Il troncamento

E’ la caduta della vocale finale atona o della sillaba finale di una parola che può cominciare per vocale o per consonante e non deve essere segnalato dall’apostrofo.

Riportiamo questo passo tratto dal sito
http://dizionari.corriere.it/dizionario-si-dice/E/elisione-troncamento.shtml    al quale si rimanda per dubbi ortografici

  • Ma le cose si complicano quando una parola troncata come signor, buon, mar, qual, tal si trova davanti a un’altra parola che comincia con vocale, e allora ci si può facilmente confondere con l’elisione; e si vede perciò scritto “tal’è”, “qual’è”, “tal’altro”, “qual’altro”, “buon’uomo”. Ma sono errori.
  • C’è un modo semplice per capire se ci troviamo di fronte ad elisione (che richiede l’apostrofo) o a troncamento (che non lo richiede)?
  • Certo che c’è. E allora vediamolo.
  • Se una parola, privata della vocale finale davanti ad altra parola che comincia per vocale, può stare così accorciata anche davanti a parola che comincia per consonante, si tratta di troncamento: niente apostrofo. Esempio: fin allora, e non “fin’allora”, perché si può anche dire fin troppo, fin tanto.
     
  • Innanzitutto diciamo quando non avviene (ricordiamo l’ uso dell’articolo indeterminativo uno)

    • davanti a parole che cominciano con gn: uno gnomo, uno gnomone, uno gnocco
    • davanti a parole che cominciano con ps: uno psicologo, un buono psicoanalista (si trova anche un buon psicoanalista);
    • davanti a s + consonante o a x e z: uno xilofono; uno studioso, uno zero (ma non quando si fa riferimento a nomi di persona: ingegner Zanti)

    Avviene invece di norma

    • nelle parole in cui, caduta la vocale o la sillaba finale, resta una delle seguenti consonanti: l,m,n,r:  mal tolto, siam pari, buon onomastico, mar Ionio, tal quale.
  • Riportiamo questo passo tratto dal sito
    http://dizionari.corriere.it/dizionario-si-dice/E/elisione-troncamento.shtml

    Attenzione: davanti ad un nome o a un aggettivo il raffronto va fatto tra parole dello stesso genere (maschile o femminile). Dunque: nessun esempio (maschile) perché si può dire nessun libro (maschile), ma nessun’amica (femminile) perché non si può dire “nessun tortora” (femminile); un asino (maschile) perché si può dire un cavallo (maschile); ma un’asina (femminile) perché non si può dire “un cavalla” (femminile); buon anno (maschile) perché si può dire buon tempo (maschile) ma buon’annata (femminile) perché non si può dire “buon stagione” (femminile); ventun anni (maschile) perché si può dire ventun cavoli (maschile); ventun isole (femminile) perché si può dire ventun lettere (femminile).

  • Ci sono dei troncamenti che vogliono l’apostrofo 

  • – Gli imperativi dei verbi dare, fare, stare, andare, dire, in forma troncata: da’fa’, sta’, va’, di’ , ma sono corrette le forme dai, fai, stai, vai .
    La forma della terza persona singolare del presente indicativo del verbo dare è solitamente indicata dall’accento: egli dà

    – Nel linguaggio colloquiale, i troncamenti di bene, poco, modo be’, po’, mo’ come in va be’, un po’, a mo’ di.