Appunti sul Postmoderno

In queste pagine si pubblicano i lavori preparatori di una tesina sul Postmoderno realizzata dalla classe V^G del 2006 -2007.

Si tratta di appunti scritti in vista della presentazione del testo alla commissione d’ esame e pertanto presentano alcune approssimazioni nella modalità di esposizione; verranno corretti al più presto.

Il Postmoderno

Il termine POSTMODERNO per la prima volta fu usato nel 1979 da un filosofo francese LYOTARD,nel suo libro “la condizione postmoderna”, e si diffonde negli Stati Uniti nel corso degli anni settanta. Lyotard associa la nascita della postmodernità al sorgere delle società industriali avanzate. In queste società si annuncia una cultura che ha perso i principali caratteri della cultura moderna. Egli affermava che tutte le teorie generali di spiegazione della storia, della natura o del mondo, come ad esempio l’illuminismo, l’idealismo e il marxismo, nate fin dalle origini della modernità, non costituisco altro che delle metanarrazioni del mondo(costruzioni che cercano di incasellare tutto il reale entro paradigmi precisi). La credenza nei metaracconti si è dissolta, il metaracconto illuministico e quello idealistico si infrangono in relazione agli sviluppi di scienza e tecnica: che non si lasciano più pensare come un modo di emancipare l’umanità. Lyotard non riteneva il postmoderno un periodo, ma una caratteristica intrinseca di certe opere. Non è semplice definire il postmoderno perché noi “ci siamo dentro” e inoltre è una tendenza che si diffonde sia nel campo delle arti e della letteratura sia in quello della filosofia. Si potrebbe dire che è un qualcosa che vuole essere diverso dal concetto di modernità, ma è ancora aperto il dibattito se il postmoderno sia una fase radicalmente nuova della cultura o se sia invece un episodio della modernità.

STORIA

L’ambito storico di riferimento è quello degli ultimi venticinque anni. Passata la guerra fredda e i vari movimenti di liberazione degli anni 70 si giunge ad un contesto internazionale dominato dalla contrapposizione tra i due blocchi. Dopo la caduta dei regimi socialisti, il predomini occidentale e in particolare statunitense diventa mondiale. Si sviluppa la cosiddetta globalizzazione dell’economia resa possibile dalla nuova situazione politica, dalle conquiste tecnologiche e dalla trasformazione della società uniformata sul piano dei consumi e della cultura di massa. Inoltre grazie alla terziarizzazione la forte contrapposizione ideologica che anima la vita politica e sociale moderna della maggior parte dei paesi occidentali si affievolisce.

LETTERATURA

In letteratura intendiamo una serie di tendenze, di aspetti del clima culturale che possiamo far partire in Europa dal ’70 in avanti. Queste tendenze cercano di recuperare un pubblico di massa, senza per questo rinunciare ad una dimensione raffinata o intellettualistica. Ciò avviene in rottura con la tradizione dello sperimentalismo novecentesco, considerato elitario e chiamato modernismo, che cerca di disorientare il lettore per renderlo critico o dubbioso sul mondo in cui vive. Gli autori postmoderni puntano a rendere rassicurante il rapporto con la letteratura, recuperano gli intrecci, stilemi narrativi e linguistici tradizionali o tipici della narrativa popolare. L’opera da cui si nota questo cambiamento è “Il nome della rosa” di Eco.

In letteratura le caratteristiche che si notano sono:

  • un indebolimento della ragione e del pensiero,si rinuncia alla pretesa di dare un’interpretazione complessiva al mondo, alla storia, all’uomo, quindi una diffidenza nei confronti di tutte le teorie che vogliono spiegare la realtà;
  • una crisi dei fondamenti, non si cerca più una causa ultima dei fenomeni dal punto di vista scientifico e filosofico;
  • il linguaggio prevale sulle cose, il mondo virtuale (creato dai linguaggi) sostituisce il mondo reale;
  • diventa centrale l’intertestualità, l’opera letteraria viene pensata come una continua citazione di altri testi;
  • fine del concetto di avanguardia, non si crede più in una successione lineare della storia (disgregazione della progressione del tempo), non ha più senso parlare di superamento, viene meno l’idea di una rottura rispetto al passato;
  • viene meno l’idea di due arti (una per gli intellettuali difficile da capire e un’arte di consumo), si pensa ad un’unica arte per tutti.

