Sintesi di Blade Runner

Breve sintesi da http://it.wikipedia.org/wiki/Blade_Runner

Blade Runner è un film di fantascienza del 1982, diretto da Ridley Scott e interpretato da Harrison Ford come attore principale, è liberamente ispirata al romanzo del 1968 Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) di Philip K. Dick.

Il lungometraggio è ambientato nel 2019 in una Los Angeles distopica, dove replicanti dalle stesse sembianze dell’uomo vengono abitualmente fabbricati e utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra-terrestri. Replicanti che si danno alla fuga o tornano illegalmente sulla Terra vengono cacciati e “ritirati dal servizio” da agenti speciali chiamati “Blade Runner”. La trama ruota attorno ad un gruppo di androidi recentemente evasi e nascostisi a Los Angeles e al poliziotto Rick Deckard, ormai fuori servizio, che accetta un’ultima missione per dare loro la caccia.

Del film sono state distribuite sette versioni differenti·…

Blade Runner ha inizialmente polarizzato la critica: alcuni erano insoddisfatti del ritmo, mentre altri ne avevano apprezzato la complessità tematica. Il lungometraggio ha incassato poco in Nord America durante la sua prima distribuzione cinematografica, ma da allora è assurto a film di culto[3]. È stato lodato per il suo design retrofuturista[4][5] e rimane uno dei migliori esempi del genere neo-noir[6]. Ha inoltre avuto il merito di portare l’opera di Philip K. Dick all’attenzione di Hollywood[7], e Ridley Scott lo considera “probabilmente” il suo film più completo e personale[8][9].

 

Trama [13]

Il film è ambientato in una Los Angeles distopica dell’anno 2019. La tecnologia ha permesso la creazione di esseri simili agli umani, detti “replicanti”, utilizzati come schiavi, dotati di capacità intellettuali e forza fisica estremamente superiori agli uomini, ma con una longevità limitata a pochi anni. Sei replicanti del modello più evoluto (tre femmine e tre maschi), capitanati da Roy Batty, sono fuggiti dalle colonie extramondo e, giunti furtivamente a Los Angeles, hanno cercato di introdursi nella Tyrell Corporation dove erano stati creati. Due di loro (un maschio e una femmina) sono finiti in un campo elettrico e sono stati catturati[14], mentre gli altri quattro sono fuggiti. Uno di questi, Leon, è stato individuato tra i nuovi assunti alla Tyrell, ma è riuscito a scappare sparando all’agente Holden, che lo stava sottoponendo a un test per il riconoscimento dei replicanti.

Il poliziotto Rick Deckard, già agente dell’unità speciale Blade Runner, viene forzatamente richiamato in servizio dal capitano Bryant per “ritirare”, ossia uccidere, i quattro replicanti. Deckard, accompagnato nei suoi spostamenti dal collega Gaff, si reca nell’ufficio del fondatore della Tyrell per provare il test su un replicante modello Nexus 6 ed e’ invitato a provare il test prima sulla segretaria Rachael, che si rivela essere non umana. Anch’essa è un replicante, prodotto dalla Corporation.

Deckard ispeziona l’appartamento di Leon, trovandovi una squama e una serie di fotografie. Parallelamente, Leon e Roy Batty visitano Hannibal Chew, un progettista genetico di occhi che lavora per la Tyrell Corporation, che, minacciato, suggerisce loro di rivolgersi a J. F. Sebastian, genetista e amico del dott. Tyrell. Tornando a casa, Deckard viene raggiunto da Rachael, che vuole sapere se è una replicante o un’umana. Deckard le rivela la verità e, di fronte ai suoi dubbi, le racconta i suoi presunti ricordi d’infanzia, dimostrandole che in realtà sono innesti mentali. Rachael, disperata fugge. Nel frattempo la replicante Pris, compagna di Roy Batty, ottiene la fiducia di J. F. Sebastian e l’ospitalità nel suo appartamento.

Deckard sogna ad occhi aperti un unicorno[15]. Risvegliatosi, esamina una delle foto trovate e riesce ad associare la squama alla replicante Zhora. Indagando scopre che si tratta di una squama di serpente artificiale, utilizzato in uno spettacolo da una spogliarellista. Deckard si reca nel locale dove lavora Zhora, e con una scusa la segue nel camerino. Zhora capisce le sue intenzioni e fugge per strada, ma Deckard la raggiunge, ritirandola.

Bryant informa Deckard che dovrà ritirare anche Rachael, che è scomparsa dalla Tyrell. Quando Bryant e Gaff si allontanano, Deckard vede Rachael e cerca di raggiungerla, ma viene affrontato da Leon, che ha assistito al ritiro di Zhora e cerca di ucciderlo, Rachael interviene, uccidendo Leon. Deckard decide di risparmiare Rachael, nascondendola a casa sua, dove i due s’innamorano.

Roy Batty, raggiunta Pris, la informa che sono rimasti vivi solo loro. I due convincono J. F. Sebastian ad accompagnare Roy Batty dal dott. Tyrell per chiedergli se esiste un modo per posticipare la loro imminente “data di termine”[16]. Tyrell gli dice che non è possibile e come risposta Roy Batty uccide sia il dott. Tyrell, cavandogli gli occhi con i pollici, che J. F. Sebastian.

