Sierra Leone

Sierra Leone

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Sierra Leone

 
Unity – Freedom – Justice
(Traduzione: Unione – Libertà – Giustizia)


Nome completo

Repubblica della Sierra Leone

Nome ufficiale

Republic of Sierra Leone

Lingue ufficiali

inglese

Capitale

Freetown (1.070.200 ab. / 2004)

Politica

Forma di governo

Repubblica


Capo di Governo

 

Indipendenza

27 aprile 1961


Superficie

Totale

71.740 km² (116º)


Popolazione

Totale

5.426.618 ab. (2000) (102º)

Densità

76 ab./km²

La Repubblica della Sierra Leone è uno Stato dell’Africa Occidentale, sulla costa dell’oceano Atlantico. La nazione confina con laGuinea a nord e a est, e con la Liberia a sud-est. La vicenda della liberazione degli schiavi rimasti nei territori della Sierra Leone è stata ricordata nel nome della capitale Freetown, “città libera”.

Nel 1460 Pedro de Sintra diede il nome di Sierra Leone allo stato africano. Il dominio portoghese durò fino al XVII secolo, quando gli inglesi ne presero il posto. Nel 1787 fu fondata la città di Freetown che significa città dei liberi. Fu fondata come una sede per i contadini-schiavi, nel XIX secolo venne stabilito il protettorato britannico sulla Sierra Leone, definendone i confini con la Liberia e la Guinea

Nel 1924 il protettorato ricevette una costituzione; il regime democratico fu istituito nel 1951 e l’indipendenza fu raggiunta soltanto nel 1961.  Successivamente divenne primo ministro del paese Siaka Stevens, che riuscì a far istituire la repubblica. Negli anni successivi Stevens consolidò il suo potere e fece approvare la nuova costituzione che avrebbe messo al bando tutti i partiti politici dal parlamento. Nel 1985 Stevens si ritirò dalla vita politica e consegnò le redini del paese ai militari che furono protagonisti di vari colpi di stato negli anni ’90 e di una terribile guerra civile, scatenata dai ribelli del Fronte Rivoluzionario Unito. Ad alimentare la tensione e l’instabilità contribuirono anche gli ingenti interessi economici locali legati alle ricchezze minerarie presenti, che coinvolsero non solo le forze politiche locali, ma anche i Paesi vicini, ed alcune multinazionali straniere; tra il 1991 e il 2001 la guerra civile causò più di 50.000 morti. Nel 2004 il Presidente Tejan Kabbah ha inaugurato l’operato del Tribunale speciale per i crimini di guerra, chiamato a giudicare sui responsabili delle atrocità commesse durante il conflitto.

Morfologia [modifica]

Il territorio comprende un’estesa pianura costiera, formata dai detriti trasportati dai numerosi corsi d’acqua che la attraversano. Procedendo verso l’interno, un ripido gradino segna l’inizio di una serie di tavolati che si susseguono con altitudini crescenti. I rilievi più elevati, a est, appartengono ai Monti Loma. La costa è orlata di lagune e profondamente incisa dagli estuari.

Il clima è tropicale umido, con importanti differenze climatiche fra la costa e le aree montane. Le temperature rimangono alte lungo tutto l’arco dell’anno con un alto tasso di umidità. La stagione delle piogge comincia ad aprile-maggio, con violenti temporali e forti venti, per finire a novembre. Le piogge sono più importanti in estate, da luglio a settembre, e sono più intense al sud del paese. L’interno  è più asciutto della costa che è spesso soggetta ad inondazioni. Durante la stagione asciutta, da dicembre a marzo, le giornate sono calde e soleggiate. La brezza marina mitiga il caldo sulla costa, mentre l’harmattan, un vento caldo e secco che viene dal Sahara, riduce il tasso di umidità nelle zone interne.

Popolazione [modifica]

Nell’ultimo rapporto sullo sviluppo umano dell’ONU, la Sierra Leone risulta il Paese con il più basso Indice di sviluppo umano nel mondo dopo il Niger.[senza fonte]

Demografia [modifica]

La Sierra Leone è abitata da circa   sei milioni di abitanti suddivisi in varie etnie;  la cifra è approssimativa a causa dell’alto numero di profughi della guerra civile;  ha anche uno dei più alti tassi di mortalità infantile della terra(270/1000).

Lingue [modifica]

La lingua ufficiale della Sierra leone è l’inglese il cui uso è però limitato ad una minoranza più colta; esistono vari dialetti e il  krio, un misto di inglese e creolo.

Religioni [modifica]

La religione dominante è l’islamismo che copre circa il 60% della popolazione, i cristiani sono il 30% mentre il restante 10% è legato a religioni animiste locali. Non mancano poi compenetrazioni tra le religioni rivelate e i tradizionali culti tribali.

