Perchè molti professori non accompagnano le gite

Perchè molti professori non accompagnano le gite scolastiche

 

Dirittoscolastico.it Il nuovo obbligo di vigilanza dei docenti in gita scolastica

In tempi recenti è diminuito notevolmente il numero degli insegnanti che si rendono disponibili ad accompagnare le gite scolastiche.

Invito  chi si chiedesse iil perchè a leggere la pagina linkata sopra. In merito alla sentenza della Suprema Corte di Cassazione in base alla quale

“proprio perchè il rischio che, lasciati in balia di se stessi, i minori possano compiere atti incontrollati e potenzialmente autolesivi, all’istituzione e’ imposto un obbligo di diligenza per così dire preventivo, consistente, quanto alla gita scolastica, nella scelta di vettori e di strutture alberghiere che non possano, al momento della loro scelta, ne’ al momento della fruizione, presentare rischi o pericoli per l’ incolumità degli alunni“.

Io preciso che:

a) non ho competenze specifiche in merito alla sicurezza dei vettori (non sono un’esperta di agenzie turistiche e/o di autobus) o degli edifici, non è il mio mestiere (io insegno Italiano e Latino) : io in particolare posso solo pensare ad un uso delle strutture coerente con lo scopo per le quali sono state costruite, non sono tenuta ad immaginare tutti i modi con i quali si può usare una scala, un balcone, una finestra, un lavandino, una doccia in modo fantasiosamente pericoloso;

b) se qualche studente, come sempre più frequentemente accade, OVVIAMENTE contro le indicazioni della scuola e della legge italiana, fa uso di alcool e ANCHE sostanze illegali, io non posso garantire che sarò in grado di prevenire e bloccare questo comportamento in ogni ora del giorno e della notte PER TUTTI I RAGAZZI CHE MI SONO AFFIDATI, specialmente dato il fatto che non posso perquisire zaini o camere, spettando questo compito esclusivamente alle autorità giudiziarie. Non posso farmi seguire costntemente da una pattuglia di carabinieri;

c) l’uso di queste sostanze, oltre all’abitudine sempre più diffusa, di non voler dormire durante le gite, dando per scontato che il loro vero scopo è lo sballo e non l’istruzione, è la causa più frequente di incidenti anche mortali legati al cattivo uso delle strutture alberghiere. Se, come da sentenza della Suprema Corte di Cassazione, di questo cattivo uso si fa colpa ai docenti accompagnatori, come si può pensare che un docente si accolli ancora la responsabilità di portare in giro alunni, soprattutto minori?

d) è in crescita tra i giovani la deresponsabilizzazione (ci credo, se la colpa è sempre del professore o del genitore) e la sistematica tentenza a sottovalutare i rischi dell’ uso di sostanze varie sempre più diffuse nella società, non solo nella scuola. Non sarebbe il caso di riflettere su questo fatto e prenderlo seriamente in considerazione, anche da parte delle famiglie, prima di lamentare la diminuzione delle gite per mancanza di accompagnatori, i quali, giusto per ricordarlo, non hanno più nemmeno più la diaria ? Quello della diaria però è un problema comunque secondario rispetto al fatto che il docente è fatto responsabile e deve riuscire a dimostrare, eventualmente con testimoni (e la cosa non è sempre possibile), di aver provveduto a controllare sistematicamente quello che fa uno qualunque della sua ventina di alunni, (magari non del tutto padrone di se stesso) in un momento qualunque, in una stanza di hotel, in un autobus o in giro per una città dove l’insegnante dovrebbe vigilare giorno e notte, onnipresente come lo Spirito Santo.

Sabato 17 ottobre 2015, il giornale “la Repubblica” ha dedicato alcune pagine al problema.

E’ ben vero che il ministro Giannini ha difeso le gite, sostenendo che “non sono queste le cause dei drammi” (pag. 25) , ma è anche vero che è difficile capire queste affermazioni dato che, il giorno prima, un ragazzo di diciassette anni era morto cadendo da una finestra di un hotel a Milano, dove si era recato con la sua classe per visitare l’Expo, col fondato sospetto che avesse fatto uso di cannabis e alcool.  Certo, la gita di per sè non è un dramma, ma sono le condizioni che si possono generare a creare potenziali pericoli.

Sullo stesso giornale, infatti, (pag. 24)  viene intervistata la prof. Micaela Ricciardi, preside del liceo classico “Giulio Cesare” di Roma, la quale, dopo aver dichiarato di credere comunque nei viaggi di istruzioni, aggiunge ” Gli insegnanti italiani sono stanchi, non più giovani, non ricevono nulla per le gite scolastiche quando dieci anni fa esisteva una diaria. In un viaggio portano sulle loro spalle responsabilità enormi.” Secondo la preside Ricciardi inoltre “La situazione è paradossale: i docenti dovrebbero controllare i ragazzi anche la notte. Invece di dormire, per  poter illustrare con lucidità il giorno dopo un museo agli studenti, un insegnante alle tre del mattivno dovrebbe bussare a ogni porta per vedere se gli alunni sono in stanza e in condizioni decenti

Viene intervistato anche Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi, il quale sostiene che “I docenti (che non accompagnano le gite)hanno ragione perchè le responsabilità che si assumono non possono avere copertura completa….I professori non hanno modo di controllare per tutto il tempo i ragazzi: anche la vigilanza notturna è necessariamente limitata nel tempo. Gli insegnanti avranno il diritto di riposare. O no?”

Aggiungiamo un triste richiamo a fatti realmente accaduti, purtroppo, sempre tratto dalla stessa fonte

10 maggio 2015       Domenico Maurantonio cade dal quinto piano dell’hotel  mentre era in gita a Milano per visitare l’Expo

4 marzo 2015           Anastasia Dakamill, studentessa greca in vacanza a Roma, cade dal secondo piano dell’albergo in cui risiedeva

nel marzo dell’anno precedente, il quindicenne Gabriele Russo del liceo Ettore Majorana di San Giovanni la Punta (CT), muore in gita cadendo da una nave.