

Nel ‘500 la letteratura e le arti si emancipano dalla visione medioevale e ricercano modelli di imitazioni degli autori greci e latini, i classici, in particolare Cicerone. Per quanto riguarda la lingua volgare, modelli di imitazione sono Tetrarca e Boccaccio. Per questa ragione vengono ripresi generi letterari dell’antichità, come la tragedia, la commedia e il poema epico; dal punto di vista filosofico domina il neoplatonismo e la ricerca dell’ideale di perfezione, che tuttavia si scontra costantemente con la realtà, in particolare quella determinata dalla triste situazione politica e sociale dell’Italia. Domina la trattatistica, che detta regole per qualunque attività e la poesia ispirata alle liriche di Petrarca.

Ricordiamo:

Pietro Bembo, veneziano,  teorizzò la concezione idealistica della bellezza come perfetta e superiore armonia. Pose una netta distinzione fra generi letterari e nelle Prose della Volgar Lingua sostenne che il volgare letterario doveva ispirarsi al toscano utilizzato da Tetrarca e Boccaccia. Non amava affatto Dante, ritenendolo rozzo e volgare. La sua teoria si impose agli intellettuali, risolvendo così la questione della lingua, cioè il dibattito su quale fosse la lingua da utilizzare nelle opere letterarie.

I lirici petrarchisti tra i quali monsignor Della Casa, Michelangelo Buonarroti,  Vittoria Colonna, Gaspara Stampa, Isabella di Morra.  Essi teorizzano l’amore platonico (Venere celeste), cioè l’amore privo di fisicità, perché si realizza al di fuori del matrimonio. Questo tipo di amore è ritenuto legittimo anche tra persone sposate ad altre e non è negato nemmeno agli ecclesiastici. In alcuni casi, soprattutto quelli delle poetesse, si tratta di amori reali.

Le opere di vara trattatistica, come ad esempio il Galateo di monsignor Della Casa, che prescrive regole di buna educazione e soprattutto il Cortegiano, di Baldessar Castiglione, che descrive il perfetto cortigiano, raggiungendo riconoscimenti ad alto livello, addirittura dall’imperatore Carlo V.

Teatro si scrivono e rappresentano numerose tragedie e commedie; particolarmente interessante “La Mandragola” di Machiavelli

La letteratura non classicista

Non tutti i letterati condividevano il concetto di imitazione dei classici; essi traevano altrove la loro ispirazione e alcuni di essi scrissero in dialetto e in “latino maccheronico”

Pietro l’Aretino, noto per le sue lettere, con le quali stigmatizzava politici di tutta Italia, che ne temevano la straordinaria vis polemica, per la sua vita dissoluta e per i suoi trattati di carattere pornografico (I Ragionamenti) coi quali derideva la trattatistica ufficiale, scrisse divertenti commedie come L’ipocrita e Il Marescalco.

Francesco Berni (toscano) noto per le sue poesie comico-realistiche

Angelo Beolco, detto il Ruzante (nato a Padova) che scrisse opere teatrali in dialetto veneto nelle quali si condanna la guerra e si descrive la triste condizione dei contadini.

La Veneziana commedia erotica di autore sconosciuto in dialetto veneto e italiano

Le Maccheronee di Teofilo Folengo (da Mantova) opere in versi in “latino maccheronico” . La più importante è il poema epico semiserio “Baldus”