Da Hiroshima alla bomba Zar (Sacharov)

https://it.wikipedia.org/wiki/Andrej_Dmitrievi%C4%8D_Sacharov

LA GUERRA FREDDA

Appunti a cura di Nicolò Giraudo dal video
La bomba più potente del mondo
https://www.youtube.com/watch?v=KNIOmD9xJZE

La bomba a idrogeno (o bomba H, dall’inglese Hydrogen) più potente mai creata, sganciata dagli americani sull’atollo di Bikini, ebbe una potenza di 4000 volte superiore a quella sganciata su Hiroshima.


Le prime prove statunitensi di esplosione, quelle che avevano portato alla creazione degli ordigni sganciati su Hiroshima e Nagasaki, furono effettuate nel deserto di Los Alamos, ma per i successivi esperimenti si decise di acquistare l’atollo di Bikini (da cui prese nome il famoso indumento). La popolazione locale, per nulla istruita, venne trasferita in massa nelle isole Marshall. Al contempo, vennero invece trasportate sull’isola navi cariche di animali per poter constatare gli effetti della radiazione sulla pelle.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nell’agosto 1945, Stalin ordinò ai suoi scienziati di costruire un ordigno atomico della stessa potenza di quello americano, dando inizio alla competizione atomica tra le due superpotenze. Il primo ordigno nucleare sovietico, progettato in una località segreta, venne fatto esplodere il 29 agosto 1949, ben prima di quanto il governo americano si aspettasse: alcuni fisici statunitensi, tra cui Klaus Fuchs, infatti, vennero scoperti a passare informazioni sul progetto nucleare al governo sovietico, con la formale giustificazione di voler mantenere l’equilibrio tra le due nazioni.

Ciò che si voleva creare con la bomba all’idrogeno era una reazione termonucleare, come quelle che avvengono costantemente sul Sole.La prima esplosione avvenne il 1 novembre 1952: l’ordigno aveva un peso di 82 tonnellate (fu definito da Oppenheimer come “un palazzo”), ma la difficoltà nel trasportarla la rese abbastanza inutile. Iniziò allora il progetto della bomba “Bravo”, sganciabile da un aereo.  L’esplosione di una bomba atomica avrebbe innescato una reazione a catena con dei contenitori di deuterio di litio, formato da 30 percento di Litio-6 e al 70 di Litio-7. La bomba fu tre volte più distruttiva (arrivò ad una potenza di 15 megatoni) di quello che ci si aspettava, poiché il Litio-7 decadde in Litio-6, aumentando il materiale esplosivo e quindi il raggio d’azione fino a 150 chilometri dal luogo di detonazione. La difficoltà nel calcolare il fallout fu determinata dal vento, che trasportò il materiale radioattivo in due direzioni opposte, a seconda della corrente incontrata. L’esperimento non fu un grande successo: l’opinione pubblica, terrorizzata dalla potenza di un’arma del genere, si indignò e si oppose ai test americani (alcuni pescatori giapponesi vennero uccisi dal materiale radioattivo, nonostante viaggiassero nella zona teoricamente sicura).


L’apice della crisi nucleare venne raggiunto nel 1962, quando il governo statunitense scoprì la presenza di armi nucleari a Cuba, inviate dall’Urss spacciandole per “aiuti” alla Rivoluzione. Se fossero mai state usate, gli Stati Uniti non avrebbero avuto il tempo per rispondere. L’anno prima, oltre ad aver costruito
il muro di Berlino, Kruscev ordinò ad Andrej Sacharov, fisico sovietico, la costruzione, in soli tre mesi, della bomba più potente mai costruita: la “bomba Zar”. Il progetto iniziale fu di 100 megatoni, che avrebbero permesso all’ordigno di arrivare sin oltre all’atmosfera terrestre, ma la sua potenza venne dimezzata in seguito. Il 30 ottobre 1961, la bomba venne sganciata da dodicimila metri di altezza sull’isola di Novaja Zemlja e, dopo aver generato un fungo atomico di 60 chilometri, raggiunse fino a 500 chilometri di distanza dal luogo di detonazione (lo stesso aereo che la sganciò iniziò a precipitare per un chilometro).

Dopo la crisi del 1962, vennero firmati accordi per cui le detonazioni nucleari sarebbero potute avvenire nel sottosuolo. Nel 1969 gli isolani di Bikini vennero fatti ritornare sull’isola, per poi essere evacuati l’anno successivo a causa delle radiazioni ancora presenti sul territorio. Nel 1975, infine, Andrej Sacharov vinse il Premio Nobel per la pace per la riflessione sulle conseguenze dei suoi studi, promuovendo campagne per i diritti umani.

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Andrej Dmitrievič Sacharov (in russo: Андрей Дмитриевич Сахаров?; Mosca, 21 maggio 1921Mosca, 14 dicembre 1989) è stato un fisico sovietico, famoso nel mondo dapprima per il contributo alla messa a punto della bomba all’idrogeno e successivamente per la sua attività in favore dei diritti civili che gli valse il premio Nobel per la pace.

Biografia

Conseguì il dottorato in matematica e fisica nel 1947 ed intraprese ricerche sull’astrofisica applicata e sulla fusione nucleare. Fra il 1948 e il 1953 partecipò al progetto e alla sperimentazione delle prime bombe termonucleari di fabbricazione sovietica. Intuì inoltre nel 1967 l’asimmetria tra materia ed antimateria nella composizione dell’universo (simmetria CP), quindi propose alcune correzioni alla teoria della relatività di Albert Einstein.

Membro dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica, contestò negli anni 19571958 gli esperimenti nucleari a scopo bellico e successivamente si mostrò critico negli anni settanta riguardo agli aspetti repressivi del regime sovietico, tanto da fondare nel 1970 il comitato per i diritti civili e prendere le difese dei dissidenti e dei perseguitati.

Nel 1975 ricevette il premio Nobel per la pace, ma non poté ritirarlo. Convinto sostenitore di una manifestazione contro l’entrata delle truppe sovietiche in Afghanistan (si temette lo scoppio di una guerra nucleare), fu arrestato e nel 1980 fu confinato a Gor’kij (l’odierna Nižnij Novgorod), da dove la moglie Elena Bonnér costituì il suo unico contatto con il mondo esterno. Riabilitato da Michail Gorbačëv nel 1986, rientrò a Mosca e fu eletto deputato nel 1989. Morì nella capitale russa nel dicembre dello stesso anno.

Omaggi e riconoscimenti

Dal 1988, ogni anno il Parlamento europeo assegna il “Premio Sakharov per la libertà di pensiero” a personalità e organizzazioni distintesi nell’attività in favore dei diritti umani e nella lotta contro l’intolleranza, il fanatismo e l’oppressione.[1] Il Norwegian Helsinki Committee assegna dal 1980 il “Sakharov Freedom Award” (anche citato come “Andrei Sakharov Freedom Award”).[2]