Deckard informato del duplice omicidio si reca nell’appartamento di J. F. Sebastian, ritenendo di poter trovarvi i due replicanti rimasti. Al suo arrivo viene attaccato da Pris, ma Deckard riesce a spararle, uccidendola. Poco dopo giunge Roy Batty che, vista Pris priva di vita, decide di dedicare i suoi ultimi istanti di vita alla vendetta[17]. Nel tentativo di sfuggire a Roy, Deckard salta da un tetto a un altro finendo aggrappato ad una trave, sospeso nel vuoto. Roy lo raggiunge e, invece di ucciderlo, lo trae in salvo. Dopo un breve monologoIo ne ho viste cose…»[18]), Roy Batty muore di fronte all’impietrito Deckard.

(EN)« I’ve seen things you people wouldn’t believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gate. All those… moments will be lost… in time, like tears… in rain. Time to die. » (IT)« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. »
(Roy Batty)

Poco dopo arriva Gaff che si complimenta con Deckard per il lavoro svolto, aggiungendo «Peccato però che lei non vivrà!… Sempre che questo sia vivere.», riferendosi a Rachael. Deckard corre a casa per salvare Rachael, e mentre fuggono dall’appartamento Rachael schiaccia col tacco della scarpa un piccolo origami per terra, a forma di unicorno, insinuando il dubbio che anche Deckard sia un replicante.[19]

Ambientazione

Il film è interamente ambientato a Los Angeles, nel novembre del 2019. Il pianeta Terra, a causa dell’inquinamento e del sovraffollamento, è diventato invivibile. Chi può si trasferisce nelle colonie extramondo, mentre sulla Terra rimangono coloro che sono stati scartati alla visita perché malati (come J. F. Sebastian, affetto da invecchiamento precoce) o coloro che non possono permettersi il viaggio. La vita animale e vegetale è pressoché scomparsa, per cui è proibito uccidere veri animali.

La città di Los Angeles è perennemente avvolta dalla nebbia prodotta dall’inquinamento, che offusca il Sole e produce una pioggia continua. Le strade, rese luride dalla pioggia, sono piene di veicoli e di persone di ogni etnia, anche se è nettamente predominante la componente asiatica.[20] In città si parla il Cityspeak, uno slang plurilinguistico e multietnico.[21]

I moderni grattacieli e le industrie sorgono accanto ai palazzi più antichi, per lo più fatiscenti e adattati alle “nuove tecnologie” facendo passare le tubazioni sulle facciate esterne. L’assenza totale del bello contribuisce a trasmettere allo spettatore la sensazione di claustrofobia.

I replicanti

I replicanti sono androidi organici costruiti con tecniche di ingegneria genetica pressoché indistinguibili dall’uomo, creati dalla Tyrell Corporation. I replicanti protagonisti del film appartengono alla serie Nexus 6: sono superiori all’uomo per forza e agilità, nonché di intelligenza almeno pari a quella degli ingegneri che li hanno creati. Sono stati progettati per essere il più possibile simili agli uomini (lo slogan della Tyrell è più umano dell’umano). Gli ingegneri della Tyrell stimarono la possibilità che i Nexus 6 potessero nel tempo sviluppare emozioni proprie (rabbia, amore, paura, sospetto…) ovvero potessero assumere coscienza di sé, e così li dotarono di un dispositivo autolimitante, vale a dire 4 anni di vita[22].

I Nexus vengono impiegati nelle colonie extramondo per i lavori più faticosi e pericolosi, oppure come “articolo di piacere” per i soldati di stanza nelle colonie militari extramondo. In seguito ad una rivolta, è stato proibito l’utilizzo di replicanti sulla Terra, ed è compito della squadra speciale Blade Runner “ritirare” (ovvero eliminare) i replicanti presenti sul pianeta.

Per distinguere un replicante da un umano, il sospetto viene sottoposto ad un test per l’empatia denominato Voigt-Kampff, che consiste in un interrogatorio condotto con un dispositivo puntato sull’occhio dell’interrogato. Il replicante, di fronte alle domande pensate per suscitare un’emozione precisa nell’interrogato, tradisce la sua natura in seguito all’impossibilità, dovuta alla mancanza del bagaglio di esperienze tipico di un essere umano, di controllare le proprie emozioni. Per la riuscita del test sono infatti fondamentali i tempi di reazione alle domande.

Benché al riguardo la trama sia volutamente enigmatica, nella scena finale nasce il sospetto che Deckard sia anch’egli un replicante. Tale interpretazione venne confermato da Ridley Scott nel 2000 quando dichiarò «Blade Runner, anche Ford era un replicante»; infatti precedentemente Deckard sogna un unicorno, ed il ritrovamento dell’animale mitologico sotto forma di origami (nel film si nota bene che è Gaff a fare gli origami) indica che quel sogno è noto anche a Gaff e che quindi non può appartenere direttamente a Deckard, ma che gli deve essere stato innestato, implicando la sua natura di replicante[23].

Produzione

Genesi dell’opera e sceneggiatura

Ritratto dello scrittore Philip K. Dick, autore del libro Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) da cui è stato tratto il film

L’industria del cinema si interessò all’adattamento del romanzo di Philip K. Dick Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) già dal momento della sua pubblicazione nel 1968. n fece che aumentare la sua sfiducia nei confronti di Hollywood[33]. Dopo varaie vicende….. Dick rivelò entusiasta a Ridley Scott che il mondo creato per il film assomigliava esattamente a quello che lui aveva immaginato[35]. Philip K. Dick però non vide mai la versione finale del film, in quanto venne a mancare il 2 marzo 1982, appena dopo l’ultimazione della pellicola; proprio per questo motivo il film è dedicato a lui.