Afghanistan

Coordinate 33 00 N, 65 00 E
Posizione: Asia centro-meridionale
Superficie: -totale:647.500 kmq-terrestre:647.500 kmq-costiera: 0 kmq
Comparazione: oltre due volte l’Italia
Popolazione circa 32 milioni ab.
Comparazione                     circa la metà degli Italiani   

Confini:

 

totale linea di confine: 5.529 km

Paesi confinanti: -Cina 76 km,
-Iran 936 km
-Pakistan 2.430 km,
-Tagikistan 1.206 km,
-Turkmenistan 744 km
-Uzbekistan 137 km
Clima: dall’arido al semiarido con estati calde e torride e inverni rigidi
Territorio: presenza di numerosi ed elevati rilievi montuosi; pianeggiante nel nord e nel sud-ovest
Altitudine: punto più basso: Amu Darya 258 m
punto più alto: Nowshak 7.485 m
Risorse naturali: gas naturale, petrolio, carbone, rame, talco, barite, zolfo, piombo, zinco, ferro, sali, pietre preziose (smeraldi) e semi-preziose (lapislazuli)
Ambiente: progressiva degradazione del suolo; eccessivo sfruttamento del territorio da parte del bestiame; deforestazione (gran parte delle foreste è stata utilizzata per il riscaldamento o come materiale da costruzione); desertificazione rampante aggravata da gravi siccità recenti

http://doc.studenti.it/appunti/geografia/2/afghanistan.html

Afghanistan: storia, cultura, articoli, geografia e immagini

Informazione, storia, cultura, geografia, mappe ed immagini.

STORIA DELL’ AFGHANISTAN

RIDUZIONE DA http://www.liceoberchet.it/ricerche/geo4d_05/occidente_oriente/bush_laden/guerra_afghan.htm

Afghanistan

La storia della nazione Afghanistan non ha più di due secoli, ma nel corso del suo passato il paese ha contribuito alla grandezza di molti imperi dell’Asia centrale. Come nel resto della regione, l’ascesa e il declino dei poteri politici sono sempre stati indissolubilmente legati all’ascesa e al declino delle religioni.
Fu in Afghanistan che nel VI secolo a.C. nacque l’antica religione zoroastriana. In seguito, dall’India il buddismo si diffuse verso ovest fino alla valle di Bamiyan, dove continuò a essere professato fino al X secolo d.C. L’espansione del mondo islamico verso est raggiunse l’Afghanistan nel VII secolo d.C. e oggi la stragrande maggioranza degli afghani è di fede musulmana.
Tra il 1220 e il 1223 Gengis Khan devastò il paese
riducendo Balkh, Herat, Ghazni e Bamiyan a cumuli di macerie. Riparati i danni, attorno al 1380 la regione fu nuovamente distrutta da Tamerlano. Il regno di questo sovrano diede inizio alla fiorente era timuride, nel corso della quale la poesia, l’architettura e la pittura delle miniature raggiunsero l’apice della propria espressione artistica.
(…)
Il XIX secolo fu segnato dai contrasti con i britannici, i quali temevano che i loro turbolenti vicini potessero influire negativamente sulla grande colonia indiana.
La tensione aumentò fino a scaturire in una serie di sanguinose guerre spesso combattute sulla base di pretesti assai poco fondati.
A partire dalla prima guerra mondiale i commerci dell’Afghanistan si orientarono sempre più verso l’Unione Sovietica, che riconobbe il paese fin dall’inizio della rivoluzione (1917) forniva al paese aiuti economici di gran lunga superiori a quelli inviati dal mondo occidentale; l’unico settore in cui i paesi dell’Occidente esercitavano una massiccia l’influenza era quello del turismo.

