L'Ucraina tra Europa e Russia

L’ economia dell’Ucraina e altre informazioni di carattere storico e geografico

http://www.ucraina.cc/economia-ucraina.html

L’Ucraina vicina al default

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ucraina-tymoshenko-futuro-scenari-economia-bancarotta-b5eaa488-d978-4de1-924f-5e27fd116b7d.html

L’Ucraina e la questione della Crimea

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/27/ucraina-risorse-arma-a-doppio-taglio-il-bivio-ue-russia-riguarda-anche-leconomia/896414/

 Stalin e la carestia in Ucraina

http://it.wikipedia.org/wiki/Holodomor

La storia siamo noi

Sintesi dei testi

DA “ECONOMIA UCRAINA”

La dissoluzione dell’Unione Sovietica nei primi anni ’90 dello scorso secolo e la conseguente indipendenza dellUcraina hanno portato il paese ad un periodo di transizione verso un’economia di mercato, un passaggio che ha causato otto anni di recessione. Dal 2000, tuttavia l’Ucraina si è ripresa ed oggi può dirsi di appartenere saldamente al gruppo di paesi considerati leader dei più alti indici macroeconomici.

L’economia dell’Ucraina è dotata di una base industriale ben sviluppata, grandi aziende agricole, manodopera istruita e un buon sistema scolastico. La nazione è anche relativamente ricca di risorse naturali, in particolare depositi minerali. Sebbene le riserve di petrolio della nazione siano ormai largamente esaurite, ci sono altre importanti risorse energetiche, come carbone, risorse idro-elettriche e materiali grezzi per l’energia nucleare.

 

L’Ucraina ospita grandi industrie siderurgiche, che producono ghisa, acciaio ed una vasta gamma di materiali in metallo, come condutture. Dal 2007 il Paese si è piazzato all’ottavo posto della classifica dei produttori mondiali di acciaio. Un altro ramo importante è l’industria chimica e petrolchimica, che produce fertilizzanti minerali, acidi, etc. I prodotti manifatturieri includono locomotive diesel, trattori, automobili. La nazione possiede una grossa base industriale high-tech, che include settori come quello elettronico, industria delle armi, programmi spaziali. L’Ucraina è anche un grande produttore di grano, zucchero, carne e prodotti caseari.

DALL’INTERVISTA AL PROF. ALDO FERRARI DELL’UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI DI VENEZIA

Aldo Ferrari,direttore del programma Russia ed Europa Orientale dell’ISPI e docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia commenta gli ultimi eventi. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ucraina-tymoshenko-futuro-scenari-economia-bancarotta-b5eaa488-d978-4de1-924f-5e27fd116b7d.html#sthash.7Yv2soHw.dpuf
ldo Ferrari,direttore del programma Russia ed Europa Orientale dell’ISPI e docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ucraina-tymoshenko-futuro-scenari-economia-bancarotta-b5eaa488-d978-4de1-924f-5e27fd116b7d.html#sthash.7Yv2soHw.dpuf

La questione cruciale è quella economica. Che sfide deve affrontare l’Ucraina?
L’Ucraina è un Paese sull’orlo del default. L’economia è fragilissima, totalmente dipendente dalla Russia, in particolare per quanto riguarda gas e petrolio, che compra a prezzi agevolati. E’ un’economia lontana dagli standard europei, con un debito pubblico alle stelle a cui Mosca con ogni probabilità cancellerà gli aiuti. Si rischia la bancarotta.

Per evitare la bancarotta come può muoversi la nuova dirigenza?
La rottura tra Mosca e Kiev ha reso l’Ucraina dipendente dall’Unione Europea, si troverà letteralmente a battere cassa. Bruxelles e il Fondo Monetario Internazionale hanno promesso aiuti: vanno quantificati per capire quanto possano aiutare Kiev. Mosca aveva promesso 15 miliardi di dollari di aiuti e l’acquisto di un’ingente quota del debito pubblico, cifre così dall’Europa già in crisi non possono arrivare. A questo va aggiunto che i rapporti con Mosca sono compromessi e ricucirli sarà arduo, anche perchè Mosca ha in mano una leva economica fortissima contro Kiev.

