Qualche dato sulla geografia e l'economia della Cina

Riduzione da http://doc.studenti.it/download/cina_26.html    (sito molto utile per materiali scritti e video) e da
http://it.wikipedia.org/wiki/Diga_delle_Tre_Gole

La Cina è il terzo paese del mondo per superficie (circa dieci  milioni di kmq) , dopo Federazione Russa e Canada, primo per popolazione (1.351.000 ab.). A est si affaccia sull’oceano Pacifico, che forma una serie di bacini interni. L’immenso territorio presenta una grande varietà di paesaggi naturali e di aree climatiche. La parte sud-occidentale è occupata dal vasto altopiano del Tibet, circondato da imponenti catene montuose (tra le quali l’Himalaya); a nord del Tibet si estende un immenso altopiano desertico delimitato a settentrione dalla catena del Tian Shan. Un altro grande deserto, quello del Gobi, si estende verso la Mongolia. Nel sudest e nel nord-est vi sono colline e rilievi di modesta altezza e la parte centroorientale del paese è una vasta e fertile pianura. – I FIUMI CINESI I maggiori fiumi sono il Chang Jiang (Fiume Azzurro)e lo Huang He (Fiume Giallo) che nascono dall’Himalaya e si dirigono verso il mar Giallo: a questi fiumi e ai loro affluenti si deve la formazione della vasta pianura alluvionale centro-orientale. A nord, l’Amur segna per un lungo tratto il confine tra Cina e Federazione Russa. – ….- IL CLIMA CINESE In gran parte della Cina il clima è continentale, con inverni rigidi e asciutti ed estati molto calde e piovose. La distanza dai mari e la presenza di alte montagne conferiscono al Tibet un clima secco con scarsissime precipitazioni e temperature basse tutto l’anno. La regione sud-orientale beneficia ancora dell’influenza dei monsoni e gode di un clima umido di tipo subtropicale. Le coste sul mar Cinese orientale sono spesso esposte a violenti tifoni.

IL PAESE PIÚ POPOLATO DEL MONDO (1.402.000) (La Cina è una repubblica popolare, governata dal Partito comunista. Alla fine degli anni ’90 del XX secolo sono tornate sotto la sovranità cinese le ultime due colonie europee: Hong Kong e Macao. La Cina è il paese più popoloso al mondo, nonostante da decenni il paese abbia avviato una politica di limitazione delle nascite (recentemente è stata abolita la legge che imponeva il figlio unico (DUE NELLE CAMPAGNE) consentendo un  figlio in più se la prima è femmina).. La popolazione cinese è molto giovane; purtroppo la limitazione delle nascite ha aggravato il fenomeno della soppressione delle femmine attraverso l’aborto selettivo. La popolazione cinese vive principalmente nelle campagne e si concentra soprattutto nelle regioni centroorientali, perché nelle altre regione il clima è sfavorevole alla vita dell’uomo.

