Caio Giulio Igino

 

Gaio Giulio Igino

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Gaio Giulio Igino (latino: Gaius Iulius Iginus; Spagna, 64 a.C. circa – 17 d.C. circa) è stato uno scrittore e bibliotecario dell’Impero romano.

Biografia

Igino era un liberto dell’imperatore Ottaviano Augusto, come provano il nomen ed il praenomen. Divenne direttore della biblioteca del tempio di Apollo, posta sul colle Palatino. Era un uomo molto colto in vari campi e fu molto amico di Ovidio, un celebre poeta romano. Scrisse numerose opere di filologia, di geografia, di storia, di agricoltura e di critica, di cui ci sono giunti solamente i titoli o pochi frammenti. Tra i più importanti commenti vi sono quello al Propempticon Pollionis di Elvio Cinna e all’Eneide (in 5 libri).
Da qualcuno è considerato l’autore delle Fabulae al posto dell’omonimo Igino Astronomo, ascrivibile all’età antonina. Proprio le Fabulae appartengono al genere letterario della mitografia in prosa, nato con lo scopo di costruire un vero e proprio manuale di mitologia, un repertorio a uso soprattutto di studenti. Le fonti di Igino sono per lo più greche (Omero, Esiodo, Apollonio Rodio), anche se molto spesso, rielaborando trame tragiche, permette di ricostruire i soggetti di drammi perduti della tragedia greca e romana, pur non essendo esente da marchiani errori di traduzione o interpretazione dell’originale.
Lo stile fa ricorso a un linguaggio semplice ed essenziale, in genere schematico e talora ripetitivo, particolarmente adatto alla lettura scolastica e comunque idoneo a un pubblico di media cultura.

 

 

Testo Originale Latino

Achivi cum per decem annos Troiam occupavissent,  (…)  equum mirae magnitudinis ligneum aedificaveruntt et in eum intraverunt Menelaus Ulixes, Diomedes, Neoptolemus; et in equo scripserunt: «Danai Minervae dono dant» castraque transportaverunt apud Tenedum. Id Troiani cum viderunt hostes fugisse putaverunt. Priamus rex ut Troiani in arcem Minervae equum ducerent imperavit (…). Vates Cassandra autem cum diceret inesse hostes inaudita fuit. Postea equum in arcem cum statuissent et ipsi noctu lusu atque vino lassi obdormissent Achivi ex equo discedere potuerunt et portarum custodes occiderunt sociosque receperunt et Troiam occupaverunt.