Arminio, Varo, Segimero, Segeste, Flavus, le due Agrippine, Germanico, Britannico, Petilio Ceriale

1)  Arminio e Quintilio Varo
http://it.wikipedia.org/wiki/Arminio

Battaglia della foresta di Teutoburgo

2) sintesi da    http://it.wikipedia.org/wiki/Agrippina_maggiore

Segeste

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Segeste
principe dei Cherusci
Nascita Weser?, ante 10 a.C.
Morte post 21 d.C.
Casa reale Cherusci
Figli Thusnelda

Segestes fu un nobile appartenente alla tribù germanica dei Cherusci, coinvolto negli eventi che portarono alla sconfitta romana nella battaglia della foresta di Teutoburgo.

Nobile germanico, viene descritto come leale alleato dei romani ed ebbe in odio Arminio, in quanto questi aveva rapito la sua figlia Thusnelda per sposarla.[1]

Storia

Arminio, il nobile dei Cherusci nonché leader militare, ne sposò la figlia Thusnelda nonostante il suo parere contrario. Segestes, che ad Arminio preferiva i romani, meditò a lungo prima di trovare un modo per vendicarsi. Nel 9 avvertì il governatore romano Publio Quintilio Varo dell’imminente crescita dei suoi compatrioti, ma non venne creduto, anche quando consigliò Varo di imprigionare tutti i comandanti germanici, lui stesso compreso, per aver tempo di verificarne le reali intenzioni.[1]

Varo e le sue tre legioni vennero sterminati nella battaglia della foresta di Teutoburgo, durata tre giorni, in cui numerosi alleati germanici, con a capo Arminio, tesero loro un’imboscata.

Segestes si schierò apertamente contro Arminio quando Germanico invase la Germania settentrionale nel 15, nel tentativo di ristabilire il dominio romano sulla regione. Assediato nella sua fortezza dai compatrioti, Segestes chiese aiuto a Germanico il quale lo soccorse. Segestes consegnò la figlia incinta, moglie di Arminio, a Germanico sotto forma di prigioniera. Thusnelda venne portata a Roma e, insieme al fratello Segimundus, venne esibita nella parata che Germanico organizzò nel 17, con il padre a fare da spettatore. Thusnelda non tornò mai a casa. Il solo figlio di Arminio, Tumelico, partorito durante la prigionia, venne addestrato come gladiatore a Ravenna e morì durante un combattimento prima di compiere i 20 anni.

Il colpo finale ci fu nel 21, quando Segestes ed altri parenti uccisero Arminio. Segestes venne infine spostato da Germanico in qualche provincia romana ad ovest del Reno.

Fonti

La più importante fonte storica riguardo a Segestes è Tacito negli Annales (1, 55-59). Anche gli storici romani Velleio Patercolo, Floro e Cassio Dione lo citano.

Segimero

Origem: Wikipédia, a enciclopédia livre.

Segimero (ou Segimer) foi no século I a.C., um chefe germano da tribo dos Queruscos, pai de Armínio, o “Libertador da Germânia”.

Flavus (… – …)

Parentela di Flavus

Era figlio di un capo Cherusco chiamato Segimerus e fratello minore di Arminio.

Il vero nome germanico è sconosciuto, e Flavus in latino significa biondo, nome che probabilmente si riferisce al colore dei suoi capelli. Come anche il suo fratello maggiore, Flavus acquisì la cittadinanza romana avendo servito come ausiliario nell’esercito romano. Perse uno dei suoi occhi mentre combatteva la rivolta illirica durante l’assedio di Andetrium nel 9 d.C.

A differenza del fratello Arminio, che è stato il protagonista della rivolta contro i Romani in Germania, orchestrando la devastante sconfitta romana nella battaglia della foresta di Teutoburgo, Flavus rimase fedele a Roma, servendo sempre come un ufficiale dell’esercito romano.

Flavus ebbe un figlio chiamato Italicus, che divenne uno dei capi dei Cherusci.

Agrippina maggiore (14 a.C. – 33) è stata una nobildonna romana.

Nacque da Marco Vipsanio Agrippa e dalla sua terza moglie Giulia, figlia di Augusto.

Sposò il futuro erede al trono imperiale Germanico, figlio di Druso maggiore e di Antonia minore, a sua volta figlia di Marco Antonio e di Ottavia minore. Dalla loro unione nacquero nove figli, tra i qualiNerone CesareDruso Cesare, Gaio Giulio Cesare Germanico (il futuro “Caligola”), Giulia Agrippina Minore (madre di Nerone), Giulia Livilla *accusata di adulterio con Seneca(e Giulia Drusilla. Raggiunse Germanico con i figli nel 14 presso il Reno e nel 18 nella Siria. Quando il prode marito fu avvelenato dal proconsole Gneo Calpurnio Pisone, si sospettò che il politico fosse aiutato dalla propria moglie Plancina, amica di Livia Drusilla che la difese durante il processo.