Politica [modifica]

La Sierra Leone elegge a livello nazionale un Capo di Stato, il Presidente, ed il Parlamento. Il Presidente è eletto per cinque anni dal popolo.; il Paese ha un sistema multipartitico

Economia [modifica]

In Sierra Leone dominano le industrie petrolchimiche (ferrobauxite e soprattutto [petrolio]), nonostante la presenza di scambi commerciali d’altro genere.

Ambiente [modifica]

La vegetazione della Sierra Leone, ricca di numerose essenze, ha molto sofferto per la distruzione sconsiderata dell’uomo. La fitta foresta equatoriale, estesa una volta in tutta l’ampia regione pianeggiante del Paese, caratterizzata da forte piovosità, si conserva attualmente solo in alcune zone sud-orientali,. mentre sull’altopiano, dove il clima è più secco, domina la savana e nella zona di trapasso tra la pianura e l’altopiano una fascia di caducifoglie. Lungo i fiumi si ha inoltre la foresta a galleria e sul litorale si sviluppano in immense distese le magrovie. Nel retroterra troviamo la palma da olio e parecchie altre varietà dipalme. Caratteristici sono inoltre i baobab giganteschi, l’albero del pane, quello del burro e un albero simile alla quercia da sughero che fornisce agli indigeni il materiale per le loro imbarcazioni. Fra i legni pregiati predominano l’ebano e il teak, seguono numerose altre piante come il legno corallo (Baphia nitida), il tolmah o albero dello zolfo ed alcuni alberi produttori di gomma e poi caffècotonemiglio e zenzero. Fra le spezie comune è il pepe sia nero che bianco.

La fauna, che è quella tipica dell’Africa occidentale, offre numerosi e vari esemplari. Pantereleopardielefantiscimmie, nonché numerosi rettili tra i quali si distingue il Boa constrictorlungo circa 3 metri e grosso come un braccio umano, vivono nelle foreste. Antilopi e bufali sono invece frequenti in terreni più aperti. I fiumi sono ricchi di ippopotamilamantinicoccodrillie varie specie di testuggini e nelle cavità del terreno si nascondono camaleonti e rospi. Rari sono gli uccelli (gufigazzefalchipappagalli) al contrario degli insetti che abbondano in specie e numero. Soprattutto durante la stagione delle piogge costituiscono stuoli sterminati che di frequente celano la pericolosa mosca tse-tse e l’anofele.

Diamanti e guerra (http://www.lettera22.it/showart.php?id=983&rubrica=98)

Il commercio illegale di diamanti, come quello del legname e dell’oro di cui sono ricchi Sierra Leone e Liberia ha garantito ingenti entrate nelle casse dei tutti gli attori coinvolti nelle due guerre civili. Iniziate a poco tempo di distanza l’una dall’altra, devono il loro scoppio e la loro continuazione prima di tutto a Charles Taylor, ex signore della guerra ed ex presidente della Liberia ora in esilio in Nigeria, forse il più capace a sfruttare a proprio vantaggio le enormi possibilità che i traffici illegali di materie prime potevano fornire.
Quello di Taylor è il caso più eclatante, ma non è certo l’unico. Tutte le fazioni che hanno preso parte, dal 1990 in poi, ai conflitti dell’Africa Occidentale hanno utilizzato gli stessi mezzi per trovare finanziamenti con cui acquistare armi e continuare la guerra, in una rete di appoggi ed alleanze incrociati che va oltre le frontiere di Sierra Leone e Liberia, coinvolgendo Guinea e Costa d’Avorio.  Significativo è stato l’intervento della Nigeria, per anni a capo di una forza militare multinazionale che ha spesso seguito le stesse logiche di spoliazione e saccheggio proprie dei ribelli e delle forze governative.
Fin dall’inizio della guerra, nel 1990, Taylor ha mirato a porre sotto il proprio controllo parte del territorio nazionale. Per creare una rete commerciale organizzata e florida, affidando a propri familiari il management della vendita di diamanti, legname ed oro.
Sempre in cerca di nuove fonti di approvvigionamento, Taylor ha sostenuto la nascita e l’operato di un gruppo ribelle sierraleonese, il Ruf (Fronte rivoluzionario unito) che nel 1991, capeggiato da Foday Sankoh, ha scatenato la guerra in Sierra Leone, tristemente famosa per l’uso indiscriminato di bambini soldato e per le mutilazioni e torture con cui la popolazione civile è stata terrorizzata per anni. Primo obiettivo del Ruf: impossessarsi delle ricche miniere di diamanti della Sierra Leone per comprare le armi dall’amico Taylor e avere soldi in abbondanza per continuare la guerra.