All’interno della letteratura noi ci occupiamo del ROMANZO che è caratterizzato da:

–         scrittura come labirinto

–         scrittura come biblioteca, continua citazione di ciò che si è letto

La NOVELLA è più corta ma è paragonab                              al romanzo perché racconta una storia in prosa(genere narrativo). Il romanzo è un genere letterario che ha avuto successo perché è un genere molto ampio, non vi sono regole strette e genere con grandi sperimentazioni e forme diverse. La parola romanzo nasce nel XII secolo e indicava una narrazione in lingua volgare di storie, di avventure, d’amore.

Nel mondo latino abbiamo solo due esempi di romanzo: il Satyricon di Petronio(per analizzarlo ci si può servire della metafora postmoderna del labirinto) e le Metamorfosi di Apuleio.

La realtà postmoderna è invece caratterizzata dalla frantumazione, da un’incoerente complessità non dominabile intellettualmente e non ordinabile. Il concetto della dialettica utilizzato nel moderno per spiegare l’evoluzione della realtà (tesi – antitesi – sintesi), viene sostituito con quello di differenza: nel reale non ci sono contraddizioni ma solo infinite differenze fra molteplici aspetti del reale, non riducibili a schemi d’ordine.

In questo modo si afferma la fine della storia, l’immobilità del reale. Anche le opere d’arte e quelle letterarie non ricercano nuove soluzioni inedite ma riprendono gli stili del passato combinandoli e contaminandoli (es. ‘ Il nome della rosa ’ di Umberto Eco). Il postmoderno si pone in antitesi, quindi, con l’avanguardia, contestando il fatto che la storia sia in continua evoluzione e che segua una direzione, infatti l’avanguardia ha un atteggiamento conflittuale con il passato, diversamente postmoderno. La tendenza del postmoderno ha suscitato numerose discussioni: c’è chi la ritiene frutto di una frattura rispetto alla modernità, e chi la ritiene nient’altro che una fase interna al moderno e preferisce parlare di tarda modernità; chi vi ravvisa il prodotto di una decadenza profonda, di un esaurimento della civiltà, di un’impotenza creativa e di un ottundimento della coscienza che esalta una realtà negativa e invivibile.

L’avvio dell’era postmoderna, per alcuni, viene collocato tra gli anni ’50 e ’60, con l’inizio dell’era postindustriale, il trionfo della civiltà mediatica e telematica e la fine del colonialismo, per altri con la rivoluzione epistemologica ed il relativismo del primo ‘900, altri si spingono ancora più indietro. Per quanto riguarda l’Italia, si è abbastanza concordi nel datare la comparsa di una tendenza letteraria postmoderna tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, con opere come ‘se una notte d’inverno un viaggiatore ’ di Calvino (1979) e ‘Il nome della rosa ’ di Eco (1980).

Le tendenze culturali dominanti del pensiero postmoderno, in sostanza, riassumibili in sei punti fondamentali:

  1. indebolimento del soggetto crisi del”pensiero forte” romantico – D’Annunziano a seguito dell’indebolimento della fiducia nelle virtù e nella capacità di risolvere i problemi del  progresso scientifico – tecnologico a seguito delle distruzioni causate dalla 1° guerra tecnologica della storia: la Prima Guerra Mondiale  massificazione sociale, (io frantumato) , della ragione nn si può arrivare al vero (ank qui la trama del complotto)  e del pensiero, che rinunciano ad ogni ambizioso progetto di comprensione complessiva della storia e del mondo (‘Il pensiero debole’ di Gianni Vattimo);
  2. crisi dei fondamenti: non si ricercano le cause prime dei fenomeni complottismo (stato k nasconde cose al cittadino) kennedy x-files  (lotta di classe di Marx e psicanalisi di Freud) ma si tende a considerazioni di tipo esistenziale sul futuro dell’umanità;
  3. sostituzione del linguaggio della comunicazione alle cose (‘…nomina nuda tenemus’ la ragione si esercita su un sistema di segni e sl qll si possono sapere ma nn i fatti): il linguaggio diventa tanto pervasivo da ‘cancellare’ il mondo delle cose e l’esperienza del reale diffusione della cibernetica e di internet che diventano un mondo alternativo- stragi simulanti pc games- (sempre più virtuale, anche a causa dell’avvento dell’era telematica);
  4. intertestualità: la centralità del linguaggio porta a immaginare l’opra letteraria come lavoro su altri testi, come citazionismo, come combinazione o pastiche  e dunque come atto implicante la riscrittura o il rifacimento di altri testi;
  5. fine delle contraddizioni e morte o impossibilità delle avanguardie
  6. fine della distinzione tra arte sperimentale e di consumo: si tende ad una forma d’arte che usa i risultati delle avanguardie ma li normalizza cercando forme di espressione non difficili, adatte al consumo di massa.