La corazzata di Fantozzi

 

Tratto dal testo di Wikipedia sul film “Il secondo tragico Fantozzi”

Con un breve flashback di 20 anni indietro nel tempo si scopre che Fantozzi era stato inizialmente assunto nella Megaditta con la mansione di “spugnetta per francobolli“, e che la sua carriera è poi proseguita anche grazie alle simpatie che ha suscitato nel direttore Professor Guidobaldo Maria Riccardelli, cinefilo appassionato di cinema d’essai e responsabile del cineforum aziendale.

Si viene a sapere così che il professor Riccardelli, da anni, costringe loro malgrado Fantozzi e i suoi colleghi, almeno una volta alla settimana, a visionare “lunghissimi” capolavori degli albori del cinema, tra cui: Dies Irae di Carl Theodor Dreyer, sei ore; L’uomo di Aran di Robert J. Flaherty, nove tempi; ma soprattutto La corazzata Kotiomkin, diciotto bobine (chiaro riferimento al celebre La corazzata Potemkin). Ogni serata si conclude con un dibattito sul film in cui gli impiegati dicono sempre a rotazione le stesse frasi ultra-elogiative e Riccardelli esalta sempre la mancanza di partecipazione di Fantozzi, definendolo una “merdaccia”. Dopo l’ennesima serata al cineforum per la quale il professore costringe Fantozzi e i suoi colleghi anche a rinunciare alla visione dello storico incontro di calcio disputato a Wembley tra Inghilterra e Italia[1], nessuno sembra voler intervenire nel dibattito. Ma a questo punto, ormai esasperato, Fantozzi trova finalmente il coraggio di ribellarsi, chiedendo di poter parlare ed esclamando a gran voce di fronte ai colleghi e al Riccardelli il suo giudizio (condiviso da tutti) sulla pellicola:

« Per me… La corazzata Kotiomkin… è una cagata pazzesca! »

Fantozzi e i suoi colleghi vengono costretti a vedere per l’ennesima volta il film La corazzata Kotiomkin

Questa frase, seguita da novantadue minuti di applausi, innesca la rabbia e la ribellione generale di tutti i dipendenti: il professor Riccardelli viene prima picchiato a sangue, messo in camicia di forza e, dopo che l’odiata pellicola viene bruciata dai dipendenti davanti ai suoi occhi, obbligato, inginocchiato sui ceci, a visionare a rotazione i b-movie Giovannona Coscialunga, L’esorciccio e l’inesistente La polizia s’incazza[2]. Ma dopo tre giorni la Polizia s’incazza davvero ed i rivoltosi, con il loro leader Fantozzi, sono costretti alla resa. Per rimediare in parte alla distruzione della preziosissima pellicola, saranno obbligati a reinterpretare loro stessi almeno la sequenza principale del capolavoro del maestro Serghei M. Einstein (nome-parodia del vero regista Sergej Michajlovič Ėjzenštejn), ogni sabato, fino all’età pensionabile. Fantozzi dovrà ovviamente recitare la parte più umiliante e dolorosa: il bimbo nella carrozzella che precipita dalla scalinata.