Il cinema degli anni Trenta

Appunti Storia del Cinema
Fin dall’inizio della storia del cinema (f.lli Lumières, Parigi, 1895), le opere letterarie  diventarono fonti di ispirazione per  film realistici o fantastici.                                (Si ricordi che ad esempio il primo film sulla Divina Commedia data l’inizio del Novecento)                                                     Nel 1927 nacque il sonoro e Hollywood si affermò definitivamente come  la capitale  del cinema mondiale, la Mecca del cinema.                            In quell’epoca nei film si rappresentava sopratutto la società americana e di conseguenza in tutti i paesi del mondo in cui i film venivano distribuiti nasceva l’aspirazione ad imitarla.                                                                                         Per questo il dominio culturale ed economico degli Stati Uniti passò anche
attraverso il cinema.                       L’avvento  del cinema fu accompagnato dallo sviluppo di un’economia caratterizzata dal consumismo (Coca Cola, collant…); questi fenomeni , entrambi antesignani della globalizzazione, determinarono cambiamenti in tutte le società.     Negli anni ’30 il film viene visto come una fonte di profitto,  per questo ai registi viene lasciata poca libertà in quanto costretti a eseguire gli ordini dei produttori (coloro che finanziano) In particolare non bisognava mettere a disagio il pubblico proponendo immagini difficili da capire o trattare di argomenti scabrosi o critici nei confronti della società.                        Il montaggio deve essere invisibile, le luci al contrario posizionate in modo da rendere la scena tutta chiaramente visibile, non si deve parlare di adulterio se non per condannare gli adulteri, il poliziotto è sempre buono     ecc…  Ma un’eccezione alla regola si ebbe ad esempio con il regista Charlie Chaplin che non si “sottometteva” ai produttori in quanto molto famoso. In epoca maccartista  egli fu perseguitato perchè dai suoi film traspariva il suo orientamento di sinistra (venne accusato di essere comunista  http://it.wikipedia.org/wiki/Maccartismo  ).       Ricordare l’inizio di Tempi Moderni e il montaggio palese delle scene iniziali orologio-pecore-operai e la critica alla catena di montaggio.
Nel periodo fascista il cinema assunse un ruolo importante perchè Mussolini comprese che esso era più utile se aiutava le persone a distrarsi in modo da non farle pensare a ciò che accadeva (cinematografia dei telefoni bianchi = esaltazione di una società ricca e senza pensieri). Hitler, al contrario di Mussolini, manipolò la cinematografia tedesca facendo filmare le sue adunate, documentari sugli ebrei, film critici nei loro confronti o altri in cui si esaltava l’eliminazione delle “vite indegne di essere vissute” e facendo così diventare, il nazismo al centro del cinema.                                                                                   Il figlio di Mussolini, Vittorio, grande appassionato di cinema, apprezzò anche i registi che nel dopoguerra avrebbero criticato il regime del padre, non è ben chiaro se ne fosse consapevole o no.
Il montaggio dei film è il risultato di migliaia di ore di pellicola. Non ci devono essere interruzioni logiche tra un’immagine e l’altra.                                                                                             Nella pellicola del famoso Charlie Chaplin, “Tempi moderni” si nota all’inizio  montaggio volutamente visibile in quanto si vede un gregge di pecore in fila per poi con una dissolvenza arrivare al film vero e proprio inquadrando l’ingresso degli operai nella metropolitana e in fabbrica.                                                                              Questa pellicola rappresenta una critica ad una questione legata alla catena di montaggio per la quale non si ha nemmeno il tempo di grattarsi il naso.                                                                                             L’unico film  che rappresenta una critica a Hitler è “Il Dittatore” di Charlie Chaplin.
Lo starsystem caratterizza il cinema e rapprsenta il rapporto privilegiato tra attori e produttori.                                                          Anche grazie a ciò la libertà del regista viene limitata.                                   Siccome lo scopo di fare film è il guadagno, il produttore impone ai registi una certa trama anche se pare ripetitiva.                            I produttori esigevano che i film fossero fatti in un certo modo perchè il pubblico si aspettava determinate cose.                                              Ad esempio i film dell’orrore dell’epoca avevano il finale in comune, perchè si concludevano con la punizione del cattivo (funzione consolatoria – lo spettatore si identifica col protagonista buono ed è contento che ilcattivo venga punito = io sono buono, non mi succederà nulla).                                                                                                          Mentre i film di guerra non dovevano mostrare le vere conseguenze della guerra (ferite, distruzioni, tragedie…) ma dovevano suscitare spirito patriottico per il quale poi i giovani si arruolavano e quindi non dovevano essere troppo violenti. Durante la Seconda guerra mondiale queste regole divennero tassative; se i registi non le avessero seguite, i film non sarebbero usciti nelle sale.
I registi che si sottrassero alle regole dei produttori furono : Chaplin, West, Hitchcock e Ford.
Dal ‘900 vengono realizzati film legati alla psicoanalisi, film giocati sull’elemento simbolico e difficili da comprendere per la gente comune.                                                                                   Due tra i più grandi registi definiti surrealisti sono Dalì e Bunuel.
Il cinema dei telefoni bianchi non rappresenta la lotta tra le classi sociali, ma rappresenta l’aspirazione delle classi più basse a raggiungere le classi sociali più alte : “Sognare pensando alla gente che “sta bene””.
Con il Neorealismo, i fatti vengono finalmente portati alla luce.                      Rossellini con il film “Roma città aperta” mostra la Roma nella vera guerra (1945). Importante è anche stato ” Germania Anno Zero”,  SI VEDA

NSI PP. 33, 34, 35

NLD 25, 26, 27

lA TRILOGIA È STATA COMPLETATA DA “PAISA'”, FILM CHE HA COME ARGOMENTO LA LIBERAZIONE DELL’ITALIA DAL FASCISMO.

Si tratta di film appartenenti alla corrente del NEOREALISMO, che influenzò il cinema e la letteratura.