Come si fanno le citazioni nel saggio breve o articolo di giornale

Attenzione, questi consigli valgono per il saggio breve e l’articolo di giornale tenendo conto del fatto che vengono scritti a mano; per quanto riguarda la tesina (se la scrivere per esteso preferendola allo schema logico) e la bibliografia (che deve essere prodotta sia in caso di tesina, sia in caso di schema logico)  seguite il link

http://www.ilvinoeleviole.it/come-si-fa-una-bibliografia/

Fonte originaria, adattata alla situazione: http://www.arjuna.it/materiali_ita/Come_si_scrive_una_tesi_di_laurea.pdf

Quando citate materiali che avete reperito nei testi proposti dalla traccia, riportate tra parentesi autore e anno del testo da cui avete tratto le informazioni (sono sempre indicati in calce al documento):

Esempio  “La famiglia moderna è oggigiorno in una situazione di crisi: si stanno mettendo gradualmente in discussione i suoi lati positivi come pure la sua validità all’interno della società occidentale e ciò avviene in modo più radicale, come si può immaginare, tra i giovani” ( P.L – B. BERGER, 1987 )

Se citate testualmente (parola per parola), dovete racchiudere la porzione di testo tra virgolette (“” o «»); in questo caso nei saggi “veri” bisogna citare anche la pagina, ma nei testi d’ esame di solito la pagina non è riportata.  Una grafia più tradizionale consiglia di usare le virgolette basse (caporali) per le citazioni e i doppi apici per i termini usati in modo improprio.

Nelle citazioni “tra virgolette” è necessario riprodurre fedelmente il testo. Pertanto, quando si apporta una modifica è necessario esplicitare che in quel preciso punto il testo è stato modificato e questa operazione è resa possibile dall’uso di parentesi quadre e puntini di sospensione. Le parentesi servono per segnalare un cambiamento di parola (la parola aggiunta o modificata va inserita nelle parentesi come nell’esempio che segue):  
 “La struttura [dell’intervista] consiste in una situazione sociale in cui una persona (l’intervistatore) ha il compito di porre le domande e l’altra persona (il rispondente) ha il compito di rispondere alle domande, con le mansioni definite da un’altra persona (il ricercatore) […]” (Bradburn 1992, 315).  
 

 

Le virgolette servono anche  per segnalare che la frase citata non è completa perché sono state omesse parti all’inizio e/o alla fine e/o al suo interno. Per segnalare questa situazione una parentesi contenente tre puntini deve essere posta rispettivamente all’inizio e/o alla fine e/o all’interno della frase:

 

 Esempio:  Nella Divina Commedia è possibile inoltre rilevare un altro errore al quale va incontro “la vista che riceve il vostro mondo” quando “ne la giustizia sempiterna/ […] com’occhio per lo mare, entro s’ interna” (Pd. XIX, 58-60)

 La discussione di materiali tratti dalla bibliografia diventa particolarmente avvincente se riuscite a far dialogare tra di loro gli autori e a trarne conclusioni e insegnamenti da un ragionamento che, a quel punto, diventa un prodotto unico e tutto vostro, ma è una cosa alquanto difficile e bisogna essere sicuri che il risultato sia accettabile.
Esempio   Utilizzando le parole di Franco Ferrarotti (1989) si può dire che, da un lato, esiste rabbia, perché i partiti sono percepiti come truppe di occupazione e, dall’altro, stanchezza, perché il voto non è più veicolo di cambiamento. Anche secondo Renato Mannheimer (1999) l’interesse per la politica sta scemando per  disaffezione. Ma, sempre secondo Mannheimer e Sani (2000), l’astensionismo non è un fenomeno omogeneo e non bisogna fare l’errore di attribuire lo stesso nome a tanti comportamenti diversi. Non ha alcun senso parlare di partito delle astensioni o attribuire agli astenuti l’appartenenza a una determinata parte politica, come fa, per esempio, il giornalista Paolo Polverino (1998).

Il sistema proposto con (cognome anno, pagina) prende il nome di citazione “all’americana”.

Link ad un esempio di prima prova

http://www.istruzione.it/esame_di_stato/Secondo_Ciclo/tracce_prove_scritte/2013/allegati/P000.pdf