Iliade e Odissea: premesse, materiali vari e riassunto

Il percorso didattico  sull’Iliade e l’Odissea si fonda su un confronto tra i valori della civiltà micenea e quelli della nostra società. In particolare si affronteranno i seguenti argomenti:

– l’onore, l’ira e la vendetta

– i rapporti tra chi governa e chi è governato

– la condizione della donna

Saranno evidenziati alcuni collegamenti col programma di civiltà latina    (I re di Roma, in particolare Tarquinio il Superbo e il destino di Lucrezia)

1) SUL LIBRO DI TESTO

a) L’origine del mondo e il destino dell’uomo pp. 4-5-6

b) Omero e la questione omerica                       pp. 38/39/40

c) Le caratteristiche degli dei                              pp. 41/42 e 44

d) L’Iliade                                                              pp. 45/46/47/48/49

e) L’Odissea                                                           pp.106/107/108/109

Iliade

Si leggeranno estratti dagli episodi seguenti:

Il proemio pag. 55;  Tersite pag. 63; La morte di Patroclo pag. 83; La morte di Ettore pag. 91/92.

Odissea

Si leggeranno estratti dagli episodi seguenti:

Odisseo e Polifemo  pag.133   L’incontro con i morti pag. 151;  Il cane argo pag. 161/162

L’ODISSEA TELEVISIVA DI FRANCO ROSSI E MARIO BAVA pag. 174/175   con visione degli episodi di Polifemo, delle Sirene, della discesa agli Inferi e della strage finale.

2)  La Costituzione della Repubblica Italiana

3) L’Iliade 

Breve riassunto http://riassumendo.blogspot.it/2008/06/omero-iliade.html

Gli antefatti

Slides di carattere generale

Riassunto di  www.ciao.it    (http://www.ciao.it/Iliade_Riassunto_e_personaggi_dell_opera_Omero__Opinione_1536985#fullreview  con alcune modifiche)

IL MONDO DELL’ ILIADE

Bisogna premettere che Omero non descrive la società in cui vive ma un mondo che appartiene al passato. Notiamo il perchè: se è vero che l’ Iliade sarebbe stata composta tra il IX e l’ VIII a. C. , gli eroi achei avrebbero dovuto vivere molto tempo prima. Omero, dunque, arcaizza volutamente e questo si capisce da molti particolari, come quello che vi ho fatto notare.
La socierà del poema è quella micenea anche se di questa società appare solo l’ aspetto militaresco e non quello commerciale. Si tratta di una società aristocratica , quella omerica, dominata da nobili di provenienza terriera che vivono nei palazzi sulle acropoli , protette da mura ciclopiche.
La loro vita scorre tra la caccia e i banchetti, allietati dall’ aedo locale che canta le gesta degli eroi.

La Struttura dell’ Opera

L’ Iliade verte su una struttura unitaria , malgrado il poema sia stato composto con parecchie parti che hanno scarsa coesione tra di loro. Quest’ unità sta nel fatto che essa rappresenta il momento di altissima sintesi poetica di tutto il patrimonio mitico del passato.

Premessa

L’ Iliade (come d’ altronde l’ Odissea), comincia a narrare i fatti in medias res , cioè a storia iniziata. L’ azione dell’ Iliade ha inizio al nostro anno della guerra contro Troia e quindi verso la conclusione del conflitto. Tutta la vicenda occupa esattamente 51 giorni.