Tornata a Roma con l’urna delle ceneri del marito, fu lasciata in secondo piano nella vita politica nonostante il consenso popolare. L’imperatoreTiberio cominciò a ostacolarla e il prefetto del pretorio Lucio Elio Seiano, dopo il ritiro imperiale a Capri, la relegò a Ventotene. La nipote di Ottaviano Augusto, vedova del probabile imperatore, si fece morire di fame e si spense a 47 anni, nel 33.

3) http://www.italiadonna.it/public/percorsi/biografie/f003.htm
AGRIPPINA MINORE (I sec. a.C.)

 

 

Figlia di Germanico e Agrippina maggiore (e quindi sorella di Caligola), sposò Claudio in seconde nozze e lo costrinse ad adottare suo figlio Domizio. Quest’ultimo, prese il nome di Tiberio Claudio Nerone, e divenne successore di Claudio al posto del suo figlio naturale Britannico, anche grazie alle nozze con Ottavia, sorella di Britannico.
Agrippina viene ricordata come una donna ambiziosa e senza scrupoli, che seppe lasciare una traccia profonda nella storia di Roma.http://it.wikipedia.org/wiki/Giulia_Agrippina_Augusta
Nacque ad Ara Ubiorum l’attuale città tedesca di Colonia, nell’accampamento militare dove si trovava il padre Germanico, acclamato condottiero diretto discendente del triumviro Marco Antonio e fratello del futuro imperatore Claudio, e dalla madreAgrippina Maggiore, figlia del console Agrippa e nipote di Augusto. Fortissimamente convinta dell’importanza della propria stirpe, ambiziosa, dominatrice, ma anche accorta, lungimirante, pregna di senso dello Stato, Agrippina fu una delle più significative figure femminili dell’Impero romano, e l’unica che riuscì a conseguire uno status effettivo comparabile a quello di un Principe-donna, ovvero di un’autentica imperatrice.[1] Fu isolata, umiliata e perseguitata ed infine giustiziata dal figlio, Nerone, con la morte del quale si estinse la dinastia giulio-claudia.

Sulla storia e le gravi vicende della sua dinastia, Agrippina scrisse dei Commentari, utilizzati da TacitoPlinio il Vecchio come fonte storica.

Fu la fondatrice della moderna Colonia sul Reno (Colonia Agrippinense), sorta su un pacifico patto di convivenza tra i veterani romani delle campagne germaniche ed il popolo germanico degli Ubii, alleati dei Romani dai tempi di Giulio Cesare. Gli abitanti di questa nuova città si chiamarono Agrippinensi. Nel 1993, la Città di Colonia ha eretto una statua ad Agrippina sulla facciata del proprio Municipio.

Il suo favore verso il mondo celtico fu confermato allorché concesse la grazia al re britannico Carataco, giunto a Roma in catene.

Ebbe dal Senato di Roma il titolo di Augusta, che non corrispondeva a quello di imperatrice nel senso moderno del termine, ma che era comunque un riconoscimento di grande prestigio e pressoché unico, concesso a personalità di particolare spicco.

4) Sintesi da  http://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Giulio_Cesare_Claudiano_Germanico

Gaio Giulio Cesare Claudiano Germanico (Anzio24 maggio 15 a.C. – Antiochia10 ottobre 19) è stato un generale romano. Fu membro della Dinastia giulio-claudia dell’Impero romano.

Nato ad Anzio con il nome di Nerone Claudio DrusoTiberio Claudio Nerone, ricevette il nome di Germanico in seguito ai successi del padre, Druso Maggiore, comandante in Germania tra il 12 ed il 9 a.C., mutò il nome originario in quello di Gaio Giulio Cesare Germanico in seguito alla sua adozione nella gens Iulia, avvenuta nel 4, quando Tiberio, lo adottò come successore designato (al posto del figlio Druso).

Sempre questo stesso anno (nel 4) gli fu data in moglie Agrippina maggiore, nipote di Augusto, dalla quale ebbe nove figli, tra cui: CaligolaAgrippina minore (moglie di Claudio e madre del futuro imperatore Nerone e Giulia Livilla (accusata di adulterio con Seneca).

Combattè in Pannonia  (Ungheria(   e successivamente in Germania dove

Per approfondire, vedi le voci Battaglia della foresta di TeutoburgoGuerre romano-germaniche.

accompagnò Tiberio negli anni 10 ed 11 per rafforzare i confini lungo il Reno (dopo la grave disfatta subita da Publio Quintilio Varo nella battaglia della Foresta di Teutoburgo del 9), e compiere alcune spedizione punitive contro le popolazioni germaniche . Eletto console, condusse una serie di nuove campagne contro i Germani ma non riuscì a riportare i territori tra Reno ed Elba sotto il dominio romano. Egli riuscì a recuperare due delle tre aquile perdute nella battaglia di Teutoburgo, ed a battere la coalizione germanica.

