Il problema dei debito

SAGGIO BREVE DI STORIA E GEOGRAFIA

FRANCESCO FRAGOLINO II^ D
a.s. 2015/2016

(ancora da finire)

PARTE A- IL DEBITO

Il debito è sempre stato in tutta la storia recente un grosso problema,

sfociato anche in maniera tragica in guerre .

Già nell’antica Roma molte persone si indebitavano per vivere, per poi

dover restituire i soldi con gli interessi.

Però in parecchi casi molti non potevano saldare i debiti e, in quel

caso, l’indebitato poteva essere ucciso o diventare servo del debitore.

Molti soldati di Roma, andati in congedo, si ritrovavano spesso senza

terre da coltivare, e quindi spesso si indebitavano per avere il minimo

per sopravvivere, oppure emigravano e tentavano fortuna a Roma.

Alcuni nullatenenti, invece, potevano farsi ingaggiare in  eserciti

privati o diventare clienti, facendosi mantenere dai propri padroni.

Per ridurre questo problema, due tribuni della plebe, i fratelli Gracchi,

provarono a fare delle riforme: il primo dei due, Tiberio, fece la Lex

Sempronia Agraria, per distribuire ai nullatenenti l’agro pubblico indebitamente occupato dai patrizi, stabilendo in  500 iugeri per capofamiglia e 250 per ogni figlio maschio il limite massimo di agro pubblico che poteva essere assegnato a ciascun cittadino .

Però i suoi buoni propositi non erano accettati dall’aristocrazia

Romana: infatti Tiberio e 300 suoi sostenitori vennero uccisi.

Dieci anni dopo Caio, il secondo fratello, divenuto anche lui tribuno della plebe, riprese le proposte del fratello, insieme ad altre leggi, tra le quali la proposta di estensione della cittadinanza agli italici.

Purtroppo si scatenò una ribellione e Caio fu costretto al suicidio;

la legge agraria venne subito smantellata negli anni seguenti.

Ciò portò alla formazione di eserciti privati e guerre civili.

Nel tempo la funzione del debito non è mai cambiata, e ai giorni nostri

purtroppo ci sono parecchi paesi indebitati, con le rispettive

conseguenze.

In piena guerra fredda, durante il conflitto dello Yom Kippur, molti

paesi ne approfittarono, grazie alla grossa posta in gioco, cioè i paesi produttori di petrolio quadruplicarono il suo prezzo e investirono i proventi in banche europee e americane. Esse, per far rendere questo denaro, proposero prestiti a basso interesse ai governi dei paesi del Terzo Mondo, i quali purtroppo raramente li usarono per fare progredire la nazione, ma per opere inutili, acquisto di armi o se li misero in tasca singoli uomini politici.

Un caso estremo fino al ridicolo (anche se in realtà ci sarebbe da piangere)

riguardò la costruzione di una centrale nucleare nelle

Filippine dove il governo chiese un grosso prestito all’occidente.

Però questa centrale non è mai entrata in funzione, perché costruita su

un vulcano spento; nonostante ciò gli abitanti pagano 500000$ al

giorno, cifra clamorosa che certamente non è positiva per la loro

economia.

Molti stati nel terzo mondo hanno così richiesto debiti alla società

occidentale, diventando perciò “stati satelliti” dei loro debitori, soprattutto quando, negli anni Ottanta, i tassi di interesse sono cresciuti molto, impedendo di fatto la restituzione delle somme  prese a prestito. Per fare questo, il Fondo Monetario Internazionale ha imposto a questi paesi (come il Messico o la Tanzania) il taglio della spesa pubblica, arrivando ad azzerare quasi sanità ed istruzione pubblica.

Non solo gli stati del terzo mondo, ma anche alcuni stati occidentali

sono indebitati: è il caso dei PIGS, Portogallo, Italia, Grecia e Spagna,

stati che hanno notevoli difficoltà economiche.

In Italia il debito ammonta a 2 miliardi di euro, ed è corrispondente ad

una striscia di banconote lunga 5 volte la distanza tra Terra e Luna.

Insomma, una cifra gigantesca: incredibilmente ogni nuovo nato nasce

già con 35000€ di debiti, cifra notevole.

Probabilmente l’Italia non restituirà mai il debito, quindi gli stati

creditori potranno imporle la politica che vogliono, essendo indebitata

con loro.

Altro grosso motivo del crollo di economie è lo scoppio di bolle

economiche nel mercato azionario.

Parecchia gente gioca in borsa, comprando azioni o titoli di stato, che

poi cercherà di rivendere in futuro ad un prezzo superiore.

Però, in parecchi casi, quando un titolo viene rivenduto

contemporaneamente dai molti azionisti, la bolla scoppia, cioè il valore

di quel titolo crolla.

Quindi chi ha giocato per quel titolo e non l’ha rivenduto in tempo

perde tutto.

Giocare in borsa è infatti molto sconsigliato, perché è come giocare

d’azzardo nei casinò, quindi, senza molte abilità di azionista, si

rischia di rovinarsi. Purtroppo è quasi impossibile giocare in Borsa a ragion veduta, perchè il valore dei titoli dipende in misura minima dall’economia reale, essenzialmente dipende da speculazioni di grandi investitori che fanno oscillare il mercato in base ai loro interessi.

Il debito pubblico, cioè il debito dello stato, in Italia è stato provocato soprattutto da alcuni aspetti: 

–  assistenzialismo verso le aziende di stato e altre industrie nel dopoguerra;

–  tolleranza a scopo elettorale dei baby pensionati, persone che andavano in pensione molto presto,e lo stato ovviamente viene penalizzato.

soldi persi per lavoratori nullafacenti e corruzione.

