Simboli: lo specchio

Il simbolismo dello Specchio

Lo specchio è un simbolo dai molteplici significati: tra gli oggetti dotati di elevata valenza simbolica occupa una posizione privilegiata.

Lo specchio è un simbolo in ogni caso legato alla vista intesa come senso di conoscenza, esteriore o interiore, e può avere valenza positiva o negativa; è legato al tema del doppio, della bellezza, della verità e della vanitas.

Nell’antichità lo specchio, non rispecchiando la realtà nitidamente come adesso,  simboleggiava l’imperfezione della condizione umana e terrena nel mondo.

Un esempio famoso di questa concezione è data dalla celebre frase di San Paolo della Prima Lettera ai Corinzi13,12: “videmus nunc per speculum in aenigmate tunc autem facie ad faciem” (‘Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia’) in cui si dice che la conoscenza umana è limitata a una visione ‘speculare’, indiretta.

Nell’ epoca medievale e rinascimentale le credenze popolari attribuivano allo specchio la capacità di imprigionare l’anima nell’immagine riflessa, in quanto esso duplicava la realtà.

-Lo specchio e il doppio

Lo specchio, riproducendo l’immagine di chi o cosa si pone davanti ad esso , è un simbolo di una seconda realtà e del doppio.

L’uomo, che sa riconoscere la sua immagine in uno specchio, può vedere simbolicamente sulla sua superficie l’immagine dell’anima , il suo Io interiore e nascosto.

Il tema della specularità e del doppio è un concetto fondamentale della psicanalisi e della psicologia ed è frequente in opere letterarie (ad esempio in  “Cuore di tenebra” di J.Conrad e in molte opere di Pirandello, come in “Uno, nessuno e

centomila”) e cinematografiche.

– Lo specchio come duplicatore del mondo

Gli specchi replicano il mondo, lo duplicano invertendo destra e sinistra, quindi sono anche simbolo della doppiezza di ogni cosa del mondo e del mondo stesso.

-Lo specchio e il sogno — Lo specchio come porta

Lo specchio è un oggetto spesso collegato a una seconda realtà ed è molto frequente nella letteratura e nella cinematografia fantastica (ad esempio in “Attraverso lo specchio” di Lewis Carroll).

Lo specchio in questo senso è come una porta tra due mondi, quello conosciuto e un universo parallelo, collegato al regno dei sogni, dei mondi o degli inferi. Tale mondo spesso ha delle leggi fisiche opposte o differenti rispetto a quelle del mondo    reale, come accade per Alice in “Attraverso lo specchio” di Lewis Carroll.

Il legame tra il sogno e lo specchio è spesso presente nella filmografia di Ingmar Bergman.

Un altro tema letterario e cinematografico legato allo specchio è l’apparizione in esso di creature non visibili altrimenti, come fantasmi e demoni oppure l’apparizione di lati nascosti della personalità di chi ci guarda o di volti sconosciuti.

-Lo specchio come oggetto divinatorio e magico

Le credenze popolari spesso hanno attribuito allo specchio e a superfici riflettenti (come l’acqua ferma), la capacità di mostrare eventi non possibili da vedere nella realtà: tale caratteristica era dovuta al senso di mistero che lo specchio portava nel passato. Alcune di tali capacità erano il far vedere il passato e il futuro o fatti lontani dal luogo in cui ci si trova o oggetti  o esseri nascosti.

Un esempio letterario delle capacità divinatorie dello specchio è quello del magico specchio di Galadriel, nel  “Signore degli anelli” di J.R.R.Tolkien: con esso la dama può vedere eventi lontani o vicini che sono avvenuti, avvengono o

potranno avvenire nel futuro.