 L’ ira di Achille

Il poema consta 15.693 versi, ma tutta l’ azione viene incentrata nei primi 530 (piccola curiosità!).
In questi, infatti, viene narrato lo scontro tra Agamennone . signore di Micene , figlio di Atreo , capo della spedizione armata contro Troia, e Achille , figlio di Peleo e di Teti , dea del mare.
Agamennone si rifiuta di rendere Criseide , sua schiava, al padre Crise , sacerdote di Apollo e il dio, per punizione, manda la peste tra gli Achei. Durante l’ assemblea, il vate Calcante rivela a tutti la terribile verità: La peste mieterà vittime tra gli Achei fino a quando Agamennone non restituirà Criseide. Agamennone allora pretende per sè, in cambo, la schiava di un altro eroe: vuole Briseide , preda di Achille. Dopo un violento diverbio che quasi culmina con uno scontro fisico, achille si ritira nella sua tenda e non si oppone al fatto che Briseide venga condotta via. Ma da questo momento egli decide di non combattere più e sua madre Teti ottiene da Zeus che i Troiani prevalgano sugli Achei nei combattimenti. Questo, come dicevo, è l’ inizio della storia e l’ elemento che condiziona tutto l’ intreccio del poema.

Le forze in campo

Dal testo dell’ Iliade apprendiamo che la spedizione degli Achei conta su 1.186 navi ed è guidata da 44 condottieri che comandano 100.000 uomini. Capo supremo è Agamennone, signore di Micene, mentre Menelao è il re marito di Elena, la donna rapita dal principe troiano Paride.
I Troiani, che hanno come re Priamo  contano invece su 28 condottieri, il più forte dei quali è Ettore,  fratello di Paride, figlio di Priamo  e l’ esercito è di 50.000 uomini. Le truppe vengono dalla stessa Troia, dalle isole sulla costa dell’ Asia Minore e dall’ interno della costa.

Il disorientamento degli Achei

Zeus manda ad Agamennone un sogno ingannatore che convince il capo degli Achei ad attaccare Troia.
Agamennone, però, vuole prima “saggiare” il morale dell’ esercito e finge di avere l’ intenzione di tornare in patria. L’ effetto è disastroso perchè i soldati aderiscono prontamente all’ invito, dimostrando di non avere più voglia di combattere. Viene tratteggiata con grande efficacia e con notevole forza comica la figura di Tersite , una sorta di agitatore, deforme e vile, che viene messo a tacere da Odisseo con la forza.
L’ esercito si muove e la sua avanzata viene descritta con una sere di stupende similitudini. Il poeta, dopo aver invocato di nuovo le Muse , espone un elenco preciso delle forze greche. A questa parte fa seguito un elenco dei Troiani e dei loro alleati.

Si alternano vittorie e sconfitte

Dal libro III al libro IX le sorti della spedizione achea sono alterne e poi volgono decisamente al peggio. Nel III libro Menelao e Paride si scontrano in duello: il vincitore segnerà la completa vittoria della sua parte. Agamennone proclama Menelao vincitore, annuncia che la guerra è finita ed esige la restituzione di Elena e di tutti i suoi tesori. Ma Menelao viene ferito da una freccia del troiano Pandaro e questo costituisce un fatto gravissimo perchè, in occasione del duello, era stata proclamata una tregua. Fino al IX libro, malgrado la furia di eroi come Diomede , che ferisce addirittura Ares , la fortuna comincia a pendere dalla parte dei Troiani.

Episodio importante di questa sezione è la storia di Patroclo (da http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071228034404AAxC4PB)

Viste le gravi difficoltà dei Greci, Patroclo  chiede ad Achille di poter indossare le sue armi e di partecipare alla battaglia. Achille lo lascia andare, purché si limiti a difendere le navi. L’apparizione di un eroe che assomiglia ad Achille, è sufficiente a capovolgere la situazione. Gli achei cacciano i troiani, Patroclo, dimenticando la promessa fatta, insegue il nemico fino al campo di battaglia.
Patroclo sente la vittoria vicina, si apre un varco verso le mura di Troia. Apollo ritorna sul campo di battaglia e  colpisce violentemente Patroclo sul dorso che cade tramortito. Egli tenta di riunirsi ai Mirmidoni, viene colpito da euforbo poi Ettore lo uccide, ma prima di morire, Patroclo, predice la morte a Ettore, per mano di Achille. Ettore si impossessa delle armi che erano di Achille e le indossa. Ma quando cerca di impossessarsi del corpo, Aiace il grande gli sbarra la strada. Nel frattempo, il corpo di Patroclo è difeso da Menelao, Aiace ed i loro soldati. Viene mandato un messaggero ad Achille, affinché abbia la notizia della morte del suo amico.

