L'Etiopia

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La conquista dell’Etiopia e la nascita dell’Impero [modifica]

L’impero coloniale italiano prima del  1936

Il fascismo cercò inizialmente di presentarsi in maniera propositiva nei confronti dell’Etiopia cercando di attuare un trattato di amicizia con l’amministrazione del reggente Haile Selassie. Tale accordo si concretizzò nel 1928.

Insegna del viceré dell’Africa Orientale Italiana.

Insegna dei Governatori di Colonia.

A seguito della completa conquista della Libia, avvenuta alla fine degli anni ventiMussolini manifestò l’intenzione di dare un Impero all’Italia e l’unico territorio rimasto libero da ingerenze straniere era l’Abissinia, nonostante fosse membro della Società delle Nazioni. Il progetto d’invasione iniziò all’indomani della conclusione degli accordi sul trattato di amicizia e si concluse con l’ingresso dell’esercito italiano ad Addis Abeba il 5 maggio 1936. Quattro giorni dopo venne proclamata la nascita dell’Impero italiano e l’incoronazione di Vittorio Emanuele III come Imperatore d’Etiopia (con il titolo di Qesar, anziché quello di “Negus Neghesti”).

A seguito dell’uccisione di civili e militari italiani in Libia ed Etiopia negli anni venti e trenta[16], durante il dominio coloniale italiano in Africa furono usate armi vietate, quali gas asfissianti e iprite[17][18]. La successiva pacificazione attuata dal Fascismo nelle colonie africane, talora brutale, fu totale in Libia, Eritrea e Somalia (mentre in Abissinia, dopo meno di cinque anni, nel 1940 oltre il 75% del territorio era completamente controllato dagli Italiani) e risultò in un notevole sviluppo economico dell’area[19], accompagnato da una consistente emigrazione di coloni italiani[20].

Con la conquista di gran parte dell’Etiopia si procedette ad una ristrutturazione delle colonie delCorno d’AfricaSomaliaEritrea ed Abissinia vennero riunite nel vicereame dell’Africa Orientale Italiana (AOI). Il progetto coloniale terminò con l’occupazione britannica dei territori soggetti al dominio italiano nel 1941.

La conquista dell’Etiopia e la nascita dell’Impero [modifica]

L’impero coloniale italiano dal 1936 al 1941

Il fascismo cercò inizialmente di presentarsi in maniera propositiva nei confronti dell’Etiopia cercando di attuare un trattato di amicizia con l’amministrazione del reggente Haile Selassie. Tale accordo si concretizzò nel 1928.

Insegna del viceré dell’Africa Orientale Italiana.

Insegna dei Governatori di Colonia.

A seguito della completa conquista della Libia, avvenuta alla fine degli anni ventiMussolini manifestò l’intenzione di dare un Impero all’Italia e l’unico territorio rimasto libero da ingerenze straniere era l’Abissinia, nonostante fosse membro della Società delle Nazioni. Il progetto d’invasione iniziò all’indomani della conclusione degli accordi sul trattato di amicizia e si concluse con l’ingresso dell’esercito italiano ad Addis Abeba il 5 maggio 1936. Quattro giorni dopo venne proclamata la nascita dell’Impero italiano e l’incoronazione di Vittorio Emanuele III come Imperatore d’Etiopia (con il titolo di Qesar, anziché quello di “Negus Neghesti”).

A seguito dell’uccisione di civili e militari italiani in Libia ed Etiopia negli anni venti e trenta[16], durante il dominio coloniale italiano in Africa furono usate armi vietate, quali gas asfissianti e iprite[17][18]. La successiva pacificazione attuata dal Fascismo nelle colonie africane, talora brutale, fu totale in Libia, Eritrea e Somalia (mentre in Abissinia, dopo meno di cinque anni, nel 1940 oltre il 75% del territorio era completamente controllato dagli Italiani) e risultò in un notevole sviluppo economico dell’area[19], accompagnato da una consistente emigrazione di coloni italiani[20].