Come prevede che si muoverà la Russia?
Quasi sicuramente non erogherà gli aiuti a fondo perduto concordati con Yanukovich e nemmeno acquisterà quote del debito pubblico. E può attuare una vera e propria guerra commerciale, a partire dal fronte energetico. Se alzasse il prezzo di gas e petrolio – ora venduti a prezzi agevolati – per Kiev sarebbe la fine. E ancora: potrebbe ostacolare l’importazione di prodotti agricoli e industriali dall’Ucraina. Il Cremlino può potenzialmente nuocere moltissimo, l’economia ucraina dipende da quella russa. Questa è una delle ragioni per cui Yanukovich non ha firmato il trattato di associazione con l’Ue, perchè Mosca non chiudesse la porta degli aiuti.
– See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ucraina-tymoshenko-futuro-scenari-economia-bancarotta-b5eaa488-d978-4de1-924f-5e27fd116b7d.html#sthash.7Yv2soHw.dpuf

UCRAINA E CRIMEA

La Banca Mondiale suggerisce a Kiev di sganciarsi dalle materie prime (gas e petrolio) per ridurre la volatilità e aumentare la produttività. Il Paese deve adesso scegliere se entrare nell’area di libero scambio con l’Europa oppure aderire all’unione doganale russa   di | 27 febbraio 2014

IN CRIMEA Il 60% della popolazione è russa. Il 15% circa tartara e solo il rimanente ucraina. Dopo la seconda guerra mondiale Stalin deportò l’80% dei tartari, la popolazione originaria della zona, secondo il “principio” che se erano vivi erano stati collaborazionisti dei tedeschi. Finirono in Siberia. E furono sostituiti da forza lavoro russa che nella maggior parte dei casi si trovò a gioire. Violenza a parte, passarono da zone inospitali a “un paradiso” climatico. Senza contare i benefici economici che ebbero dagli espropri. Oggi continuano a vedere la Russia come riferimento e l’Europa per loro non esiste.Non a caso le tracce di Yanukovich prima della “riapparizione” a Rostov portavano a Balaklava. Città famosa per l’ultima battaglia della cavalleria italiana, ma soprattutto nel secolo scorso sede dei sottomarini nucleari dell’Urss. Più semplicemente l’ex presidente vi teneva ormeggiato il suo yacht………

Adesso tutto sta cambiando. E l’Ucraina si trova a un bivio. O entra nell’area di libero scambio con l’Ue. O aderisce all’unione doganale russa. Nel secondo caso le stime, quanto riferisce la Banca Mondiale, parlano di un crollo delle importazioni dall’Ovest compreso tra il 76 e l’83 per cento. Compensate per di più dai benefici della assenza di dazi su gas e tutto ciò che arriva da Mosca. L’export subirebbe una crescita inversa. Se l’Ucraina aderisse al mercato Ue l’export salirebbe del 10% se si legasse invece a quello russo solo del 4%.

Nessuno dei due blocchi può però immaginare di perdere un mercato importante come quello ucraino e immaginare Kiev con un piede di qua e uno di là sembra non più possibile. Senza dimenticare che lungo la nazione ci sono le chiavi delle principali pipeline usate dall’Europa (finché non ci sarà il South Stream). Una Kiev solo russa ci esporrebbe ancora di più ai voleri di Mosca che potrebbe far chiudere a terzi i rubinetti dell’energia, senza per forza dichiararci “guerra”.

 

La questione cruciale è quella economica. Che sfide deve affrontare l’Ucraina?
L’Ucraina è un Paese sull’orlo del default. L’economia è fragilissima, totalmente dipendente dalla Russia, in particolare per quanto riguarda gas e petrolio, che compra a prezzi agevolati. E’ un’economia lontana dagli standard europei, con un debito pubblico alle stelle a cui Mosca con ogni probabilità cancellerà gli aiuti. Si rischia la bancarotta.Per evitare la bancarotta come può muoversi la nuova dirigenza?
La rottura tra Mosca e Kiev ha reso l’Ucraina dipendente dall’Unione Europea, si troverà letteralmente a battere cassa. Bruxelles e il Fondo Monetario Internazionale hanno promesso aiuti: vanno quantificati per capire quanto possano aiutare Kiev. Mosca aveva promesso 15 miliardi di dollari di aiuti e l’acquisto di un’ingente quota del debito pubblico, cifre così dall’Europa già in crisi non possono arrivare. A questo va aggiunto che i rapporti con Mosca sono compromessi e ricucirli sarà arduo, anche perchè Mosca ha in mano una leva economica fortissima contro Kiev.Come prevede che si muoverà la Russia?
Quasi sicuramente non erogherà gli aiuti a fondo perduto concordati con Yanukovich e nemmeno acquisterà quote del debito pubblico. E può attuare una vera e propria guerra commerciale, a partire dal fronte energetico. Se alzasse il prezzo di gas e petrolio – ora venduti a prezzi agevolati – per Kiev sarebbe la fine. E ancora: potrebbe ostacolare l’importazione di prodotti agricoli e industriali dall’Ucraina. Il Cremlino può potenzialmente nuocere moltissimo, l’economia ucraina dipende da quella russa. Questa è una delle ragioni per cui Yanukovich non ha firmato il trattato di associazione con l’Ue, perchè Mosca non chiudesse la porta degli aiuti.
– See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ucraina-tymoshenko-futuro-scenari-economia-bancarotta-b5eaa488-d978-4de1-924f-5e27fd116b7d.html#sthash.7Yv2soHw.dpuf