Dopo la rivoluzione filo-sovietica del 1978, l’Afghanistan precipitò rapidamente nel caos. Il suo governo filo-comunista e antireligioso era inviso ai movimenti popolari islamici dell’Iran e del Pakistan e ben presto le turbolente tribù afgane gli mossero guerra. Una seconda rivoluzione portò alla nascita di un regime ancora più orientato verso l’Unione Sovietica e seguì un altro periodo di anarchia. L’URRS decise di intervenire e dopo una rivoluzione ‘popolare’, nel 1979 fu installato a Kabul un governo fantoccio sostenuto dall’esercito sovietico.
Fu allora invocata la jihad (guerra santa) islamica e sorsero sette fazioni di mujaheddin. I sovietici si trovarono presto impantanati in quello che è stato definito ‘il Vietnam della Russia’. Nonostante l’Unione Sovietica fosse avvantaggiata dalla vicinanza geografica, che facilitava i rifornimenti, dall’assenza di una protesta organizzata in patria e dalle divisioni interne del nemico, i mujaheddin afghani erano determinati quanto i Viet Cong.
La guerra si trascinò fino agli anni ’80. I guerrieri delle tribù afghane continuarono a essere disorganizzati e male addestrati, ma la loro determinazione e il loro indubbio coraggio iniziarono a essere sostenuti da una dotazione di armi moderne: la CIA spese fino a 700 milioni di dollari all’anno nel conflitto, con una delle più vaste operazioni segrete della sua storia. Ben presto i sovietici si ritrovarono ad avere soltanto il controllo delle città, che rimasero progressivamente isolate a causa delle imboscate tese ai convogli stradali e dei missili terra-aria lanciati contro gli aerei. Alla fine degli anni ’80 la perestroika di Gorbaciov consentì al popolo russo di esprimere il proprio parere: la gente voleva la fine della guerra.
Il conflitto con l’Afghanistan era costato la vita a 15.000 Sovietici, aveva provocato un’ondata di nazionalismo nelle repubbliche dell’Asia centrale e contribuito in modo significativo al crollo dell’URRS. Più di un milione di Afghani avevano perso la vita nella guerra e 6,2 milioni di persone, più della metà del totale dei profughi di tutto il mondo, avevano lasciato il paese. L’Afghanistan era ancora una volta ridotto a un cumulo di macerie.
Il ritiro delle truppe sovietiche, nel 1989, indebolì il governo del presidente e dopo una serie di scontri armati tra fazioni opposte si affermò un gruppo di combattenti islamici chiamati talebani, che erano di etnia pashtun (‘talib’ è un termine pashto che significa ‘studente religioso’ o ‘colui che cerca la conoscenza’) ed erano appoggiati dal Pakistan. Nel 1994 si erano impossessati di Kandahar e nel settembre del 1996 entrarono a Kabul senza incontrare resistenza. I talebani riuscirono a controllare più del 90% del territorio afghano; l’unica resistenza significativa era quella opposta dal veterano mujaheddin tagiko Ahmed Shah Massud, ma lo assassinarono nel settembre 2001, qualche giorno prima degli attentati al World Trade Center di New York e al Pentagono.
La violenza della legge islamica — secondo l’interpretazione dei talebani —  ridusse le donne alla stregua di animali, costringendole alla schiavitù del burqa, senza diritto di lavoro e assistenza sanitaria; le libertà vennero annientate e proibite le arti e il divertimento (musica, televisione), ritenute immorali dal regime; il paese piombò in un periodo di oscurantismo. L’arte viene proibita e distrutte le opere d’arte che rappresentano esseri viventi, si veda il caso dei Buddha di Baymian

https://www.youtube.com/watch?v=sotbpvQevD8

Una testimonianza su quella distruzione

https://www.youtube.com/watch?v=YIA5kZJPENE

In campo internazionale, invece, i talebani non hanno avuto altrettanto successo. Nel 1998 gli Stati Uniti hanno bombardato alcune zone dell’Afghanistan sudorientale con missili Tomahawk nel tentativo di stanare Osama bin Laden, il multimiliardario dissidente saudita (…)L’Afghanistan è nuovamente tornato alla ribalta dopo gli attentati terroristici a New York e a Washington del settembre 2001. Accusato dal mondo occidentale di ospitare colui che è ritenuto il principale responsabile, Osama bin Laden, il paese venne bombardato a partire dal 7 ottobre da aerei statunitensi e britannici. Il 13 novembre le truppe d’opposizione, l’Alleanza del nord, hanno occupato la capitale, mettendo in fuga i talebani. Il 20 dicembre le forze di pace britanniche sono entrate a Kabul, otto giorni dopo sono stati raggiunti dai militari italiani.
(…)
Tuttavia il paese è ancora lontano dalla tranquillità.
Nel gennaio 2004 dopo tre settimane di accesi dibattiti i 502 membri dell’assemblea plenaria delle tribù afghane, Loja Jirga, hanno approvato la nuova Costituzione. L’Afghanistan è una repubblica islamica, senza che vi sia alcun riferimento esplicito alla sharia. Si è dichiarato, tuttavia, che le leggi non potranno essere contrarie alla legge islamica. La forma di governo prescelta è una repubblica presidenziale con il potere del presidente limitato dall’affiancamento di un secondo vicepresidente con funzione di controllo. (…) Viene riconosciuta la parità di diritti tra uomini e donne di fronte alla legge. In ciascuna delle 32 province almeno due donne dovranno essere elette nella Camera bassa del Parlamento. (…)

Le milizie talebane si sono tuttavia riorganizzate lungo le zone di confine con il Pakistan e sferrano attacchi contro postazioni militari, strutture governative e organizzazioni umanitarie. La frequenza degli attacchi si è intensificata e venticinque miliardi di dollari supplementari sono stati stanziati dal Senato di Washington per sostenere le operazioni militari in Afghanistan e Iraq.

La cifre della crisi sono impressionanti: il 60% del sistema economico afghano è disintegrato e la corruzione affligge l’intero apparato statale. Sul territorio sono presenti circa 10 milioni di mine e un milione di persone sono mutilate. Gli afghani in esilio sono quattro milioni, molti dei quali vivono da anni nei campi profughi in condizioni estreme.

Osama Bin Laden è stato ucciso da un gruppo di forze speciali statunitensi in Pakistan nel 2011

Ø       Come opera il terrorismo islamico
Ø       Reti televisive, radio, ecc. di cui si servono i terroristi