Animali mitologici

ANIMALI REALI E FANTASTICI NELLA LETTERATURA

Nella letteratura, spratutto in quella fantastica, compaiono molto spesso degli animali, sia reali sia fantastici. La figura dell’animale, molto spesso, è metafora dell’uomo e del suo comportamento.

Divina Commedia:

Nel primo canto dell’Inferno, il poeta Dante Alighieri incontra tre belve che gli impediscono di continuare il suo cammino verso la salvezza. Ciascuno di questi tre animali rappresenta un peccato presente tra gli uomini.

La prima belva che inconta è la lonza, la lonza probabilmente era un animale molto simile alla lince. La lonza rappresenta la lussuria umana. Il secondo animale è il leone; Il leone incarna la violenza, la prepotenza e la superbia. Infine Dante inconta la lupa, essa rappresenta l’avidità umana, di fronte alla quale il poeta non riesce a proseguire il suo cammino e viene aiutato da una guida: Virgilio. Questi tre animali che rappresentano tre peccati sono messi in un certo ordine, da quello meno pericoloso (lonza) che rappresenta il peccato meno grave (lussuria) a quello più temibile (lupa) e al peccato più grave (avidità).

Cerbero:

E’ un mostro della mitologia greca ed è il guardiano degli inferi, l’Ade, doveva impedire che le anime dei defunti ritornassero. Viene rappresentato con tre teste, una coda di drago e delle teste di serpente che corrono lungo la spina dorsale come una  criniera. Le anime dei defunti dovevano calmarlo offrendogli dolci di miele che erano  stati posti nella loro tomba dai parenti insieme all’obolo per Caronte. Viene posto da Dante a guardia  dei golosi.

L’Orlando Furioso:

L’ippogrifo è un animale mitologico, l’incrocio di una cavalla con un uccello rapace. Esso rappresenta l’unione tra il mondo naturale, quello magico e quello fantastico. Ludovico Ariosto, nel suo poema, fa volare Astolfo,  amico di Orlando, fino alla Luna, alla ricerca del senno perduto di  Orlando, in groppa ad un Ippogrifo; nell’opera di Ariosto l’ippogrifo  è presentato come un  cavallo con ali e testa di aquila, e le zampe posteriori rimangono  quelle di un cavallo.

Farheneit 451:

Nel romanzo di fantascienza di Ray Bradbury la Fenice ha un significato particolare; essa rappresenta la capacità dell’uomo di “rinascere dalle proprie ceneri”.

(vedi precedente ricerca sulla fenice)


Centauri:

Erano mostri con busto umano e corpo da cavallo. Per tradizione vengono situati sui monti della Tessaglia. Erano ritenuti discendenti di  Centauro, nato dall’unione di Issone e delle giumente dei pascoli della Magnesia. Alcuni centauri  erano autori di imprese malvagie e brutali, mentre altri, come Chirone,  erano saggi e benevoli, vivevano nei boschi, conoscevano le piante e  le stelle ed erano considerati fedeli amici degli uomini e degli dei.

Minotauro:

Nato dall’incontro del toro bianco di Poseidone con Pasifae, moglie di Minosse. Per assicurarsi il dominio di Creta, Minosse chiese a Poseidone l’invio di un toro da sacrificare in suo onore, ma quando lo ebbe, colpito dalla sua bellezza, lo sostituì con uno meno bello. Poseidone, indignato, indusse Pasifae ad innamorarsi del toro bianco e a giacere con lui. Il frutto dell’unione fu un essere mostruoso, dal corpo umano sormontato da una  testa taurina. A causa della sua ferocia il  Minotauro venne rinchiuso nel labirinto  dell’isola di Creta. Lì il Minotauro veniva nutrito con vittime umane. Gli furono offerti anche sette giovanetti e sette fanciulle inviati dagli ateniesi come tributo espiatorio. Il mostro venne infine ucciso da Teseo  con l’aiuto di Arianna, figlia di Minosse, e di un filo di lana.