Il cinema neorealista – Arte, Unione Sovietica e intellettuali italiani

 

NEOREALISMO

riduzione dal sito http://digilander.libero.it/davis2/lezioni/fotocine/neorealismo/neorealismo_cinematografico.htm

Il Neorealismo è stato un movimento culturale, sviluppatosi in Italia intorno agli anni 40 e parte degli anni 50, sia in campo letterario sia in campo cinematografico. Dietro il Neorealismo si nasconde una sorta di denuncia nei confronti della situazione di degrado che l’Italia stava vivendo in quel periodo e, in sostanza, una domanda di rinnovamento in senso democratico che coinvolge la cultura e le scelte personali degli stessi artisti. In ambito cinematografico si ha l’abbandono della narrativa romanzesca e i rifiuto del cinema dei telefoni bianchi con pellicole che si occupano della realtà politica e sociale del paese in un momento di grandi cambiamenti. Questa realtà viene vista con occhio critico, portando alla luce verità che l comunicazione ufficiale aveva tenuto nascoste nel periodo del fascismo. I registi di maggior spicco sono Vittorio De Sica, Roberto Rossellini, Luchino Visconti e Michelangelo Antonioni. Questo tipo di cinema racconta le storie delle classi dei lavoratori al fine di rappresentare la situazione economica e morale del dopoguerra italiano. I film hanno in genere un taglio documentaristico che non abbandona una narrazione ad intreccio attingendo ad un’ambientazione sociale guardata con uno spirito i denuncia. I film utilizzano spesso attori non professionisti per le parti secondarie, in alcuni casi anche per le parti primarie, spesso provenienti dalla strada e, altra caratteristica particolare, le scene sono generalmente girate all’aperto, per lo più in periferia o in campagna.

Questo metodo fu utilizzato per creare un cinema che si distaccasse il più possibile dalla finzione. Girare le scene all’aperto crea però molti problemi (illuminazione, tempo atmosferico, trasporto macchine da ripresa etc.) prolungando le fasi di produzione e aumentando così i costi, ma gli attori non professionisti costituivano un vantaggio in quanto richiedevano una paga modesta rispetto ai professionisti.

Roberto Rossellini è stato forse il regista di maggior spicco nel neorealismo, è conosciuto per la “Trilogia della guerra”, di cui fa parte “Roma città aperta”, che è considerato il manifesto del Neorealismo , e “Germania anno zero”, girato a Berlino subito dopo la guerra. Più avanti questo movimento si distaccherà dalle “storie di guerra e di degrado” e inizierà il periodo del Neorealismo rosa che racconterà fatti al di fuori della politica, con l’intento di far ridere e riflettere allo stesso tempo (Alberto Sordi). Da questo movimento è nata l’odierna commedia all’italiana. (Il terzo film della trilogia è Paisà, sulla liberazione dell’Italia dal nazifascismo)

IL NEOREALISMO SUL LIBRO

NSI 

Il neorealismo da corrente involontaria a scuola poetica organica (importante pp. 61-62 63) e 418-19-20

NLD

Il neorealismo da corrente involontaria a scuola poetica organica (importante pp. 41-43)

SCRITTORI NEOREALISTI 307, 308, 309, 310, 311, 312, 313  (Primo Levi)

COMUNISMO E CINEMA

riduzione dal sito

http://it.wikipedia.org/wiki/La_corazzata_Pot%C3%ABmkin

Il comunismo ha come famoso esponente cinematografico Sergej Ejzenstejn, regista rivoluzionario per l’uso innovativo del montaggio. È divenuto famoso per il suo film “La corazzata Potemkin”, i fatti narrati nel film sono in parte veri e in parte inventati: in sostanza si può parlare di una rielaborazione a fini narrativi dei fatti storici realmente accaduti nel 1905 e che portarono in prospettiva alla rivoluzione del 1917.

Si tratta di un atto di insubordinazione da parte dei marinai di questa corazzata che si rifiutano di mangiare del cibo avariato. Tutti coloro che si rifiutano vengono minacciati di fucilazione, nascono così degli scontri che portano all’uccisione di molti marinai e tra essi il capo della rivolta. I cittadini appoggiano gli ammutinati e questo causerà la perdita di molte vite umane. Infine, la nave con i marinai superstiti abbandona il porto di Odessa (la città in cui si erano rifugiati) per affrontare la flotta dello zar ma gli zaristi si rifiutano di cannoneggiare gli ammutinati. Il film fa parte della pubblicistica del regime sovietico.

In  il cinema come tutta l’arte  sovietica ha cararattere realistico, (ogni altro modo di intendere letteratura, cinema, pittura…è guardato con sospetto dal regime comunista); il cinema di E. è in generale ritenuto di grande valore ad esempio anche per l’uso del montaggio.

http://www.treccani.it/enciclopedia/sergej-michailovic-ejzenstejn_%28Enciclopedia_dei_ragazzi%29/

(Si veda nel dopoguerra il caso di Zdanov e delle direttive ai letterati comunisti)

SI VEDA sul testo LA POLEMICA TRA VITTORINI E TOGLIATTI

NLD  36/40

NSI  56/58

Fantozzi e la corazzata