L’ECONOMIA DEL PAESE Nel corso dei primi anni del XXI secolo l’economia cinese ha subito un grande sviluppo, che l’ha portata a diventare la quinta potenza mondiale. Vennero introdotte le Zone economiche speciali (si veda testo “Geografia dei grandi sistemi extraeuropei”)Il fatto di essere diventata una grande potenza economica non ha però risolto i suoi problemi, anzi ne ha enfatizzato gli squilibri. Anche lo sviluppo industriale non è omogeneo, ma riguarda principalmente le aree costiere, dettando così differenze tra i lavoratori e accentuando la diversità di classi sociali. · Settore primario Impiega quasi il 50% della forza lavoro e partecipa scarsamente alla formazione del PIL. Da qui si può capire la scarsa produttività dell’agricoltura cinese. Il paese è comunque il maggior produttore al mondo di frumento, riso, patate, tè, frutta, cotone e lino ed ai primi posti per la produzione di mais, soia e canne da zucchero. È importante la pesca, oltre che l’allevamento di qualsiasi animale e la produttività di legname, dovuta alla ricchezza di foreste. · Settore secondario L’industria, in particolare quella manifatturiera, è stata il motore dello sviluppo dell’economia cinese. Questa industrializzazione è dovuta anche alle abbondanti risorse minerarie (carbone, petrolio, gas naturale, ferro, oro, argento..). · Settore terziario Il commercio è in continua crescita. La rete di comunicazioni è però ancora largamente insufficiente. Anche il turismo è in continua crescita: la Cina è il quarto paese più visitato al mondo, potendo contar su grandi attrazioni quali i paesaggi naturali, Pechino e altre città storiche, la Grande Muraglia e le tombe dei famosi imperatori. – LA CINA INQUINATA A partire dagli anni Settanta la crescita della popolazione, lo sviluppo dell’economia e il continuo miglioramento del livello di vita hanno avuto come conseguenza una forte pressione sulle risorse e l’ambiente della Cina. Entro tempi brevi, l’aumento della richiesta idrica potrebbe provocare nel paese un grave problema di disponibilità d’acqua; a ciò si aggiunge il problema dell’inquinamento della maggior parte dei fiumi, soprattutto nelle aree urbane. ….. Nel 1990 il consumo energetico della Cina era responsabile dell’11% delle emissioni di anidride carbonica di tutto il pianeta, più di qualsiasi altra nazione. In Cina vive circa un quinto della popolazione mondiale e in futuro l’innalzamento del tenore di vita potrebbe determinare un drammatico incremento dell’inquinamento atmosferico e dei problemi ad esso connessi. ….Il grande potenziale idroelettrico è sfruttato solo in parte, in quanto la costruzione di nuove dighe determinerebbe l’inondazione di intere vallate coltivate che costituiscono la principale fonte di reddito della popolazione rurale….Il 17,1% (2000) del territorio del paese è coperto da foreste e terreni boscosi. La deforestazione sta minacciando gli habitat di numerose specie, alcune delle quali endemiche, mentre la rapida diffusione della desertificazione e dell’erosione del suolo ha ridotto notevolmente i terreni agricoli disponibili. Per far fronte a tali problemi sono stati avviati programmi intensivi di rimboschimento…..Esistono anche proteste spontanee contro l’inquinamento che nascono tra la gente più povera. Ad esempio l’insediamento di una fabbrica diventa la rovina per gli agricoltori le cui terre vengono avvelenate dai rifiuti tossici. Solo da poco i contadini hanno il coraggio di ribellarsi affrontando la violenta repressione scatenata dal governo comunista. Pechino sta comunque tentando di ridurre l’inquinamento: le ultime fabbriche situate nel perimetro urbano hanno avuto l’ordine di chiudere e trasferirsi in posti lontani. …

La diga delle Tre Gole, denominata anche “Progetto Tre Gole” (in inglese rispettivamente Three Gorges Dam e Three Gorges Project, in cinese 三峡大坝, Pinyin: Sānxiá Dàbà), è una diga per la produzione di energia idroelettrica costruita sul Fiume Azzurro, nella provincia di Hubei in Cina, e rappresenta l’impianto con la maggiore capacità di produzione idroelettrica mai realizzato. Completata il 20 maggio 2006, la diga fa parte di un più vasto complesso ad essa annesso, che è stato interamente ultimato nel 2009.

Secondo affermazioni ufficiali del governo cinese, la realizzazione dell’opera sarebbe stata necessaria per il contenimento del rischio di inondazioni nella parte meridionale del paese, per rendere navigabile l’alto corso del fiume Yangtze e per produrre energia elettrica.

Il progetto è stato, fin dal principio, contestato dalle associazioni ambientaliste per l’elevato impatto ambientale e per l’elevato numero di persone sfollate.

La diga ha un’altezza di 185 m ed una lunghezza complessiva di 2309,47 m. Il bacino è lungo più di 600 km esteso per più di 10.000 km² e contiene 22 miliardi di m³ con l’acqua all’altezza normale di 175 m sullo sbarramento, con una capienza massima di 39 miliardi di m³.

CINA E DIRITTI UMANI (RIDUZIONE DA http://it.osservatorioterzosettore.wikia.com/wiki/Diritti_umani_in_Cina)

La Repubblica Popolare Cinese, nonostante le riforme e la conversione al libero mercato degli ultimi 15 anni, non ha introdotto alcuna libertà dal punto di vista politico. Essa è considerata responsabile di crimini contro i suoi stessi cittadini[1]. …. Nelle carceri laogai (“riforma attraverso il lavoro”), secondo molte fonti, vigerebbero condizioni di vita disumane al limite dello schiavismo e sarebbero applicati sistematicamente tortura e tecniche di lavaggio del cervello.

