Gino Bartali, l'Olocausto e Togliatti, Fausto Coppi e il divorzio

 

Appunti di Italiano

 

Belliardo Stefano III G

 Discussione su Gino Bartali (noto ciclista, avversario di Fausto Coppi di cui si parla nell biografia intitolata “Mille diavoli in corpo” ).

 

Perché lo sport, in particolare calcio e ciclismo diventano importanti nel Novecento?

 All’inizio del 900 si diffondono i primi mezzi di comunicazione di massa: radio, televisioni, ecc iniziano a trasmettere in tutto il paese programmi di ogni genere che permettono ai cittadini di venire a conoscenza di fatti riguardanti l’intera nazione.

 

Le partite di calcio e il ciclismo sono le prime manifestazioni seguite dai media  che, attraverso articoli di giornale, documentari da proiettare prima dei film e trasmissioni  radiofoniche, cercano di far passare dei concetti, spesso patriottici, che ponevano al centro dell’attenzione mondiale campioni italiani che fungevano da modello.  In epoca fscista , in particolare, lo sport deve rendere evidente a tutti la presunta superiorità del popolo italiano, erede della forza dei legionari romani. Gli sportivi, ad esempio i ciclisti, devono fare il saluto romano al momento della premiazione (pochi lo fanno davvero) e se subiscono delle sconfitte esse diventano un’onta per il paese. ‘ noto che vennero passate delle “veline” ai giornali per impedire che pubblicassero le foto di Primo Carnera al tappeto durante uno dei suoi combattimenti per il titolo mondiale dei pesi massimi.

Anche negli anni successivi alla II G. M, lo sport mantiene iluo carattere fortemente patriottico e infiamma i tifosi che sostengono le varie squadre di calcio oppure i campioni che sisfidano tra di loro, Possono essere un esempio Coppi e Bartali, noti ciclisti che venivano presi come modello di spirito di sacrificio ( anche se spesso venivano aiutati da sostanze). In particolare però Bartali era visto come uomo, marito e padre esemplare, mentre Coppi, da sposato, ebbe una relazione con una donna sposata a sua volta, la cosiddetta Dama Bianca, la quale venne addirittura arrestata per adulterio (siamo nei primi anni ’60). Per una donna allora era più grave tradire il coniuge rispetto a quanto non lo fosse per il marito, ma questa vicenda influenzò il costume italiano perchè portò l’opinione pubblica a riflettere sul temi del divorzio e di una maggiore libertà sessuale anche per le donne.  Il ’68 in Francia e USA era alle porte, da noi  sarebbe arrivato con qualche ritardo ma comunque cambiò il modo di vedere la famiglia anche per l’azione dei gruppi femministi. Il divorzio, sostenuto dalle forze politiche di sinistra e dal Partito Radicale guidato da Marco Pannella (collaborava anche Emma Bonino, attuale ministro degli Esteri),  venne introdotto nella legislazione italiana nel 1970 con la legge Fortuna-Baslini.

 Perché ricordiamo Bartali a proposito dell’Olocausto?

 Oltre ad essere stato uno dei più grandi ciclisti della storia, questo “sportivo-eroe” è stato dichiarato  “Giusto Tra Le Nazioni”, in quanto, durante l’Olocausto, salvò centinaia di ebrei da morte certa trasportando di città in città documenti d’identità falsi che venivano poi distribuiti. Li nascondeva nel tubo del sellino della bici, dato che non veniva mai controllato dalle SS o dai militi fascisti, i quali lo riconoscevano e lo lasciavano andare per non interrompere il suo allenamento.    Non si vantò mai di questo e, in un’intervista,

disse :“Certe cose si fanno e basta”.

Importante fu anche il ruolo di Baratli in occasione dell’attentato a Togliatti del 1948, quando si disse che la sua vittoria al Tour de France abbia contribuito a scongiurare la guerra civile,

http://www.sportvintage.it/2009/07/10/quando-bartali-salvo-litalia-dalla-guerra-civile/