Con la conquista di gran parte dell’Etiopia si procedette ad una ristrutturazione delle colonie delCorno d’AfricaSomaliaEritrea ed Abissinia vennero riunite nel vicereame dell’Africa Orientale Italiana (AOI). Il progetto coloniale terminò con l’occupazione britannica dei territori soggetti al dominio italiano nel 1941.

Ambizioni del regime fascista [modifica]

Mappa della Grande Italia : i territori in rosso mostrano le aree dell’Europa e del Nord Africa che dovevano essere incluse nel progetto del 1940. In giallo le aree occupate dagli italiani nel novembre 1942 e quelle che dovevano essere annesse nell’Impero italiano.

Nel settembre 1923 il neo-primo ministro Mussolini fece occupare per circa un mese l’isola di Corfu, con mire annessionistiche (Crisi di Corfù). Nel corso della Seconda guerra mondiale, Corfù fu rioccupata dall’Esercito Italiano nell’aprile 1941. Tale occupazione durò fino al settembre 1943: durante questo periodo, sempre insieme alle Isole Ionie, venne amministrata come entità separata rispetto alla Grecia con l’intento di prepararne l’annessione al Regno d’Italia.

Mussolini richiese anche, come risarcimento del suo intervento nella guerra civile spagnola, l’isola diMinorca nelle Baleari allo scopo di farvi una base aeronavale italiana, ma la ferrea opposizione diFrancisco Franco annullò ogni pretesa italiana. Secondo storici come Camillo Berneri, Mussolini ambiva non solo le Baleari, ma anche il Marocco Spagnolo (specialmente l’area di Ceuta, che confinava con il Territorio Internazionale di Tangeri nel quale l’Italia era co-garante dal 1928)[21]

Dopo l’occupazione, tra il 1940 e il 1941, di alcune zone della Dalmazia, del Montenegro, dell’Albania, del Kosovo e della Somaliland inglese, da parte delle truppe italiane, l’obiettivo di Mussolini fu quello di estendere la presenza italiana anche a MaltaTunisiaSomalia francese e Corsica.

Dopo la caduta della Francia, l’illusione di una vittoria sulla Gran Bretagna spinse Mussolini e il Ministro degli Esteri Ciano ad iniziare una serie di colloqui con gli ambiti civili di AlgeriaEgitto e Sudan. I colloqui vennero ben presto ostacolati dall’alleato tedesco e terminarono con la controffensiva britannica in Cirenaica.

Ai primi di novembre 1942, l’Italia raggiunse il suo massimo dominio nel Mediterraneo, quando truppe italiane occuparono la Corsica, ilNizzardo e la Savoia mentre si svolgeva la Seconda battaglia di El Alamein[22]

Sul finire del 1941 Italia e Germania intavolarono una trattativa per occupare militarmente e politicamente la Svizzera, progetto poi mai andato in opera.

Prevedeva la spartizione in 2 parti: alla Germania la parte settentrionale di lingua tedesca e francese, all’Italia il Canton Ticino, il Vallese e iGrigioni oltre a Ginevra aggregata alla Savoia italiana.[23]

Fine dell’Impero [modifica]

L’Impero italiano tramontò definitivamente nel corso del 1943, dopo l’espulsione del regio esercito ad opera delle forze britanniche e delCommonwealth, prima dall’Africa orientale (Campagna Alleata in Africa Orientale), nel novembre del 1941, e successivamente dal Nord Africa (Campagna del Nord Africa), nella primavera del 1943.

Le truppe italiane in Albania, nel Dodecaneso e nelle altre isole greche, non senza episodi cruenti come la Strage di Cefalonia, vennero ritirate a partire dal settembre 1943 dopo la caduta di Mussolini e la successiva resa dell’Italia.

Formalmente l’Italia venne privata di tutti i propri possedimenti coloniali con il trattato di Parigi del 1947. Nel 1950 le Nazioni Unitericonobbero all’Italia l’amministrazione fiduciaria della Somalia Italiana fino al 1960.