La Cina è il paese al mondo in cui si eseguono più condanne a morte, sebbene le autorità si rifiutino di rendere pubblica alcuna statistica ufficiale. Riguardo le condanne eseguite nel 2007, Amnesty International ha raccolto notizie su 470 esecuzioni, ma ne stima un totale di almeno 6000 nell’arco dell’anno[2]. Nessuno tocchi Caino stima una cifra simile di almeno 5000 esecuzioni nello stesso periodo, con un’incidenza dell’85,4% sul totale mondiale[3]. Entrambe le associazioni riconoscono però che c’è stata una diminuzione nel numero delle esecuzioni  dopo che è stata reintrodotta la norma per cui tutte le condanne a morte devono essere confermate dalla Corte suprema del popolo: ciò consente di attutire la piaga delle condanne a morte comminate dopo processi sommari e iniqui. Alcune stime, tuttavia, sono ben più pessimistiche:(( un esponente politico cinese, Chen Zhonglin, delegato della municipalità di Chongqing, giurista e preside della facoltà di legge dell’Università sudorientale cinese, in un’intervista al China Youth Daily ha parlato di 10.000 esecuzioni l’anno. In quell’occasione Chen dichiarava la sua intenzione di lavorare per migliorare la situazione dei diritti umani in Cina.))

Secondo quanto rivelato dal viceministro della salute Huang Jiefu nel corso del 2005, è dai condannati a morte che proviene la maggioranza degli organi espiantati in Cina[4], spesso senza che il donatore abbia dato il suo consenso, sebbene la legge lo esiga[5]. L’espianto non consensuale pare che venga praticato sistematicamente ai condannati appartenenti al movimento spirituale del Falun Gong[6], perseguitato dal regime di Pechino. Questo fenomeno, che ha determinato di fatto un traffico illegale di organi umani, ha generato il sospetto che le condanne vengano eseguite quando c’è richiesta di organi compatibili con il condannato[7].

Il governo cinese assicura di dispensare la pena capitale solo in caso di gravi reati (omicidio, strage, terrorismo…), escludendo reati politici o di qualsiasi altro genere, e ha pubblicato sul web [8] una copia del proprio codice penale che conferma questa versione. Tuttavia Amnesty International afferma che in Cina sono 68 i crimini punibili con la pena di morte, inclusi reati non violenti come l’evasione fiscale, l’appropriazione indebita, l’incasso di tangenti e alcuni reati connessi al traffico di droga[9].

Il governo cinese si è frequentemente macchiato di violazioni dei diritti umani nei confronti di minoranze etniche e religiose e dissidenti politici: l’esempio più celebre, per l’opera di sensibilizzazione mondiale in cui si è prodigato il Dalai Lama, è l’occupazione armata del suolo tibetano, oltre che il sopracitato esempio della setta del Falun Gong. Si pensa da più parti, inoltre, che in Cina vengano applicate gravi limitazioni alla libertà di informazione, alla libertà religiosa, quella di parola e persino alla libertà di movimento dei cittadini. Non esistono sindacati indipendenti ed è permesso solo il sindacato statale. Lo stato, almeno sulla carta, assicura i diritti dei lavoratori; ma la quantità annua di morti sul lavoro ha destato molte preoccupazioni e parecchie critiche e denunce non solo da organizzazioni umanitarie, ma anche dall’interno degli stessi organi di governo cinesi[10].

…..

L’evento più conosciuto in occidente delle azioni di forza perpetrate dalla Cina nei confronti dei dissidenti politici è rappresentato dalla repressione della Protesta di piazza Tiananmen il 4 giugno 1989, in cui perse la vita un numero imprecisato di manifestanti e soldati (200 secondo il governo cinese, 600-800 secondo la CIA, tra 2 e 7 mila secondo alcuni dissidenti).

Un’altra accusa di lesione dei diritti umani rivolta al governo cinese è la pianificazione familiare obbligatoria, voluta dallo stesso Mao Zedong …. . La legge prevede ufficialmente un figlio nelle zone urbane, e due in quelle rurali.  QUESTA LEGGE E’ STATA RECENTEMENTE MODIFICATA, MA HA AVUTO GRAVKI CONSEGUENZE. 