La Germania tuttavia era perduta per sempre, ed il piano di riconquista caldeggiato da Germanico si rivelava un fallimento, tanto che lo stesso fu richiamato al termine del 16. Tiberio riteneva che i confini imperiali dovessero rimanere sul fiume Reno e che del fiume Elba non se ne facesse più menzione. La sua volontà, per quanto contraria a quella del nipote, concordava perfettamente con quanto aveva indicato Augusto, che ammoniva nel non superare i confini dei fiumi RenoDanubio
Incarico e morte in Oriente (18-19)Tiberio concesse a Germanico il trionfo nel maggio del 17, e gli affidò un nuovo comando speciale in Oriente
per risolvere il delicato problema armeno con il re dei Parti. Scoppiò un grave conflitto col Gneo Pisone,  il delegato imperiale incaricato di controllare le mosse di Germanico; quest’ultimo lo obbligò ad andarsene. Poco dopo la sua partenza, Germanico cadeva gravemente malato ad Antiochia, dove moriva il 10 ottobre del 19, dopo aver maturato il convincimento di essere stato avvelenato per ordine di Pisone. Poco prima di morire affidò alla moglie Agrippina, il compito di vendicare il suo assassinio, punendo il presunto mandante che venne processato e si tolse la vita poco prima del verdetto.

Germanico scrisse anche in prosa e in versi.

5) Elaborazione da  http://it.wikipedia.org/wiki/Tiberio_Claudio_Cesare_Britannico

Tiberio Claudio Cesare Britannico (Roma41 – 55) secondo figlio dell’imperatore romano Claudio e di sua moglie Valeria Messalina, inizialmente si chiamava Cesare; l’epiteto Britannico gli fu dato in seguito alla conquista della Britannia attuata da Claudio.
Alla morte di Claudio, al suo posto fu eletto imperatore il figlio di Agrippina adottato da Claudio (Nerone). Poco prima di compiere quattordici anni Britannico denunciò l’illegittimità della successione di Nerone a favore di se stesso[11] e per questo Nerone, all’oscuro della madre, ordì il suo assassinio. Il giovane fu avvelenato durante un banchetto e la sua morte fu mascherata come un attacco di epilessia, male che di tanto in tanto colpiva Britannico.[12]Altre fonti sostengono invece che venne stroncato, durante un banchetto, da un aneurisma provocato da una forte crisi epilettica; male di cui Britannico soffriva sin dalla tenera età e che ne aveva minato la salute e l’aspetto fisico.

PETILIO CERIALE

La rivolta di Gaio  Giulio Civile

Quinto Petilio Ceriale Cesio Rufo (in latino: Quintus Petilius Cerialis o Cerealis; fl. 6183; 29 circa – …) è stato un militare romano, genero dell’imperatore VespasiaBiografia

Origini familiari e giovinezza

Ceriale nacque probabilmente in Umbria dal senatore Petilio Rufo; …Sposò Flavia Domitilla Minore, la figlia di Vespasiano morta prima del 1º luglio 69, più giovane di lui di almeno dieci anni.

In Britannia

Il suo primo incarico importante fu quello di legato della Legio VIIII Hispana in Britannia, durante il governo di Gaio Svetonio Paolino. Partecipò alla repressione della rivolta guidata dalla regina icena Boudica (60/61), sebbene avesse in precedenza subito una sconfitta, mentre tentava di portare aiuto alla città di Camulodunum (oggi Colchester), che fu poi distrutta dai ribelli.[1]

Anno dei quattro imperatori

Vespasiano, divenuto imperatore, nominò il proprio parente console suffetto per il 70, probabilmente per il periodo marzo/aprile.

Rivolta batava

Ceriale venne inviato in Germania inferiore a fronteggiare la rivolta batava, guidata dal principe romanizzato Gaio Giulio Civile. Questa rivolta, che era scoppiata quando Vespasiano non aveva ancora preso saldamente il potere, aveva visto quattro legioni romane arrendersi al nemico.[3]

Fine della carriera

Nel 71 Ceriale divenne governatore della Britannia,[3] portando con sé, nell’isola, la II Adiutrix. Fu aiutato da Gneo Giulio Agricola, comandante della XX Valeria Victrix. In qualità di governatore, Ceriale condusse una campagna militare contro i Briganti in Inghilterra settentrionale ponendo per la prima vota una fortezza legionaria ad Eboracum.

Nel 74 Ceriale lasciò l’isola e tornò a Roma.