-Lo specchio simbolo di vizi e virtù

La Vanitas e lo specchio

« Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno
non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità »
( Angelo Branduardi, Vanità di vanità, dal film “State buoni se Potete” di Luigi Magni, sulla figura di San Filippo Neri)

Narciso – Caravaggio

Lo specchio ha sempre avuto valenza negativa come strumento che permette di vedere se stessi, atteggiamento che può causare spesso il compiacimento di sé e l’attaccamento ai beni caduchi e terreni, come la bellezza.

La conoscenza del proprio aspetto ha di solito avuto una interpretazione legata al narcisismo e alla superbia.

Nella pittura molto spesso lo specchio campare con questa valenza, di solito rappresentato tenuto da belle donne che si rimirano in esso per pura vanità.

Lo specchio è un monito nei confronti della morte , ricorda che la vita si conclude per tutti con la morte e la bellezza passa con il passare del tempo (nella pittura della Vanitas è di solito rappresentato da una clessidra e/o da un teschio), poiché essa è legata solo alla vita terrena.

Venere allo specchio- Diego Velázquez                                                   Le tre età e la Morte – Hans Baldung Grien

Gli specchi furono anche oggetto dei Falò delle vanità voluti da Girolamo Savonarola e dai suoi seguaci, in particolare in quello della festa di martedì grasso del 7 febbraio del 1497, poiché considerati oggetti peccaminosi, come gioielli, dipinti e

vestiti lussuosi che furono messi al rogo quello stesso giorno in Piazza della Signoria.

Lo specchio in epoca medievale e anche rinascimentale era considerato uno strumento demoniaco, in quanto si associava all’idea di superbia , assieme al pavone e al pipistrello.

« Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio » (Giac 1,23)

La Veritas, la Prudentia e lo specchio

« [La Sapienza] è un riflesso della luce perenne,
uno specchio senza macchia dell’attività di Dio
e un’immagine della sua bontà. » (Sapienza 7,26)

Lo specchio non è solo un simbolo negativo (dell’inganno, della vanità, della fugacità della vita, ecc…) e rappresenta anche le qualità opposte ai vizi che simboleggia: può essere, infatti, simbolo della verità, dell’eternità, della realtà, della prudenza. In primo luogo lo specchio ammonisce su ciò che è falso e ingannevole, quindi spinge a vedere il mondo e noi stessi in modo vero e reale; inoltre è uno strumento che mostra gli aspetti nascosti del mondo e per questo è un simbolo di conoscenza ed è un mezzo attraverso cui l’uomo può contemplare la dimensione del divino, in quanto la visione diretta della divinità non è concessa ai mortali.

Lo “specchi dell’anima “ è il mezzo della conoscenza interiore: il primo passo per intraprendere la via della virtù consiste nel “guardarsi dentro”.

Maddalena penitente –Georges de La Tour

Il tema dello specchio rivelatore ebbe molta fortuna, in arte e in letteratura, nel Medioevo, in cui nacque un nuovo genere letterario, a fine didattico – moraleggiante, chiamato, appunto, “speculum”.

L’origine della simbologia della verità per lo specchio è collegata alla sua trasparenza e limpidezza (a questa visione si collega lo “specchio magico” di varie fiabe, ad esempio lo specchio della regina in “Biancaneve”). Il mistico indiano Gialal al-Din Rumi (1207-1273) interpretò lo specchio come simbolo del cuore , che deve restare lucido e puro per essere  in grado di riflettere senza deformazioni i raggi della luce divina.

Il legame tra specchio e Veritas è attestato anche in due passi del Nuovo Testamento: la Lettera di Giacomo e la seconda lettera ai Corinzi di San Paolo, già citata.

Lo specchio è anche simbolo della prudenza in quanto, permettendo di conoscere sé stessi, invita ad essere virtuosi e prudenti.

La virtù personificata della Prudentia fu rappresentata nelle incisioni del Seicento come una donna che regge uno specchio nella mano sinistra, nel quale osserva le cose future e passate; in altre incisioni, invece, si vede un uomo che  si guarda in uno specchio, con l’esortazione a essere prudente.