  • la lesione della libertà dei genitori [12];
  • l’uso massiccio e obbligatorio dell’aborto, per di più in modi particolarmente dolorosi (soprattutto in passato);
  • le dure repressioni contro i cittadini che, specialmente in zone rurali o povere, opponevano resistenza al progetto [10];
  • la violenza verso le donne, visti i casi certificati di sterilizzazioni forzate, operate in molti casi ai danni delle colpevoli [13];
  • discriminazione verso le donne; in moltissime famiglie (dato anche il divieto di diagnosticare il sesso del nascituro), specialmente nelle zone rurali, le neonate sarebbero uccise, oppure non registrate all’anagrafe (costringendole alla totale assenza di diritti politici e alla rinuncia di istruzione e di qualunque assistenza sanitaria) [14];
  • discriminazioni sociali, perché il sistema fa in modo che i più facoltosi possano “pagarsi” il diritto al secondo (o al terzo) figlio pagando la sanzione corrispondente (in genere di 50.000 yuan, circa 6.200 dollari, 3.980 euro).

RIDUZIONE ad uso scolastico DA:

Focus sulla Cina: le ragioni della crescita, le cause del suo rallentamento

Nel corso dell’ultimo trentennio, la Repubblica Popolare Cine ha intrapreso un complesso processo di riforme strutturali del proprio sistema economico. L’inizio di questo processo può essere fatto risalire al 1979 con l’apertura del governo centrale al fenomeno di decollettivazione dei mezzi di produzione nelle campagne. Economia basata prevalentemente sull’agricoltura, la Cina si è trasformata gradualmente in una potenza industriale fondata sul settore manifatturiero che ha sviluppato, negli ultimi anni, anche una considerevole attitudine al settore terziario. La trasformazione dell’economia cinese è stata quindi caratterizzata dal passaggio da un sistema economico sostanzialmente autarchico alla creazione di un modello fondato sull’esportazioni e dal passaggio dalla pianificazione economica tipica del socialismo reale alle dinamiche – seppur peculiari  – del libero mercato.  Tuttavia, è opportuno precisare che nella prima fase di modernizzazione del proprio sistema economico, è stato l’aumento della domanda interna a prevalere sugli effetti della ancora parziale apertura ai mercati esteri.

La crescita dell’economia Cinese attraverso un modello export-led, ha conosciuto infatti un’importante accelerazione nei primi anni duemila in coincidenza con l’adesione di Pechino all’OMC (2001) e con … l’eliminazione di un regime di misure protezionistiche in vigore dagli anni ‘70 a svantaggio dei paesi in via di sviluppo (PVS).  Fra il 2000 e il 2009, la Cina ha visto aumentare considerevolmente l’avanzo della propria bilancia commerciale passando dal 5% al 13.5% del volume globale delle esportazioni nel settore manifatturiero. Negli ultimi anni, la crescita cinese sembra essere entrata in una nuova fase caratterizzata dal rallentamento. Sicuramente condizionta dalla flessione della domanda estera da parte delle economie occidentali, l’economia cinese deve confrontarsi anche con squilibri di natura interna.

E’ nelle ragioni della crescita cinese che è possibile ricercare le cause endogene dell’attuale rallentamento. In altre parole, alcuni delle principali politiche responsabili della crescita cinese, sembrano oggi non funzionare più come negli anni passati.

A questo proposito è opportuno porre l’accento sul fenomeno dell’attrazione degli investimenti esteri diretti, sulla politica di gestione del tasso di cambio, sulle conseguenti manovre di sterilizzazione operate dai responsabili della politica monetaria (Banca Popolare Cinese) di Pechino e sulla bassa remunerazione del fattore lavoro. E’ necessario inoltre prendere in considerazione l’ipotesi avanzata da alcuni analisti, circa la possibilità che dietro alla forte crescita cinese si nasconda (anche) una bolla speculativa sul settore immobiliare.

L’analisi di questi elementi è tesa a rilevare le cause potenziali del rallentamento della crescita cinese.