L’Italia non è la sola  debitrice: ci sono  alcuni paesi, ad esempio la Grecia, che sta

vivendo una profonda crisi, con i suoi abitanti che hanno notevoli

disagi tra cui l’istruzione, dove il triennio della scuola superiore deve

essere effettuato privatamente a larghe spese, cosa che pochi si possono

permettere.

Gravi problemi in Grecia esistono anche per la  sanità.

Per esempio per alcuni è insostenibile la chemioterapia, incontrando la

morte senza neanche lottare per combattere la malattia.

Insomma: il debito è uno strumento per riuscire a comandare o a far

sottostare persone o stati.

PARTE B- LA DOMINAZIONE DEI FORTI SUI DEBOLI

Le disparità tra forti e deboli sono sempre state molto evidenti, sin

dalle civiltà antiche.

A Roma c’è sempre stata una grossa divisione: c’erano i patrizi,

discendenti dei fondatori della città, ed i plebei, il popolo, che

detenevano pochissimo potere.

Infine si trovavano gli schiavi, considerati merce, da vendere o comprare.

I patrizi stabilivano le leggi e le imponevano al popolo, e si

consideravano esseri superiori, che avevano molti più diritti degli

altri.

Il malcontento dei plebei è cresciuto parecchio nel tempo, fino a

culminare con la secessione sul Monte Sacro, cioè tutto il popolo si è

rifugiato sull’Aventino, facendo capire ai nobili che loro erano

fondamentali nel popolo.

Grazie a ciò ebbero numerosi vantaggi, per esempio poter nominare

rappresentanti del popolo, dei tribuni della plebe, che potevano

anch’essi fare leggi, erano sacri e inviolabili e potevano bloccare le leggi contrarie agli interessi della plebe.

Il potere del popolo è aumentato parecchio nel tempo, fino a quando

ci furono addirittura plebei nominati consoli. A partecipare al potere furono però essenzialmente i plebei ricchi (cavalieri), che riuscirono a sottrarre parte del potere ai patrizi.

Gli schiavi, invece, rimasero sempre sottomessi a chiunque altro senza

diritti; infatti molto spesso si ribellavano; questo è il caso del gladiatore

Spartaco, che era un prigioniero di guerra fatto servo che, come molti altri prigionieri di guerra,  venne

comprato da un lanista di Capua (Lentulo Baziato) per essere addestrato  nella sua scuola per gladiatori (Ludo Gladiatorio), per poi esibirsi e combattere nei suoi spettacoli, pagati da potenti uomini politici per

ottenere consensi e voti del popolo.

Spartaco era molto abile a combattere, infatti aveva vinto molti scontri.

Un giorno si ribellò e decise di evadere dalla caserma con altri

gladiatori, provocando un’insurrezione generale di schiavi anche non gladiatori che si unirono a lui.

Creò un piccolo esercito formato da persone che non accettavano

la loro posizione sociale, quindi anche servi e donne.

Incredibilmente inflisse parecchie sconfitte all’esercito romano, e fuggì

verso nord, scelta vincente per la salvezza.

Però, arrivati sulle Alpi, si fece convincere dai suoi collaboratori a tornare indietro per

attaccare Roma.

Arrivati sul posto si resero conto dell’errore commesso e fuggirono

verso sud, in Calabria, fino allo stretto di Messina, dove chiesero

addirittura a dei pirati un aiuto.

Purtroppo però Spartaco e i suoi furono accerchiati dall’esercito del

condottiero Crasso, e vennero uccisi in battaglia (Spartaco) e

crocefissi sulla via Appia.

Questo è solo un piccolo esempio di tutti i casi di ribellione ai potenti.

Ai giorni nostri le disparità sono ancora parecchio elevate: infatti i

ricchi ed i magnati hanno notevole potere e i poveri hanno condizioni

molto difficili.

Esistono notevoli esempi di disparità: i ricchi (20%) possiedono l’80%

della ricchezza totale, mentre i più poveri possiedono lo 0,5%.

Per esempio le condizioni di vita in Africa sono difficili: molti abitanti

lavorano molte ore al giorno compiendo anche lavori pericolosi per

ottenere un piccolo salario.

In Africa, come in parecchie altre parti del mondo, si soffre la fame,

e parecchie persone fanno fatica a vivere.

Una delle cause di questo  squilibrio tra forti e deboli,  è sicuramente il

colonialismo, sviluppatosi tra fine Ottocento e metà Novecento, alcuni stati come Francia, Inghilterra e anche Italia hanno costruito un

vero e proprio impero su territorio lontani, in altri continenti.

Dopo la seconda guerra mondiale molti stati si liberarono, alcuni più

pacificamente (India, grazie a Gandhi), altri molto sanguinosamente

(Algeria, dalla Francia).

Le colonie erano un ottimo modo per avere soldi facili con

manodopera sottopagata; infatti erano tante le industrie che si avvantaggiavano lavorando materie prime comperate a bassissimo prezzo da  quei paesi.

Ora si stanno constatando alcune ripercussioni del colonialismo, tra le quali la difficoltà di integrare persone immigrate dalle ex colonie. La Francia ad esempio sta avendo parecchi problemi di terrorismo (Charlie Hébdo, attentati di Parigi a novembre)
non solo nel proprio stato, ma anche nelle sue ex colonie, tipo il Mali, occupato dagli integralisti islamici di Boko Haram tre anni fa e poi liberato da un intervento militare francese (anche per difendere i giacimenti di uranio).

……

 

Francesco Fragolino