Appresa la perdita di Patroclo, in Achille nasce un nuovo e più fiero dolore. I lamenti di Achille attirano la madre Teti. Alla madre dichiara di desiderare una sola cosa: la morte di Ettore. Era dice ad Achille anche se non può combattere, Achille deve mostrarsi in battaglia, affinché i suoi amici possano contare sulla sua presenza, rafforzandone lo spirito.
Achille ritorna in battaglia, rivestito da Atena con un manto splendente. Si alza sopra ad un vallo ed emette un triplice urlo. Gli achei approfittano della confusione respingendo i troiani. Ettore, vista la presenza di Achille, decide di ritornare all’interno delle mura.

Intanto Achille e Agamennone si sono riconciliati. Apollo si avvicina ad Enea e gli ricorda che è figlio di Afrodite e parla anche a Ettore, raccomandandogli di non affrontare Achille, che in questo momento è più forte di lui. Poi si precipita verso Achille e lo sfida. Ettore gli lancia contro il giavellotto, ma Atena ne devia la traiettoria mortale. Achille si getta su di lui, ma Apollo lo afferra, lasciando al suo posto una nube opaca.

Ricordiamo anche l’episodio del furto del Palladio

Il furto del Palladio. Di capra era la pelle che rivestiva la statua del Palladio, immagine femminile a piedi uniti che teneva la lancia nella destra ed il fuso e la conocchia nella sinistra. Pallade era la compagna di giochi di Atena che rimase uccisa accidentalmente durante le loro prime esercitazioni alla guerra, sicché la dea modellò una statua a somiglianza dell’amica e la ricoprì con pelle caprina.
Si narra che il Palladio cadde dal cielo nel momento in cui Ilo stava fondando Troia e fu perciò gelosamente custodito all’interno della città, quale segno dell’approvazione celeste. Era alto tre cubiti (un cubito corrisponde a 44,4 cm.) e molte copie furono scolpite dai Troiani affinché nessuno sapesse quale era la vera, dal suo possesso dipendeva infatti la salvezza della città. Ulisse giunse a conoscenza dell’oracolo e penetrò dentro le mura travestito da mendicante e con i lineamenti deformati. Elena fu vinta dalla nostalgia per la Grecia e gli fornì le precise indicazioni per poter impadronirsi del vero Palladio: il più piccolo.

Il Duello Tra Achille ed Ettore

Ettore sa di essere inferiore all’ avversario e sente dentro di sè che la sua sorte è segnata. Il suo animo cede e fugge davanti ad Achille facendo per tre volte il giro delle mura di Troia.
Zeus, nel frattempo, pesa le vite dei due eroi e per Ettore la sentenza è di morte. Nell’ ultimo colloquio Ettore cerca di convincere Achille perchè il vincitore non faccia scempio del cadavere del vinto, ma Achille si rifiuta di dare qualsiasi assicurazione. Colpito a morte, Ettore cade a terra e prima di morire annuncia ad Achille la sua prossima fine: egli morirà per mano di Paride , aiutato da Apollo Achille, implacabile, lega il cadavere di Ettore al suo carro e lo trascina nella polvere attorno alle mura di Troia, sotto gli occhi di Andromaca .

La Riconciliazione tra Achille e Priamo

Durante i solenni funerali di Patroclo il quale amico di Achille, era stato ucciso da Ettore, Achille insulta ancora il cadavere di quest’ ultimo fino a quando Zeus ordina
all’ eroe, per bocca di sua madre, di desistere da questo folle comportamento. Manda poi Iride” da Priamo”’ per incitarlo a riscattare la salma del figlio. Priamo si reca alla tenda di Achille e lo supplica di accettare il prezzo del riscatto. Achille, commosso, abbraccia il vecchio re: assieme essi piangono le loro sventure .

Il poema termina con i solenni funerali di Ettore.

4) L’Odissea

a) Sintesi

(si veda sopra per le letture sul libro)