Come detto, fra le cause della crescita cinese, è possibile annoverare il basso costo del lavoro, ragione fondamentale nell’attrazione degli investimenti esteri cosi come della forte competitività delle merci cinesi. ……. Nel caso cinese la disoccupazione nascosta, capace di contrastare il tendenziale aumento del costo del lavoro, è costituita dagli abitanti delle regioni interne occupati nel settore agricolo. ((Forza lavoro proveniente da questo settore, caratterizzato da bassi salari e bassa produttività marginale, continua infatti a riversarsi verso i distretti industriali cittadini consentendo così di contrastare il tendenziale aumento dei salari nel settore manifatturiero. La disoccupazione nascosta non consente al sistema di raggiungere la piena occupazione.  Tuttavia, negli ultimi anni, questo fenomeno si è parzialmente ridimensionato.)) I salari nelle campagne iniziano a salire, scoraggiando quindi l’emigrazione verso centri urbani comportando così l’emergere di problemi occupazionali  nelle città costiere, dove i salari sono destinati a salire. Ulteriore conseguenze e riprova di questo fenomeno è la delocalizzazione della produzione attuata dalla Cina verso paesi in via di sviluppo come Vietnam e Cambogia.

Il basso costo del lavoro ha consentito al sistema economico cinese di attrarre Investimenti Esteri Diretti (IDE). L’attrazione di IDE ha consentito alla Cina di godere di un duplice vantaggio. Gli investimenti stranieri hanno sopperito alla scarsa accumulazione del fattore capitale nazionale …la presenza di imprese straniere ha consentito alla Cina di scaricare sulle multinazionali straniere i costi per la ricerca e lo sviluppo così come la formazione e la specializzazione della forza lavoro. …. Il caso cinese risulta atipico per via dell’alto tasso di risparmio della famiglie dovuto all’inesistenza di un sistema di welfare (primo su tutti il sistema sanitario).  Anche questi meccanismi sono oggi messi in discussione dal potenziale aumento del costo del lavoro. Il tendenziale aumento dei salari rischia infatti di spingere le imprese straniere a delocalizzare in altri paesi (si pensi al sud est asiatico).

((Il terzo punto riguarda la politica di gestione del tasso di cambio e i meccanismi di sterilizzazione ad essa collegati. Un’economia export-led, deve essere sostenuta da interventi sul mercato delle divise tesi a combattere il tendenziale apprezzamento dovuto alla forte domanda di valuta domestica e da una politica monetaria volta a contrastare l’inflazione e quindi a salvaguardare la competitività dei prodotti nazionali. ….

Attualmente però la richiesta di rivalutare lo yuan  da parte soprattutto degli USA sembra determinare un cambiamento nella situazione descritta sopra.))

Per completare la nostra analisi è necessario fare cenno alla possibilità che la crescita cinese sia stata sostenuta anche attraverso una bolla speculativa sul settore immobiliare. Le politiche di espropriazione del governo, lo stanziamento di ingenti quantità di fondi pubblici per l’edilizia, uniti alla creazione di zone economiche speciali tese a promuovere gli investimenti sul suolo cinese dei paesi vicini (ad esempio Taiwan) si pensa abbiano consentito lo sviluppo di una bolla nel settore dell’edilizia. Se così fosse, l’esplosione di questa bolla rischierebbe di provocare pericolose conseguenze sia sul fronte interno (presagibili tensioni sociali a seguito del crollo della domada), sia sui mercati internazionali. Escludendo l’ipotesi della bolla, ma tenendo in considerazione le restanti cause del rallentamento dell’economia cinese descritte in precedenza, è possibile ipotizzare un graduale passaggio ad un modello di sviluppo non più orientato verso l’esportazione ma fondato sulla crescita della domanda interna.  Sul mercato del lavoro, un modello basato sul consumo presupporrebbe l’aumento dei salari ….la creazione di un sistema di welfare e l’abbandono del cambio fisso. (leggi collegamento).  Sul piano esterno questi sconvolgimenti potrebbero tradursi in un aumento delle importazioni cinesi (quindi esportazioni del resto del mondo). (+++++)

E’ chiaro che sotto il profilo della crescita globale, una forte domanda di importazioni da parte della Cina ((e la parallela rimodulazione del tasso di cambio a vantaggio delle esportazioni occidentali, ))consentirebbe alla produzione europea e statunitense di ripartire nel segno delle esportazioni. Il saldo delle partite correnti USA potrebbe tornare in avanzo e anche paesi esportatori dell’UE sino ad oggi in difficoltà potrebbero trarre giovamento da un aumento della domanda cinese.